Commento al Vangelo del 31 dicembre 2017 – don Giovanni Berti – Gioba

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Commento al Vangelo a cura di don Giovanni Berti 

Gli occhi del Vangelo

Le migliori foto del 2017, i migliori film del 2017, i goal migliori del 2017, il miglior giocatore del 2017… e così via! E poi pronostici per il 2018, oroscopi, i nuovi film, mode, eventi speciali per il 2018…e così via!
L’arrivo del cambio della data è tempo di bilanci con uno sguardo all’indietro e uno in avanti, in bilico tra passato e futuro.

Ecco allora che tutti ci ritroviamo in modi diversi, in famiglia, tra amici, in piazza, davanti alla tv, a scandire il passaggio da un anno all’altro, facendo anche se pur brevemente i bilanci, le classifiche, esprimendo desideri e aspettative. È il nostro modo di guardare la storia che abbiamo alle spalle e quella che immaginiamo davanti a noi. Come è questo nostro sguardo? Che tipo di sguardo abbiamo verso il passato e verso il futuro?

Simeone ed Anna, due personaggi che appaiono brevemente nel racconto dell’evangelista Luca, sono nella fase finale della loro vita. Di loro sappiamo qualcosa: Simeone è un uomo di profonda fede e religiosità e ha la certezza che prima di morire vedrà realizzata la promessa fatta al popolo di avere il Messia; Anna è una anziana segnata dalla vedovanza (condizione molto difficile a quel tempo) ed è considerata profetessa, cioè capace di leggere nel presente la volontà di Dio.

Simeone ed Anna nell’ultimo tratto della loro vita, in modo inaspettato, fanno esperienza di vedere realizzate le loro più profonde aspettative spirituali. Nel bambino Gesù, figlio normalissimo di una comune coppia di sposi che si mescolano tra le tante in pellegrinaggio al Tempio di Gerusalemme, vedono qualcosa di speciale e divino. Gesù è la realizzazione non solo delle loro aspettative personali ma anche quelle di tutto il popolo e non solo. Simeone ed Anna indicano prima di tutto a Giuseppe e Maria e poi a tutti gli altri annunciano che quel normale bambino nato a Betlemme e di cittadinanza in Galilea, è portatore di grandi cambiamenti ed è il segno che Dio mantiene le promesse di Salvezza.

Questi due anziani non sono così stanchi della vita e non sono così chiusi di mentalità da non riuscire a scorgere la novità di Dio anche in una situazione normale e apparentemente nascosta, in una famiglia povera di Nazareth.

Papa Francesco nel suo messaggio per la giornata della pace 2018, invita tutti ad assumere uno sguardo nuovo nel modo di affrontare la storia e in particolare la questione mondiale delle migrazioni. Quello che sta succedendo non ci deve chiudere nella paura, ma proprio come cristiani ci deve spingere ad uno sguardo nuovo e speranzoso verso le vicende del mondo.

Ecco lo sguardo nuovo che secondo il papa deve diventare “sguardo contemplativo”. Essere “contemplativi” significa vedere le cose nella loro realtà ma con un filtro evangelico positivo e carico di speranza.

Scrive Francesco:

“Abbiamo bisogno di rivolgere anche sulla città in cui viviamo questo sguardo contemplativo, ossia uno sguardo di fede che scopra quel Dio che abita nelle sue case, nelle sue strade, nelle sue piazze promuovendo la solidarietà, la fraternità, il desiderio di bene, di verità, di giustizia, in altre parole realizzando la promessa della pace.

Osservando i migranti e i rifugiati, questo sguardo saprà scoprire che essi non arrivano a mani vuote: portano un carico di coraggio, capacità, energie e aspirazioni, oltre ai tesori delle loro culture native, e in questo modo arricchiscono la vita delle nazioni che li accolgono. Saprà scorgere anche la creatività, la tenacia e lo spirito di sacrificio di innumerevoli persone, famiglie e comunità che in tutte le parti del mondo aprono la porta e il cuore a migranti e rifugiati, anche dove le risorse non sono abbondanti.”
Chiediamo a Dio il dono dello sguardo di Simeone ed Anna, dei due anziani del Vangelo che sono riusciti a vedere quello che gli impaludati e rigidi religiosi del tempo non videro in Gesù, arrivando poi da adulto a metterlo in croce come “terrorista” distruttore delle loro tradizioni religiose.

Affrontiamo il passaggio dell’anno, vedendo il passato non come una lunga serie di eventi negativi che ci chiudono nell’egoismo, ma come una serie di appelli storici a fare qualcosa per la pace e il bene comune.

Il passato non è per piangere ma per poter dire che è possibile un futuro ancora migliore, perché, anche se piccoli, i segni di speranza nel mondo ci sono!

Affrontiamo il nuovo anno con lo sguardo di chi sente che Dio è nella storia umana in modi nascosti ma veri e concreti. Affrontiamo il futuro con lo sguardo contemplativo di Simeone e Anna, vedendo in tutti coloro che incontreremo (amici e nemici, famigliari e sconosciuti, conterranei e stranieri…) qualcosa di positivo e un appello a dialogare, conoscersi, amarsi e insieme costruire la pace.

don Giovanni BertiSalv

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Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 25 dicembre 2017 anche qui.

Santo Natale – Anno B

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Lc 2, 1-14
Dal Vangelo secondo Luca

1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. 3Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. 4Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. 5Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. 6Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. 8C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, 10ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». 13E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: 14«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 24 – 30 Dicembre 2017
  • Tempo di Avvento IV
  • Colore Viola
  • Lezionario: Ciclo B
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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