Commento al Vangelo del 4 Novembre 2018 – Comunità Kairos

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Gesù è giunto a Gerusalemme e questi sono gli ultimi giorni prima della passione. Il conflitto con le autorità religiose è estremamente aspro ed occupa la parte centrale della narrazione di questa sezione (capp.11-13), e proprio nell’ambito di alcune controversie, sull’autorità di Gesù, sul tributo a Cesare, sulla resurrezione dei morti, si situa il nostro brano nel quale ci viene consegnato il grande comandamento dell’amore.

Nel capitolo precedente (11, 12-26), Gesù entrando al tempio ha cacciato via i mercanti e ha posto il primato della preghiera sui sacrifici, esortando i discepoli ad accostarsi alla preghiera con fiducia e cuore limpido, perdonando il prossimo. Adesso, l’evangelista ritorna sul grande tema dell’amore per Dio e per il prossimo, esplicitandolo ed approfondendolo.

Già prima dell’undicesimo capitolo, il servizio per amore aveva assunto un senso teologico profondamente rivelativo: la sequela di Cristo si compie nel servizio verso il prossimo, nel dono di sé e così si fa la volontà del Padre, si compie il regno di Dio; solo nell’amore avviene l’incontro col Signore.

Dunque, al centro della fede vi è l’amore. Una fede che nasce dall’ascolto, dal sapersi cercati e amati, e dall’amore di Dio il nostro amore verso il prossimo.

Tutto ha origine nell’amore di Dio, da ciò il nostro amore, che non può che diventare amore per l’altro, per l’uomo, la creatura amata da Dio. In Gesù, Dio si è fatto uomo, nostro prossimo e ci ha amati “fino alla fine” divenendo criterio e modello dell’amore che deve esserci tra noi. Amandoci l’un l’altro, come Gesù, stiamo già amando Dio.

Gesù ha dato un volto d’uomo all’amore di Dio e, dietro a lui, anche noi possiamo vivere quest’amore. La transitività dell’amore da Dio all’uomo si compie in Cristo (L. Manicardi).

La pagina odierna rappresenta il vertice dell’annuncio evangelico, l’essenza di tutta la Bibbia. E letta in continuità con il passaggio precedente sulla controversia della resurrezione, ci fa comprendere come solo nell’amore essa possa realizzarsi, perché solo l’amore trasforma ed è generativo, è seme di vita eterna. Amare ci rende simili a Dio, che è Amore, ed è già vittoria sulla morte “quindi, è nel comandamento dell’amore che viviamo già ora la resurrezione, il dono dello Spirito che è l’essenza della vita di Dio”.

Non si tratta quindi, di un comandamento esterno, impossibile da realizzare, ma di un’esperienza d’amore donata dall’interno, che nasce nel nostro cuore, lì dove ci abita il Signore.

In questo modo, vediamo che Gesù scardina ogni legalismo e ci fa dono di una prospettiva alla luce della quale vivere ogni gesto e ogni parola, rinnovando l’intera esistenza di chi si apre alla fede e al dinamismo dell’amore.

Questo è allora il senso dell’acclamazione finale “Non sei lontano dal Regno di Dio”, che è la stessa che inaugura il vangelo “il regno di Dio è vicino”.

Gesù non sta solo definendo l’inseparabilità dei due precetti e una rigorosa sintesi tra legge e amore, ma sta rivelando il senso salvifico dell’amore verso Dio e verso il prossimo (fino all’amore per i nemici). Allo scriba manca dunque di riconoscere che l’incontro con Gesù è esperienza della vicinanza di Dio.

Monica

Fonte: Comunità Kairos (Palermo)

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XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

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Mc 12, 28-34
Dal Vangelo secondo Marco

28Allora si avvicinò a lui uno degli scribi che li aveva uditi discutere e, visto come aveva ben risposto a loro, gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». 29Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; 30amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. 31Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c’è altro comandamento più grande di questi». 32Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; 33amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». 34Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 04 – 10 Novembre 2018
  • Tempo Ordinario XXXI
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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