Commento al Vangelo del 7 luglio 2019 – don Tonino Lasconi

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Le difficoltà e la cattiveria dei tempi non sono sentimenti praticabili dai cristiani.

“Agnelli in mezzo a lupi”. Chi non conosce queste parole, diventate, come altre del vangelo, luoghi comuni, proverbi, o come si dice oggi, “meme”? Gesù non poteva trovare un’espressione più efficace per sintetizzare in maniera indimenticabile la sua alternativa ai criteri umani, anche nel campo della organizzazione del lavoro e della ricerca del successo. Non sempre, però, esse sono state e sono comprese nel giusto significato e in tutta la loro carica di novità e singolarità. Verifichiamo!

Gesù, dopo avere inviato i Dodici ad annunciare il suo messaggio alle dodici tribù di Israele (Lc 9,1-6), manda Settantadue discepoli a portare l’annuncio ai pagani (settantadue per gli ebrei era il numero delle nazioni che non conoscevano il vero Dio). I criteri consegnati ai Dodici e ai Settantadue sono gli stessi: “nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche” (Lc 9,3). Per i Settantadue c’è in più il «vi mando come agnelli in mezzo a lupi», quasi come per significare che le difficoltà incontrate tra i pagani sarebbero state maggiori.

Cosa si propone Gesù con il suo “agnelli in mezzo a lupi”? Non di mandare i suoi discepoli al macello, a essere perdenti predestinati, all’insuccesso garantito, ma a convertire, a liberare dai “demoni”. L’immagine degli agnelli tra i lupi non deve, perciò, suscitare mesti e dolorosi pensieri per i martiri di ieri e di oggi, perché i Settantadue «tornarono pieni di gioia», raccontando, come avevano fatto i Dodici: «Signore, anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome» (Lc 9,10). La verità è che il vangelo sprigiona la sua forza, trova accoglienza ed efficacia soltanto se coloro che lo annunciano accettano di essere agnelli tra i lupi, cioè hanno il coraggio di rinunciare alle manovre, agli inganni, ai compromessi, ai comportamenti corruttivi, alle furbizie che i criteri umani della ricerca del successo portano con sé. L’alternativa alla logica umana non potrebbe essere più netta.

C’è qualche probabilità che la strategia degli agnelli tra i lupi abbia successo? Altroché! Forse si può affermare che questa è l’unica verità di fede dimostrabile con argomenti storici. Tutte le volte che la Chiesa ha cercato di sconfiggere i lupi, attrezzandosi con le loro stesse armi, cioè ricorrendo al potere, alla forza, alla violenza, all’imposizione, dopo apparenti successi immediati, ha dovuto registrare sonore sconfitte. A far «cadere Satana dal cielo come una folgore» sono stati sempre i cristiani e le cristiane che hanno avuto il coraggio di rimanere agnelli tra i lupi. Gli esempi sono innumerevoli, a cominciare da Paolo, armato soltanto con la «croce del Signore nostro Gesù Cristo».

Il periodo storico che stiamo attraversando sta chiedendo (sta costringendo?) alla Chiesa e ai singoli cristiani di praticare coraggiosamente la strategia degli “agnelli tra i lupi”. Non avendo più i numeri e il potere di una volta, non sono pochi coloro che ritengono la Chiesa sull’orlo della scomparsa, e che considerano i cristiani patetici rimasugli di un passato glorioso. In realtà siamo esattamente nella condizione richiesta da Gesù: «Senza borsa, né sacca, né sandali, agnelli tra i lupi». Se crediamo a questa strategia e la pratichiamo con una fede umile, limpida e coraggiosa ci ritroveremo anche noi, come i Settantadue, pieni di gioia.

Fonte: Paoline

Letture della
XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la pace.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 66,10-14c

Rallegratevi con Gerusalemme,
esultate per essa tutti voi che l’amate.
Sfavillate con essa di gioia
tutti voi che per essa eravate in lutto.
Così sarete allattati e vi sazierete
al seno delle sue consolazioni;
succhierete e vi delizierete
al petto della sua gloria.
 
Perché così dice il Signore:
«Ecco, io farò scorrere verso di essa,
come un fiume, la pace;
come un torrente in piena, la gloria delle genti.
Voi sarete allattati e portati in braccio,
e sulle ginocchia sarete accarezzati.
Come una madre consola un figlio,
così io vi consolerò;
a Gerusalemme sarete consolati.
Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore,
le vostre ossa saranno rigogliose come l’erba.
La mano del Signore si farà conoscere ai suoi servi».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 65 (66)
R. Acclamate Dio, voi tutti della terra.

Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!». R.
 
«A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini. R.
 
Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno.
 
Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. R.

Seconda Lettura

Porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Gal 6,14-18

 
Fratelli, quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
 
Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio.
 
D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo.
 
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.

Parola di Dio

Vangelo

La vostra pace scenderà su di lui.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 10,1-12.17-20

 
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
 
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
 
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
 
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».
 
I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

Parola del Signore
 
Oppure forma breve:
La vostra pace scenderà su di lui.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 10,1-9

 
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
 
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
 
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
 
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

Parola del Signore

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