Commento al Vangelo del 9 Agosto 2020 – P. Antonio Giordano, IMC

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L’episodio avvenne la notte seguente il grande miracolo della moltiplicazione dei pani, quando 5 mila persone si erano sfamate dei 5 pani e due pesci. Gesù costringe gli Apostoli a partire con la barca, congeda la folla e si ritira sul monte a pregare.

Gesù solo a pregare; gli Apostoli soli sulla barca in balia delle onde.

Nell’episodio della notte Pietro è il protagonista; lui parla a Gesù a nome suo e degli altri Apostoli – infatti Pietro è nominato 50 volte nei Vangeli  e 154 volte nel N. T. 

Solo quando Gesù si ricongiunge agli Apostoli, portandovi Pietro, c’è la salvezza. Dobbiamo imparare ad aspettare Gesù, e unirci a Lui nella preghiera.

Fermiamoci sulle parole di Gesù: “Sono io, non temete” – “Vieni” – “Perché hai dubitato, uomo di poca fede?”. Quanti degli Apostoli sulla barca lo riconobbero subito? Ognuno secondo la sua fede. Pietro lo riconosce subito e va, ma a un certo punto smette di guardare Gesù ed abbassa gli occhi sulle onde, sul mare, sulle cose terrene… e comincia a sprofondare…Quando è riportato da Gesù sulla barca, gli altri hanno adorato Gesù… avranno abbracciato Pietro? O l’avranno criticato come presuntuoso?

La nostra vita è il mare infido che dobbiamo attraversare: non possiamo fermarci. Da soli troveremo mille difficoltà e forse non ce la faremo a raggiungere il porto desiderato. Proprio come gli Apostoli. Con il Battesimo ci siamo messi in contatto con Gesù, che è sempre presente, ma non solo moltiplicando i pani,  o guarendo ammalati… ma è anche presente quando prega, quando dice agli Apostoli di precederlo da soli… e anche quando cammina sulle acque… sta a noi saperlo riconoscere e non scambiarlo per un fantasma. Questo è possibile, ma solo nella fede.

Egli ci risponderà sempre, “Sono io, non temete”. E quando le onde tempestose della nostra vita si calmano dobbiamo saper  prostrarci e confessare, “Tu sei il Figlio di Dio”.

Lasciamo sempre spazio nella nostra barca perché Lui entri. Lasciamo che sia Lui a guidarla, che faccia lui da timoniere.

Quando ci sentiamo in pericolo, persi, confusi… Gesù ci viene incontro, ma in un modo diverso da come noi vorremmo, ci sembra una illusione, c’è la paura di ricadere in un inganno che il demonio e la debolezza nostra continuamente ci tendono.

Invece Gesù ci viene incontro proprio là dove noi viviamo questa situazione di pericolo, di sofferenza, Gesù cammina con noi sulle nostre acque agitate, sulle nostre inconsistenze, sui nostri peccati e come un faro ci guida al porto sicuro.

Pietro: il nostro amato Papa, Benedetto XVI è il successore di Pietro. Forse si troverà anche lui nella situazione di Pietro… “Se sei tu, dimmi di venire a te sulle acque”. “Vieni” gli risponde Gesù.  E noi, che siamo come gli altri apostoli sulla barca cosa facciamo?. Gli diremmo forse, “Sii prudente, non andare”. “Attenzione che può essere un miraggio!” Ci sarà qualcuno che gli dirà, e pregherà, “Vai e tieni i tuoi occhi su di Lui…. ce la farai”. E se ce l’ha fatta, anche se a un certo punto ha dovuto chiedere a Gesù, “Salvami”, quando ritorna sulla barca con Lui, siamo capaci a prostrarci e adorare Gesù  e dare un abbraccio di fraternità a Pietro, al Papa?

Forse Gesù invita anche me a raggiungerlo sulle acque: “Vieni”, dice anche a me. Ho tanta fede da scendere in mare e camminare verso di Lui?

Potrò sempre supplicarlo, “Salvami, Signore”, ed Egli mi solleverà con la sua mano.

Ma se io dubito fin dall’inizio e non rispondo al suo invito, Egli non mi salverà mai con la sua mano. Sarò già fortunato se sarò come gli altri Apostoli, in attesa sulla barca, che Lui condurrà in porto. Ma quell’invito speciale, quella sua grazia speciale l’avrò persa.

Siamo nel mese di agosto: presto celebreremo la festa dell’Assunta: Maria assunta in cielo anima e corpo riluce come stella divina e umana che orienta il nostro cammino.

San Bernardo la prega così: “O tu che sei convinto di essere sballottato tra le tempeste di questa vita, guarda Maria: il suo nome significa “stella del mare”.


Fonte: consolata.org