Commento al Vangelo del 31 dicembre 2017 – Fraternità Gesù Risorto

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La domenica tra l’ottava del Natale è occasione per contemplare la Famiglia in cui Gesù è stato accolto e da cui è stato servito con amore! In essa egli è cresciuto come figlio, in essa ha imparato a vivere, ad amare, a servire, a ubbidire, a pregare, a lavorare e soffrire! Questa contemplazione diventa un aiuto per noi per soffermarci a rivedere il nostro modo di vivere nelle nostre famiglie, e per ringraziare Dio di quella comunione che in esse ci è concesso di godere!

Ecco la famiglia di cui Gesù è diventato il centro! Maria e Giuseppe, fedeli alle tradizioni del popolo, sanno che il loro figlio, il primogenito, deve essere consacrato a Dio. Questo atto è presente nella loro vita per far memoria che essi non sono padroni di se stessi, e quindi nemmeno della vita del figlio di cui essi si stanno occupando! L’atto con cui essi consacrano il figlio fa memoria pure del fatto che essi sono membra di un popolo, un popolo orientato a Dio e responsabile di fronte a lui di una grande missione in mezzo agli altri popoli della terra! I due genitori non cedono alla tentazione di dire: “Noi facciamo per conto nostro!”, oppure: “Noi lasciamo fare tutti quel che vogliono”, come per sentirsi sradicati e quindi non partecipare alle gioie e alle sofferenze degli altri.

Non a caso la prima e la seconda lettura ci ripropongono le figure di Abramo e Sara con il loro desiderio di avere un figlio, benché in vecchiaia! E il figlio lo hanno, anzi lo ricevono. Il capostipite del popolo trasmetterà a tutta la sua discendenza l’atteggiamento di umiltà: non si vanterà mai di aver avuto un figlio, ma dirà sempre di averlo ricevuto! Questa è la sapienza umile che accompagna i genitori, fedeli a Dio, nel loro rapporto verso i propri figli, prima e dopo la loro nascita, durante la loro crescita, nell’occasione delle loro scelte.

Il figlio, che Abramo e Sara ricevono, è frutto non di calcoli intelligenti o prudenti, ma solo della loro fede. Essi ritennero Dio capace di dar loro un figlio e di dare a questo figlio un cuore che avrebbe continuato la loro stessa fede in lui, avrebbe diffuso nel mondo la sua conoscenza e la sua gloria! Essi desideravano il figlio a causa di Dio e in vista di lui! Quando lo ebbero nella loro vecchiaia resero grazie a lui.

Maria e Giuseppe rendono grazie a Dio per il loro bambino, riconoscendo che appartiene anzitutto a lui. Essi sono veri sposi, che si aiutano l’un l’altro a conoscere e compiere la volontà di Dio per accogliere Gesù e offrirlo al mondo. Per questo lo portano al tempio, a Gerusalemme.

Qui avvengono due fatti inaspettati: un uomo e una donna, anziani, illuminati da chissà quale luce, conoscono il loro bambino, sanno che la sua presenza è gioia per tutti, che il suo arrivo è la buona notizia attesa da secoli! Simeone sa pure che il bambino non avrà vita facile, anzi, sarà segno di contraddizione nel suo stesso popolo e occasione di sofferenza anche per la madre sua. Le strane parole di questi due anziani fanno eco a quelle degli angeli a Maria, a Giuseppe, ai pastori! I due sposi, pur meravigliandosi, non si spaventano né si inorgogliscono. Essi compiono il loro “dovere” e poi continuano la loro semplice vita nascosta a Nazaret. Sono rivolti al bambino dato loro da Dio. Ciò che conta è ciò che Dio fa in lui, non ciò che gli uomini dicono di lui: ne diranno di cose!

Le famiglie cristiane anzitutto possono rallegrarsi, perché sono benedette da Dio e sono luogo della presenza di quello stesso Gesù che stava con Maria e Giuseppe! Sarai capace, con la tua famiglia, di prendervi il tempo per pregare, e così ricevere dal Padre lo stesso spirito di amore, di pace, di armonia che regnava a Nazaret? Cercherai di essere attento a vedere i membri della tua famiglia come Dio li vede? e a ringraziare lui per loro? Se sei genitore, vedrai te stesso come lo strumento di cui il Padre si serve per farsi conoscere dai tuoi figli: cercherai quindi di imitarlo! Sei figlio? Vedrai in Gesù l’immagine del vero figlio che cresce in sapienza, età e grazia? Riuscirai a programmare la tua crescita sempre unito a lui?

Nella tua famiglia avrà il suo nido l’amore del Padre, l’obbedienza del Figlio, la pace dello Spirito! In tal modo la tua famiglia diventerà vera manifestazione della comunione delle tre divine Persone!

A cura della Casa di Preghiera S.Maria Assunta – Tavodo  -Via della Pieve, 3 – 38078 SAN LORENZO DORSINO – TN

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Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 31 dicembre 2017 anche qui.

Domenica della Santa Famiglia, Gesù, Maria e Giuseppe – Anno B

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Lc 2, 22-40
Dal Vangelo secondo Luca

 22Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosé, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – 23come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – 24e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. 25Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. 26Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. 27Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, 28anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: 29«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, 30perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, 31preparata da te davanti a tutti i popoli: 32luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». 33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione 35– e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». 36C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. 39Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. 40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 31 Dicembre 2017 – 06 Gennaio 2018
  • Tempo di Natale I
  • Colore Bianco
  • Lezionario: Ciclo B
  • Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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