Commento al Vangelo del 6 maggio 2018, Domenica di Pasqua – Charles de Foucauld

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CHARLES DE FOUCAULD:
COMMENTI AL VANGELO DI GIOVANNI

VI DOMENICA DI PASQUA

MEDITAZIONE NUM. 493
Gv 15, 9-17

«Vi ho detto questo affinché la mia gioia sia in voi, e la vostra gioia sia perfetta. Il mio precetto, è che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati: il  più  grande  amore,  è donare la propria vita per chi si ama».

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«Vi dico questo perché la mia gioia sia in voi (con lo stabilirsi in voi dell’ amore per Dio, il quale fa tutta la mia gioia) e la vostra gioia sia perfetta (come la mia, a  causa de l  vostro  amore per Dio, amore nel quale soltanto consiste la felicità in questa vita e nell’altra… «Se non si amasse Dio, non si sarebbe felici neppure in cielo»  –  san Giovanni della Croce).  Il mio precetto, (questo precetto al quale vi  ho detto  di obbedire: l’amore, vi  ho detto, quando  si rivolge a Dio, consiste nell’obbedirgli; non che l’obbedienza in sé  comprenda  tutto l’amore; l’amore comprende l’obbedienza, ma l’obbedienza non  comprende tutto l’amore in  sé e necessariamente; ma quando l’obbedienza si rivolge a Dio,  comprende l’amore perfetto  di Dio, poiché Dio, essendo infinitamente perfetto, ci ordina necessariamente  ciò  che  è  giusto e niente è più giusto se non amarlo; e  infatti vediamo che il  «primo comandamento» è di amarlo… Qui ci dai un secondo precetto: ci  hai dato il primo poiché in tutto il Vangelo, e   in quest’ora stessa, non fai altra cosa se non portarci ad amarti con le tue parole e i tuoi esempi… Ma qui ci dai un secondo precetto, un precetto particolare,  «il  tuo»  precetto.  Amare Dio, era già il primo precetto dell’antica legge, dei patriarchi,  questo  resta  eternamente il primo precetto degli uomini e degli angeli… Qui ci dai «un nuovo» precetto, «il tuo» precetto, il precetto caratteristico della legge nuova, del Nuovo Testamento: «È da questo che si riconoscerà che siete miei discepoli», lo stabilisci solennemente nello stesso tempo in cui stabilisci solennemente il Nuovo Testamento distribuendo agli apostoli il

«calice del nuovo Testamento, della nuova alleanza nel tuo sangue»… Questo precetto particolare, questo secondo precetto, nella cui obbedienza consiste l’amore di Dio che è  e resta il primo precetto, è l’amore del prossimo), è che vi amiate gli uni gli altri ( amore del prossimo), come io vi ho amati (fino a donare la vostra vita per la salvezza dell’anima o del corpo di ogni uomo; e facendo per il bene di  ogni  uomo tutte le  opere richieste dal  più grande amore; perché è così che ho amato tutti gli uomini, poiché dopo aver fatto loro nella  mia vita tutto il bene possibile, sto per morire addirittura per ciascuno  di  loro, dando loro  così la prova suprema che li amo  con il  più  grande amore; poiché) il più  grande amore, è  dare la propria vita per chi si ama».

Come sei buono, mio Dio, ciascuna delle tue parole è una fiamma, ciascuna è brucia nte d’amore: più si avvicinano i tuoi ultimi momenti, più le tue parole sono  infiammate…  «Ci dici questo», ci getti nell’amore di  Dio,  «affinché la tua gioia sia in noi», affinché l’amore  per Dio che fa la gioia del tuo cuore sia in noi, «e la vostra gioia sia perfetta», e l’amore per  Dio produca nella nostra anima come in quella di  Gesù  una  gioia perfetta.  «Il mio  precetto, è che vi amiate gli uni gli altri; tu ami tanto tutti gli uomini che dopo l’amore per Dio, non ordini niente di più se non di amare tutti gli uomini. Questo amore degli uomini fa parte dell’amore di Dio, ne è la conseguenza, l’effetto, vi è compreso; e tuttavia per  meglio  metterlo in evidenza, fai di esso una menzione particolare, lo ordini in  modo speciale; non  solo lo ordini, ma ne fai  il  carattere speciale che deve distinguere i  tuoi  discepoli… Come  sei buono, mio Dio, ad amarci tutti a tal punto, da dare come segno distintivo che ti apparteniamo l’amore che si ha per noi! Come sei buono, ad amarci tutti a tal punto  che la tua ultima volontà, il tuo testamento supremo, la tua ultima raccomandazione ai tuoi  discepoli, è di amarci tutti come ci hai amato tu stesso, cioè fino a dare la loro vita per ciascuno di noi!… Come sei buono, mio Dio, ad amarci «con il più grande amore» e a dichiararci che ci ami «con il più grande amore» dicendo formalmente: «Non c’è amore più grande che morire per chi si ama!»… Come sei buono infine, mio Dio, non solo ad essere pronto a morire per noi, ma  a  morire effettivamente per  ciascuno di  noi, come stai per f are tra qualche ora, amandoci così, come tu stesso dici,  guardando  al  futuro così  ravvicinato della tua Passione, «con il più grande amore»… O sacro Cuore di Gesù, come ci ami! Abbi pietà di noi e fa’ che non siamo ingrati davanti ad un tale amore, ma che  ti rendiamo amore  per amore, per quanto può una  creatura umana!… Oh! mio Dio, a  che  punto ti  sforzi in  questi ultimi momenti  della tua vita mortale, di  raggiungere lo  scopo di  tutte le tue parole,   di tutti i tuoi esempi, di compiere il tuo  solo desiderio, questo scopo, questo desiderio, che è  di accendere nei nostri cuori questo fuoco dell’amore di Dio che «sei venuto a portare sulla terra»… Come ci spingi all’amore divino sia con la soavità ineffabile delle tue parole, sia ricordandoci che l’amore per Dio è la sorgente di ogni gioia in questa vita e nell’altra; sia ordinandoci di amarci reciprocamente (la carità per gli uomini non soltanto è il risultato, l’effetto, la figlia dell’amore di Dio, poiché non si deve averla se non in vista di Dio; ma è addirittura la causa, la madre, l’aumentatrice dell’amore di Dio, facendolo crescere  e progredire nei nostri cuori: infatti, non abbiamo se non un cuore che è o caldo, o tiepido, o freddo: se è caldo per Dio, lo è per gli uomini; se è tiepido, freddo per Dio, è ti epido, freddo per gli uomini; e reciprocamente, ciò che il nostro cuore è per gli uomini,  lo è  necessariamente per Dio; se è freddo, è freddo per tutti; se è caldo, è caldo per tutti; da ciò segue che più amiamo Dio, più amiamo gli uomini, più  amiamo gli u omini, più amiamo Dio;  il nostro cuore, riscaldandosi per un oggetto, si scalda anche  per  tutti  gli altri;  raffreddandosi per un oggetto, si raffredda per tutti gli altri.  Quindi  ogni  aumento  dell’amore del prossimo nei nostri cuori produce un aumento iden ticamente uguale di amore  di Dio… Così, raccomandandoci tanto l’amore del prossimo, Nostro Signore ci  porta  all’amore di  Dio  esattamente quanto all’amore degli  uomini… Com’è ineffabilmente buono  a spingerci così con tanti mezzi, da tante parti, al suo amor e!); sia  dichiarandoci che ci  ami,  e che ci ami con il più grande amore, al punto di dare la tua vita per ciascuno di noi!

Amiamo Dio… Per questo obbediamogli, imitiamolo, contempliamolo, e anche amiamo tutti  gli uomini: ogni aumento di amore del prossimo che si farà nel nostro cuore produrrà necessariamente allo stesso tempo un aumento identicamente uguale di amore per Dio… Amiamo tutti gli uomini per obbedire a Dio: «Il mio precetto, è che vi  amiate gli  uni  gli altri»; per imitare Dio: «Che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amati»; per giungere ad amare Dio, poiché ogni aumento nei nostri cuori dell’amore degli uomini vi produce un aumento esattamente uguale d’amore di Dio; per mille cause che derivano tutte dal nostro amore per Dio, per esempio: perché tutti gli uomini sono le creature di Dio, le immagini di  Dio, i figli cari di Dio, perché tutti sono chiamati a godere in cielo della vista di Dio, perché tutti sono stati riscattati al prezzo del sangue di Gesù, sono chiamati a ricevere nella santa comunione Gesù, sono membra di Gesù, porzioni come materia prossima o  remota del corpo  di Gesù, perché tutto ciò che facciamo loro, Gesù lo riceve come fatto a lui stesso (Mt 25)… Amiamo tutti gli uomini come Gesù li ha amati, fino a  dare la  nostra vita per la  salvezza  delle loro anime o dei loro corpi… Amiamo soprattutto Gesù stesso  con  il  più  grande  amore, con questo amore che  consiste nel  versare il  sangue per l’essere amato; siamo  pronti a versarlo per lui, noi che dobbiamo esserlo a versarlo per ogni u omo;  desideriamo,  chiediamo di versarlo per Gesù; facciamo ciò che è in noi e ciò che ci permette la volontà divina per avere la felicità di dare questa prova del «più grande amore» al nostro Beneamato Gesù1!

1 M/493, su Gv 15,11-13, in C. DE FOUCAULD, L’imitation du Bien-AiméMéditations  sur  les  Saints  Évangiles (2), Nouvelle Cité, Montrouge 1997, 231-235; tr. it., “Stabilirci nell’amore di Dio…”. Meditazioni sul vangelo di Giovanni, ed. A. Fraccaro, Glossa, Milano 2009, 215 -225.

 Traduzione a cura delle Discepole del Vangelo .

La vicenda spirituale di Charles de Foucauld (1858-1916) continua anche oggi ad essere motivo di interesse diffuso tra cristiani e non cristiani, poiché si affida a valori umani sempre più cercati, diventati ormai rari nelle nostre comunità civili: il primato di Dio, le relazioni umane, la cura del prossimo, la qualità della vita ordinaria.Il vangelo rimane la parola più autorevole per introdurre il credente ad una vita autentica. Charles de Foucauld ha sostato a lungo sui testi evangelici, per imparare a vivere in modo fedele un’esistenza degna di essere vissuta: una vita a imitazione di Gesù. Le meditazioni sul vangelo di Giovanni, che egli ha realizzato in Terra santa, possono essere considerate come un insieme di lezioni di vita cristiana, una raccolta di indicazioni pedagogiche per imparare, giorno dopo giorno, a seguire il Signore nella propria condizione di vita, in ascolto delle reali esigenze del mondo d’oggi.

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

VI Domenica del Tempo di Pasqua

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 6 Maggio 2018 anche qui.

Gv 15, 9-17
Dal Vangelo secondo Giovanni

9Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. 10Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. 11Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. 12Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. 13Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. 14Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. 15Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. 16Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. 17Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 06 – 12 Maggio 2018
  • Tempo di Pasqua VI
  • Colore Bianco
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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