Commento al Vangelo del 4 dicembre 2016 – Mons. Angelo Spinillo

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Il commento al Vangelo di domenica 4 dicembre 2016 a cura di Mons. Angelo Spinillo, Vescovo della Diocesi di Aversa.

“In Avvento educhiamo la nostra fede al senso dell’attesa”

I tempi dell’anno liturgico sono un dono della tradizione della Chiesa, una grande scuola che, ci dice mons. Angelo Spinillo introducendo il suo commento al vangelo della seconda domenica di Avvento, “mentre ci aiuta a celebrare le tappe della storia della salvezza, ci insegna a modellare la nostra fede e a coltivare gli atteggiamenti più belli della nostra comunione con il Signore”.

E nel tempo dell’Avvento siamo aiutati ad educare la nostra fede al senso dell’attesa, “uno dei momenti più intensi del nostro tendere verso Dio, che non resta immobile o lontano, ma viene incontro all’umanità, creata come capace di incamminarsi verso di Lui”. Così, quei segni annunciati dai profeti si realizzano concretamente nel Vangelo. La stessa voce di Giovanni Battista, ‘voce di uno che grida nel deserto’, ci invita a rendere il nostro animo sereno e disponibile a questo incontro.

“Il mio augurio a tutti – conclude il vescovo di Aversa – è di poter vivere intensamente in quest’attesa le due virtù indicate da San Paolo nella Seconda Lettura: la perseveranza e la consolazione. Chi ama riconosce i segni della presenza dell’amato e la perseveranza nella ricerca si trasforma poi in consolazione dello spirito, facendoci sentire partecipi della carità del Signore”.

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Seconda domenica di Avvento

Mt 3, 1-12
Dal Vangelo secondo Matteo

In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».

E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.

Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”.

Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 04 – 10 Dicembre 2016
  • Tempo di Avvento II, Colore viola
  • Lezionario: Ciclo A | Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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