Commento al Vangelo del 7 ottobre 2018 – Azione Cattolica

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Venuto tra gli uomini per rinnovare una comunione con Dio, il Signore Gesù aiuta a rileggere e a scoprire il significato autentico delle relazioni tra gli uomini. Come ci viene ricordato altrove, egli non viene per abolire, ma per mostrare il cuore della legge, che è l’amore. Nel Vangelo di questa domenica vi è anzitutto un aiuto in questo senso, attraverso l’annuncio di uno dei più bei modi di agire da parte di Dio nella storia: «Dio ha congiunto». Dio unisce: è questa la bella notizia. La Trinità manifesta oltre se stessa ciò che vive: l’essere insieme, gli uni con gli altri, gli uni per gli altri. L’occhio dei farisei – e il nostro, troppo spesso, non è diverso – è annebbiato dallo scrupolo e, forse, da una comoda ricerca di deresponsabilizzazione: lasciamo decidere alla legge, anteponendola al fratello e pure alla cura della coscienza che è il luogo nel quale possiamo verificare la qualità delle nostre relazioni a partire dal nostro essere con e per gli altri, come Dio. Gesù non viene a diminuire la portata di ciò che ai tempi di Mosè era stato possibile stabilire, ma non rinuncia a ricordare che tutto questo è accaduto per la “durezza del cuore”: persone incapaci di amare; convinte di poter vedere gli altri come oggetti; alla ricerca di modi “legali” per giustificare le proprie infedeltà, le proprie superficialità e intemperanze. Dio congiunge, Dio unisce e chi sa di essere stato creato a sua immagine e somiglianza non può che trovare in questo Vangelo, a qualunque stato di vita appartenga, una chiara indicazione per la sua esistenza: siamo chiamati a diventare creatori di alleanze, uomini e donne di comunione, di perdono, di riconciliazione. Apparteniamo gli uni agli altri.

Tu non vieni a giudicare, ma a dare vita. La tua voce ci raggiunge non per moltiplicare gli scrupoli ma per generare una nuova e più profonda fedeltà degli uomini tra loro. Non abbandonarci o Dio, nostra speranza.

Fonte

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XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

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L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10, 2-16
 
2Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. 3Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosé?». 4Dissero: «Mosé ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». 5Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. 6Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; 7per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie 8e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. 9Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». 10A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. 11E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; 12e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
13Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. 14Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. 15In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». 16E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 07 – 13 Ottobre 2018
  • Tempo Ordinario XXVII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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