Commento al Vangelo del 9 Dicembre 2018 – Charles de Foucauld

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CHARLES DE FOUCAULD

II DOMENICA DI AVVENTO – ANNO C

(LC 3,1-6) MT 3,1-12

Charles de Foucauld non ha commentato il Vangelo di Lc 3,1 -6, previsto per l’Anno Liturgico C. Proponiamo allora, per questa II domenica d’Avvento, il commento  al  passo parallelo del  Vangelo di Matteo.

Imitiamo l’umiltà di S. Giovanni, degno precursore di Colui che fu «mite e umile di cuore», umiliandosi nella propria persona: «Sono indegno di portare i suoi calzari», e  nelle sue  opere: «Io battezzo solo nell’acqua, ma Lui…»… Sul suo esempio abbassiamoci nella nostra persona e nelle nostre opere; vediamone solo le  piccolezze, le debolezze, le  imperfezioni, che sole d’altronde ci appartengono, che sole sono nostre, poiché tutto ciò che c’è di  buono  in noi è di Dio…

Guardiamo senza fine questi due abissi che S. Giovanni ha qui davanti agli occhi e che mette davanti ai nostri: l’abisso della nostra piccolezza  e  l’abisso  della  grandezza di Dio… Guardiamo sempre noi stessi davanti a Dio, alla luce delle sue perfezioni divine (che è il solo vero modo di considerarci, poiché siamo in Dio e Dio è in noi; siamo in Lui, ci muoviamo in Lui, ci penetra completamente e ci avvolge ovunque, siamo inseparabili da Lui), vediamoci dunque sempre così come siamo accanto a lui, cioè come un  niente accanto all’infinito, l’ultima miseria accanto alla suprema perfezione.

Abbiamo spesso davanti agli occhi nella preghiera questo duplice quadro, ciò che è  Dio e  ciò che siamo noi, e serviamoci di questo sguardo per entrare in un’umiltà sempre più profonda. Non guardiamo mai né noi né le nostre opere, né nessun uomo, né nessuna opera umana da soli, isolati da Dio, ma guardiamo sempre Dio contemporaneamente a tutte le creature e a tutte le opere delle creature; è il  solo modo vero, esatto, di  guardarle, poiché tutto ciò  che è, tutto  ciò che si compie, è e si compie in Dio, ed è il solo mezzo per averne un’idea vera, giusta, esatta, perché da questo vedere continuamente tutto in Dio, nascerà la stima delle cose nel  loro giusto valore, la stima infinita di Dio e del suo amore infinito, Lui del quale avremo incessantemente davanti agli occhi le perfezioni ineffabili, e un sentimento profondo del niente di tutto il creato, di quello delle nostre opere, della nostra estrema miseria. È ciò che raccomanda S. Teresa: «Guardate Dio, dice, niente vi farà comprendere meglio la vostra miseria, niente vi stabilirà meglio nella conoscenza di voi stessi e nell’umiltà, se non  il  vedere le Sue perfezioni»… Più contempleremo, più ammireremo la bellezza del Nostro Beneamato, più saremo confusi per la nostra bruttezza 1.

Traduzione a cura delle Discepole del Vangelo. Fonte

La vicenda spirituale di Charles de Foucauld (1858-1916) continua anche oggi ad essere motivo di interesse diffuso tra cristiani e non cristiani, poiché si affida a valori umani sempre più cercati, diventati ormai rari nelle nostre comunità civili: il primato di Dio, le relazioni umane, la cura del prossimo, la qualità della vita ordinaria.Il vangelo rimane la parola più autorevole per introdurre il credente ad una vita autentica. Charles de Foucauld ha sostato a lungo sui testi evangelici, per imparare a vivere in modo fedele un’esistenza degna di essere vissuta: una vita a imitazione di Gesù. Le meditazioni sul vangelo di Giovanni, che egli ha realizzato in Terra santa, possono essere considerate come un insieme di lezioni di vita cristiana, una raccolta di indicazioni pedagogiche per imparare, giorno dopo giorno, a seguire il Signore nella propria condizione di vita, in ascolto delle reali esigenze del mondo d’oggi.

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

II DOMENICA DI AVVENTO – ANNO C

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 9 dicembre 2018 anche qui.

Lc 3, 1-6
Dal Vangelo secondo Luca

1Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilene, 2sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. 3Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, 4com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! 5Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. 6Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

  • 09 – 15 Dicembre 2018
  • Tempo di Avvento II
  • Colore Viola
  • Lezionario: Ciclo C
  • Anno: III
  • Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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