Commento al Vangelo del 4 Agosto 2019 – Azione Cattolica

67

Spesso accade che il credente venga attratto dalla parola di Dio, rifletta su di essa riscoprendo nel suo contenuto il proprio “essere cristiano”. Sperimenta la contemplazione nella sua fecondità, portatrice di saggezza, aperta alla verità e a quanto accade nel mondo e alla stessa umanità. Il cristiano si allontana dai numerosi agguati dell’egoismo che, a ogni passo, insidiano il suo cammino verso Dio e verso il prossimo.
Egli sa che bisogna essere sempre vigili perché non prevalgano interessi materiali e personali e perché non si sostituisca la volontà di Dio con la propria. Anche il lavoro non può essere solo finalizzato all’accumulo di ricchezze volte unicamente a se stessi, facendo della ricchezza stessa un idolo. A volte, anche Dio viene ridotto a idolo nel cui nome si sviluppano false devozioni, pregiudizi, superstizioni, privilegi. Il proverbio dice: «Chi fa da sé, fa per tre», ma non collabora (lavora) con Dio. Il segreto del cristianesimo è qui: in questo “non per sé”, non per il proprio tornaconto, ma nel distacco dai beni, dai propri vantaggi per un impegno gioioso per la crescita del Regno di Dio nell’edificazione dell’uomo, in questo tempo e in questo contesto. Non sono le ricchezze accumulate, i copiosi raccolti a costruire la bussola del cammino cristiano, quanto la scelta e la gioia di un’esistenza vissuta alla luce del mistero trinitario. Anche oggi, testimonianza e preghiera ci rendono ricchi al cospetto di Dio. Il Signore Gesù ci insegna ad amare e a condividere. È questa la sua scuola che trasforma la nostra preghiera in azione volta al bene.

Mostraci la tua continua benevolenza, o Signore,
e assisti il tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida;
rinnova l’opera della tua creazione
e custodisci ciò che hai rinnovato.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio,
che è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli. Amen.
(Colletta della domenica XVIII del Tempo Ordinario)

Fonte

Letture della
XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Quale profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica.

Dal libro del Qoèlet
Qo 1,2; 2,21-23

 
Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità: tutto è vanità.
 
Chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi lasciare la sua parte a un altro che non vi ha per nulla faticato. Anche questo è vanità e un grande male.
 
Infatti, quale profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica e dalle preoccupazioni del suo cuore, con cui si affanna sotto il sole? Tutti i suoi giorni non sono che dolori e fastidi penosi; neppure di notte il suo cuore riposa. Anche questo è vanità!
Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 89 (90)
R. Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.

Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte. R.
 
Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca. R.
 
Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi! R.
 
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda. R.

Seconda Lettura

Cercate le cose di lassù, dove è Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
Col 3,1-5.9-11

 
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
 
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
 
Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria.
 
Non dite menzogne gli uni agli altri: vi siete svestiti dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato.
 
Qui non vi è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti.

Parola di Dio

Vangelo

Quello che hai preparato, di chi sarà?

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12, 13-21

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

Parola di Dio

Articolo precedenteCommento al Vangelo di domenica 4 Agosto 2019 – don Domenico Luciani
Articolo successivodon Giovanni Cesare Pagazzi – Commento al Vangelo di domenica 4 Agosto 2019