Commento al Vangelo del 30 settembre 2012 – don Mauro Pozzi

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Il commento al Vangelo della domenica a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.

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BUON ESEMPIO

Il Maestro sposta sempre l’attenzione dei discepoli da quello che li distrae a ciò che è veramente importante. In questo caso sono gelosi, qualcuno fa miracoli nel nome di Gesù senza essere uno di loro. Chi non è contro di noi è per noi, risponde il Signore. A volte anche noi parroci siamo gelosi dei gruppi e movimenti che agiscono all’esterno della parrocchia perché portano via delle persone alle nostre chiese. È un atteggiamento miope dato che lo scopo che tutti ci prefiggiamo è di portare più gente possibile a Lui. Anzi è invece da ammirare l’infinita fantasia dello Spirito Santo che inventa sempre nuove occasioni per soddisfare i gusti di tutti. Ogni gesto compiuto in nome di Cristo e a favore di chi gli appartiene è degno della ricompensa, che sarà data a suo tempo a colui che la merita senza curarsi se è o non è cristiano o se fa parte della parrocchia piuttosto che di un’altra comunità. Invece di guardare a queste cose è meglio vegliare su sé stessi perché siamo sotto gli occhi di tutti e l’esempio che diamo è fondamentale. Quante volte, magari solo per provocarci, ci viene detto: come mai tu che sei cristiano ti comporti così? Per questo la responsabilità di chi ha un ruolo più importante e più in vista è maggiore. Se chi dà scandalo merita di essere gettato in mare con una macina al collo, vuol dire che Gesù considera la cosa di estrema gravità. Così come chi scandalizza deve essere allontanato, allo stesso modo quanto ci espone a potenziali pericoli va eliminato senza pietà. È difficile pensare a qualcosa di più estremo che privarsi di una mano, di un piede o di un occhio, ma essere dannati in eterno è molto peggio! Il Maestro dunque riporta l’attenzione dei suoi sull’essenziale: invece di guardare a quello che fanno gli altri, preoccupati di te stesso, liberati di tutti gli ostacoli e punta alla perfezione. Le mani sono il nostro contatto col mondo, possono costruire ma anche distruggere, dare come arraffare. I piedi sono l’equilibrio e anche la possibilità di camminare. Possiamo percorrere delle strade sicure o inoltrarci su sentieri pericolosi. Gli occhi sono la lucerna del corpo (Mt 6,22). Un occhio limpido vede solo ciò che è bello, non si fa attrarre dall’orrore. Lo sguardo è come un canale che convoglia nella memoria le immagini. Se sono brutte sporcano se sono belle arricchiscono. L’occhio indirizza, il piede muove, la mano lavora. Tutto deve essere nella direzione del bene senza compromessi. Ogni strumento è neutro, ciò che lo rende utile o dannoso è lo scopo che si prefigge chi lo usa. Il Signore ci invita a fare pulizia, a essere sempre all’altezza della nostra vocazione di cristiani.

Mc 9,38-43.45.47-48

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi. Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa. Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geenna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geenna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

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