Commento al Vangelo del 30 Maggio 2021 – don Giovanni Berti (don Gioba)

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Siamo fatti di amore

Siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio. Così ci insegna la Bibbia fin dall’inizio nel racconto della Creazione. Le religioni pagane, per quel che conosco, un po’ ribaltavano questa cosa, immaginando un mondo celeste di tante divinità che possedevano le caratteristiche più diverse dell’uomo e anche del mondo animale e naturale. La mitologia antica ci racconta le storie dei tanti dei legati alle diverse caratteristiche dell’uomo comprese le sue passioni, sentimenti, difetti e limiti. Era dio ad essere fatto ad immagine e somiglianza dell’uomo.

La rivelazione Biblica dell’Antico Testamento e molto più quella del Nuovo Testamento con Gesù, rovescia la prospettiva, e insegna che l’uomo, pur con tutti i suoi limiti ed errori, dentro di sé porta l’impronta di Dio che l’ha creato. È quindi importante conoscere chi è Dio per capire chi siamo noi e ogni altro essere umano, anche chi in Dio non ci crede ma è pur sempre come noi.

Gesù è venuto proprio per questo, per farci conoscere il vero volto di Dio, superando caricature e storpiature che rischiavano non solo di non capire chi è Dio ma soprattutto rischiavano di non farci capire chi siamo noi stessi con le nostre relazioni umane.

Se entro entro la storia di Gesù e ne seguo i passi, le parole e gesti, pian piano scopro che Dio si rivela come Padre buono ed è mosso solamente da amore e che nell’amore concreto del Figlio Gesù realizza se stesso. Siamo stato creati per amore e nell’amore assomigliamo sempre più a Dio.

Tutta la dottrina della Trinità (un solo Dio in tre Persone) ci più sembrare talmente cervellotica da risultare inutile, ma è bello pensare che questa consapevolezza di Dio come Uno e Trino, che in questa solennità festeggiamo, è frutto del lungo cammino dei credenti in Cristo fin dall’inizio del cristianesimo. Questo cammino è stato fatto non per il gusto di astrazione ma proprio per comprendere fino in fondo il messaggio concreto di Gesù. Spesso noi “riduciamo” il cammino cristiano ad una serie di regole morali da rispettare, ma Gesù non è venuto a dare regole ma a dire chi è Dio e chi siamo noi, con la Buona Notizia (Vangelo) che è possibile conoscere Dio e che Lui non rimane distaccato dalla nostra esperienza terrena. Ecco allora che pian piano dentro le parole e i gesti di Gesù raccontati nei Vangeli e nei primi scritti cristiani, si è compreso che Dio è “uno solo” ma non è un solitario, che “dentro” Dio esiste un dinamismo di amore che è talmente grande da “esplodere” nella creazione e soprattutto nell’uomo. La nostra identità profonda non è il male, non è l’egoismo, la violenza e il dolore senza speranza, ma è l’amore di Dio.

Siamo fatti per amare perché siamo fatti di amore.

Quando Gesù risorto chiama sul monte di Galilea i suoi discepoli, alcuni dubitano. Non è un dubbio colpevole, ma il normalissimo dubbio umano che non solo dubita di Dio ma anche dell’uomo stesso, che non ha fiducia in sé. Gesù risorto, ci racconta l’evangelista Matteo, non condanna i discepoli dubitanti e fragili nella fede, ma proprio a loro affida con ancor più convinzione il suo messaggio e il compito di “immergere” (battezzare) ogni uomo e donna della terra nell’amore di Dio che è Amore trinitario.

Oggi le divinità pagane fatte a somiglianza delle passioni e soprattutto dei limiti umani non ci sono più, ma ci sono altre divinità più terrene che le hanno sostituite: il potere, la ricchezza, il profitto… Se guardiamo alla storia, anche quella più recente, sembra davvero che gli uomini siano ad immagine e somiglianza di queste divinità così piccole e terribili. Se il mio “dio” è il denaro allora le mie azioni saranno guidate dalla ricerca del profitto anche a costo di schiacciare il prossimo. Se il mio “dio” è il potere, allora sarà la guerra il mio modo di affrontare le relazioni. Ma se ascolto la buona notizia di Gesù che mi rivela che il mio e nostro Dio è Amore, allora nell’amare anche a costo della vita troverò la mia realizzazione e la mia gioia, fin qui sulla terra.


Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)

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