Commento al Vangelo del 5 novembre 2017 – don Matteo Castellina

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C’è un’invenzione che da poco più di dieci anni ha rivoluzionato il nostro modo di guidare, almeno lo ha rivoluzionato a me: il navigatore. Non so quanto voi lo utilizziate, io molto spesso. Permette di risparmiare molto tempo e ci evita di dover consultare cartine e mappe ogni volta che dobbiamo raggiungere una destinazione nuova. Il navigatore però, perché sia efficace, deve essere seguito con meticolosità.

Ci sono alcune persone che lo attivano e poi fanno di testa loro e se dice di girare a sinistra loro girano a destra perché sono convinti di saperne di più.

Nella vita abbiamo bisogno di guide, di chi ci indica la strada, punti di riferimento sicuri che ci aiutino a fare le nostre scelte secondo verità. I nostri primi punti di riferimento sono i genitori, i nonni, gli zii, un fratello maggiore, poi intervengono gli insegnanti, i catechisti, i sacerdoti… Tanti sono coloro che, soprattutto nell’arco della nostra fanciullezza e adolescenza, sono stati per noi guide e modelli. Diventati adulti continuiamo ad aver bisogno di una guida, impariamo ben presto che il nostro semplice giudizio troppo spesso si rivela errato. Ci portiamo dietro il bagaglio dei principi e delle verità che ci sono state insegnate ma spesso non sono sufficienti, abbiamo bisogno di chi ci indica, di volta in volta, cosa scegliere, come comportarci.

È importante, allora, chiederci chi sono le nostre guide, chi abbiamo scelto come punto di riferimento, da chi ci lasciamo guidare. Non illudiamoci, abbiamo sempre qualcuno o qualcosa che ci guida, potrebbe anche non essere una persona in carne e ossa, potrebbe essere un’ideologia politica, una teoria economica, una filosofia morale ma un navigatore che ci indica quali scelte compiere c’è sempre.
Un cristiano non può che avere un unico maestro e un’unica guida: il Signore Gesù.
Solo Gesù, infatti, ci rivela la verità della nostra vita, ce ne fa comprendere il senso pieno, ce ne fa conoscere il fine, attraverso la sua Parola e attraverso l’insegnamento della sua Chiesa.

Nel tempo che viviamo ci sono alcuni -pastori e laici- che criticano l’insegnamento del Papa e del Magistero della Chiesa generando non poca confusione nei fedeli. Più di tanto non dobbiamo preoccuparcene: ci sono sempre stati, in tutte le epoche della storia della Chiesa. Ricordiamo sempre che la guida deve essere il Signore Gesù e che quindi ogni insegnamento dei Pastori deve essere conforme a quanto Gesù ha detto e ha fatto e che i Vangeli ci raccontano. Il criterio di discernimento, quindi, è il Vangelo, meglio ancora tutta la Scrittura e non una sola parte di essa, non un solo versetto. Con un minimo di abilità e di conoscenza biblica si potrebbe far dire alla Scrittura tutto e il suo contrario, basta saper scegliere bene i versetti. È un po’ quello che qualche giornalista senza scrupoli fa quando taglia e incolla varie parti del discorso di un qualunque personaggio pubblico dando l’impressione che abbia detto anche il contrario di ciò che ha effettivamente voluto comunicare.

È molto importante, quindi, che ci formiamo una buona conoscenza del Vangelo e di tutta la Scrittura, conoscenza che non si acquisisce con uno studio accademico ma nella preghiera, lasciandoci illuminare dallo Spirito Santo, nell’ascolto dei pastori che insegnano secondo il Vangelo e nel confronto con i fratelli. Tutto questo è importantissimo per due ragioni: per lasciarci sempre e solo guidare dal Signore Gesù e perché quando ci troviamo noi ad essere guide di altri non insegniamo cose nostre ma la verità di Dio. Dobbiamo guardarci da chi, come i farisei del Vangelo di oggi insegnano teorie proprie ma dobbiamo anche fare attenzione a non diventare come loro e a insegnare ai figli, ai nipoti, agli alunni e a tutti quelli che si affidano alla nostra guida le nostre convinzioni ma solo e unicamente a fidarsi del Signore Gesù, lui solo dona gioia vera.

Fonte: il blog di don  Matteo

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XXXI Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Mt 23, 1-12
Dal Vangelo secondo  Matteo

1Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli 2dicendo: «Sulla cattedra di Mosé si sono seduti gli scribi e i farisei. 3Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. 4Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. 5Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; 6si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, 7dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. 8Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. 9E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. 10E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. 11Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; 12chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 05 – 11 Novembre 2017
  • Tempo Ordinario XXXI
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo A
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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