Commento al Vangelo del 30 Settembre 2018 – don Tonino Lasconi

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O ponti o muri

Soltanto Dio è verità e conosce la verità. Questo ci impegna ad ascoltare, a dialogare, a rispettare tutti, perché in tutti c’è un piccolo pezzo della verità di Dio.
«Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala… E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo… E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via…».
Ogni volta che sentiamo proclamare questo brano, è inutile negarlo, un brivido corre per la schiena, e quasi vorremmo passare oltre. Ma è vangelo e quindi deve essere buona notizia. Cerchiamo di capirla.
Lo scandalo è un inciampo, un impedimento. I piccoli non sono i bambini (possono esserlo anche essi) ma coloro che sono deboli e indifesi, perciò esposti alla prepotenza e al sopruso. Quale può essere la prepotenza così grave da meritare di essere gettato in mare con una macina al collo per finire dritti all’inferno? È metterli nella condizione di credere di essere al di fuori dell’amore di Dio. Questo accade quando non li si tratta da figli di Dio sfruttandoli, ingannandoli, umiliandoli… È quello che fanno i ricchi ingrassati sulla pelle dei lavoratori, contro i quali inveisce terribilmente l’apostolo Giacomo. Ma è anche quello che fanno tutti coloro che ritengono altre persone non meritevoli di avere un bicchiere d’acqua.

Come si può arrivare a questo comportamento? In tanti modi concreti che scaturiscono tutti, però, dalla convinzione di potersi mettere al posto di Dio, arrogandosi l’esclusiva della verità e ritenendo di poter decidere al suo posto.
È questo che proclamano la prima lettura e il vangelo, non con complicati ragionamenti ma nello stile biblico, con il racconto e i personaggi. Nel primo, troviamo Mosè e Giosuè. Siamo nel deserto. Nell’accampamento, due uomini, senza essere stati inseriti nel gruppo dei settanta, resi partecipi dello spirito di Mosè, si mettono a profetizzare. Non sappiamo bene cosa facessero concretamente, però esercitavano un dono che a loro non era stato “ufficialmente” concesso. Arrivata l’informazione, Giosuè reagisce “da muro”: «Mosè, mio signore, impediscili!». “Come si permettono se non sono dei nostri?”. Mosè “da ponte”: «Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!».

Nel brano evangelico, Giovanni, uno dei figli di Zebedeo, dice a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Questo compito Gesù l’aveva affidato ai Dodici, non a quel tizio. Ecco “il muro”.
Gesù, invece: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi». Il “ponte”.

Può capitare anche a noi di metterci al posto di Dio? Anche se ci guardiamo bene dal dichiararlo, lo facciamo quando riteniamo di avere sempre ragione, di essere possessori della verità, e perciò non ascoltiamo, non dialoghiamo, non riconosciamo le ragioni degli altri. Siamo così quando alziamo i muri, invece dei ponti, come ama dire e ripetere papa Francesco.

«Ma i nostri non possono essere che “scandaletti” di poco conto, non da macina al collo!» Ne siamo sicuri? Osserviamo cosa succede in tutti i settori della vita: la famiglia, il condominio, gli amici, la politica, le comunità religiose, i gruppi, quando qualcuno si ritiene “padreterno” e agisce di conseguenza…

Attenzione! Questo qualcuno potremmo essere noi e, se ogni tanto proviamo questa tentazione, ci farà bene pensare alla macina da mulino.

Fonte: Paoline

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XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

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Chi non è contro di noi è per noi. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala.

Mc 9,38-43.45.47-48
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 30 Settembre – 06 Ottobre 2018
  • Tempo Ordinario XXVI
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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