Commento al Vangelo del 3 Novembre 2019 – Piccole Suore della Sacra Famiglia

DEVO FERMARMI A CASA TUA

1.   Entrò nella città di Gerico e la stava attraversando,

Gesù sta compiendo l’ultima tappa del suo cammino dalla Galilea verso Gerusalemme. Sta andando alla morte e ne è consapevole. Sa bene che “non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme” (Luca 13,33). Sceglie di essere fedele al Padre, del quale ha annunciato la misericordia, a costo di subire una condanna a morte, ingiusta, terribile, atroce.

Lungo la strada ha predicato, sanato, guarito lebbrosi e ciechi. Anche a Gerico, ultima tappa prima di entrare nella Città Santa, salva un uomo perduto nelle sue ricchezze e nel suo denaro. La vita di Zaccheo cambia completamente dopo l’incontro con Gesù.

Quando Gesù passa, giunge la salvezza.

“Gerico”: è la città posta sul confine con la Perea, dove si trovava il dazio. È logico che vi si trovino gli impiegati che devono riscuotere le tasse.

2.   quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco,

Questa riga di presentazione ci consente di entrare nell’episodio dell’incontro di Gesù con un pubblico peccatore, un uomo che riscuoteva le tasse per conto dell’oppressore romano e maggiorando gli importi a suo vantaggio. Non solo è un esattore, ma è il capo degli esattori, straordinariamente ricco, ma anche corrotto e detestato.

“Un uomo”: prima di tutto il personaggio è un uomo. Non viene identificato con il suo male; non c’è alcun pregiudizio. La persona vale per quello che è, non per il male commesso. Noi non siamo il nostro peccato. Siamo persone, deboli, fragili, ma che possono sempre cambiare vita e tirare fuori il meglio di sé.

“Zaccheo”: il nome deriva da zakkai, che in ebraico significa “puro”, “giusto”, “innocente”. Sembra che il nome non si addica al personaggio.

“Ricco”: la sua ricchezza, ricavata da comportamenti illeciti, è molto grande. Si sottolinea con questo aggettivo il problema della salvezza per coloro che detengono tanto denaro.

3.    cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura.

Zaccheo è basso di statura, ma supera il suo limite salendo su un albero. Il suo desiderio di conoscere Gesù è più forte di tutto. Non si sa la motivazione, se è dettata dalla sola curiosità, ma Gesù fa leva anche su questa semplice disposizione per aiutarlo a penetrare un bisogno più grande di felicità.

“A causa della folla”: la ressa è un fattore di impedimento, ma viene superato egregiamente. Impariamo da Zaccheo l’intraprendenza nella ricerca del Signore, senza demordere di fronte agli ostacoli che incontriamo sul nostro cammino.

4.   Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.

Salire su un albero, per una persona di alto rango non si addiceva. A Zaccheo non importa questo fattore, non guarda la convenienza e l’esteriorità, pur di raggiungere l’obiettivo.

“Sicomoro”: il sicomoro cresce fino ad un’altezza di 20 metri, e raggiunge i 6 metri di larghezza, con una chioma ampia e tondeggiante. I rami consentono a Zaccheo di nascondersi, di evitare il ridicolo e di osservare indisturbato. Impariamo da Zaccheo ad essere audaci nel cercare Gesù, spinti dal desiderio di vedere il suo volto.

5.   Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”.

Prima Zaccheo cercava, correva, saliva: tutte azioni di movimento. Ora deve sostare, perché Gesù “si ferma” a casa sua; non vuole solo salutarlo, ma vuole proprio stare con lui.

La situazione cambia completamente: non è più Zaccheo che cerca Gesù, ma è Gesù che cerca Zaccheo; non è più Zaccheo che vuole vedere Gesù, ma è Gesù che vuole, non solo vedere, ma andare addirittura a casa sua per starci, cioè per creare un’amicizia: Luca tratteggia le caratteristiche del cammino del discepolo, che all’inizio della Chiesa nascente voleva cercare il Signore. Esprime tutto il desiderio di incontrare Cristo e di stare con Lui, sapendo che Egli viene incontro a coloro che lo cercano. Gesù non gli fa prediche, non lo rimprovera per il suo comportamento. Gli si fa vicino, gli si siede accanto, mangia con lui. La conversione sarà la conseguenza di un incontro. Solo l’amore conduce alla conversione.

“Gesù alzò lo sguardo”: lo sguardo di Gesù è una elezione, un entrare in rapporto con la persona interessata, una ricerca di relazione con l’eletto. Lo sguardo di Gesù fa vivere, fa rientrare in se stessi, fa luce sulla propria miseria, dà la grazia di ricominciare una nuova vita.

Con ciascuno di noi il Signore vuole entrare in casa. Sta a noi scegliere: accoglierlo o rifiutarlo.

“Oggi”: la salvezza avviene in questo preciso momento, non in un altro. È il kairós, l’ora decisiva dell’incontro con il Signore. È la parola che richiama:

·      l’annuncio dell’angelo ai pastori: “Oggi, nella città di David, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore” (Luca 2,11);

·      le parole pronunciate nella sinagoga da Gesù: “Oggi questa Scrittura si compie nei vostri orecchi” (Luca 4,21);

·      la risposta al ladro pentito: “Oggi con me sarai nel paradiso” (Luca 23,43).

6 . Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia.

Per Zaccheo è giunto il momento favorevole della salvezza, che riempie di gioia e si esterna nel cambiamento di vita. Gesù chiama; Zaccheo risponde.

Zaccheo è consapevole di essere peccatore e sa di avere bisogno del perdono. Scoprire che Gesù lo cerca senza proprio merito, lo fa trasalire di gioia. È l’esperienza delle persone che, dopo aver commesso tanto male, vivono nello stupore e nella riconoscenza per la salvezza ricevuta gratuitamente.

7.  Vedendo ciò, tutti mormoravano: “È entrato in casa di un peccatore!”.

I presenti sono scandalizzati dal fatto che Gesù frequenti un uomo peccatore e vada in casa sua.  Ora, ad essere condannato dai farisei, non è solo il pubblicano, ma anche Gesù che gli porta la salvezza. Il Signore si trova a condividere la sorte dei peccatori e ad essere ripudiato dai Giudei.

8.  Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: “Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto”.

Zaccheo prende la posizione di una persona che vuole fare una dichiarazione pubblica, di un oratore. Proclama la sincerità del suo pentimento, resa evidente dalla decisione di restituire quanto sottratto e di elargire ai poveri i suoi beni. L’autentica conversione si manifesta attraverso segni esterni. L’incontro con Cristo è talmente trasformante che cambiano anche le relazioni con i fratelli: prima erano degli sfruttati, ora sono dei beneficiati. Zaccheo restituisce addirittura una quantità di beni superiore alle esigenze della Legge. Il suo cuore è ormai liberato e reso capace di posare lo sguardo non più su di sé, ma sugli altri; non più sull’accumulare, ma sul condividere.

9.   Gesù gli rispose: “Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo.

Gesù risponde a Zaccheo, ma in modo che capiscano quanti mormorano. Dichiara di essere inviato ai figli di Abramo e anche Zaccheo lo è, per cui ha diritto alla salvezza.

In questo versetto Luca rivela l’orientamento iniziale della missione pubblica di Gesù, che sembrava mandato solo a salvare Israele, mentre la sua azione è universale.

“Per questa casa”: la salvezza è iniziativa di Dio, ma esige la risposta positiva da parte dell’uomo. Non siamo salvati in automatico, ma dobbiamo corrispondere con la conversione, che coinvolge anche coloro che ci vivono accanto.

10.  Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”.

Gesù esprime la coscienza profetica di essere inviato a salvare tutta l’umanità.

“Ciò che era perduto”: come Zaccheo, anche noi siamo perduti se non accogliamo il Salvatore che entra nella nostra vita, cambia la nostra storia.

Ha scritto sant’Ambrogio commentando questo brano evangelico: “Chi potrebbe disperare di sé dal momento che giunse alla fede anche Zaccheo, lui che traeva il suo guadagno dalla frode?”.

Impariamo dall’episodio di Zaccheo a cercare il Signore con tutte le forze, superando le opinioni di chi ci sta attorno, senza timore delle “brutte figure”. Scopriremo di essere, non più coloro che cercano, ma coloro che sono cercati per primi.

Impariamo a lasciarci guardare da Gesù, con l’amore di una madre che non si ferma alle debolezze del figlio, ma che scruta le sue possibilità di ripresa, di risurrezione, facendo leva sulla sua parte migliore.

Siamo chiamati ad essere “pescatori di uomini”: agevoliamo la conversione delle persone, evitando di pronunciare giudizi irremovibili che le etichettino e che impediscano loro di salvarsi.

Abbiamo noi stessi bisogno di conversione, come Zaccheo. Il racconto del suo cambiamento di vita ci apre alla fiducia perché, per quanto grande sia la nostra miseria, Dio ci cerca, si china su di noi, sulla nostra polvere, e vi alita il “soffio vitale”. Siamo cenere, ma Dio ci ama e trasforma il nostro niente in perla preziosa.

Suor Emanuela Biasiolo delle Piccole Suore della Sacra Famiglia

Letture della
XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Hai compassione di tutti, perché ami tutte le cose che esistono.

Dal libro della Sapienza
Sap 11,22 – 12,2

 
Signore, tutto il mondo, infatti, davanti a te è come polvere sulla bilancia,
come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.
 
Hai compassione di tutti, perché tutto puoi,
chiudi gli occhi sui peccati degli uomini,
aspettando il loro pentimento.
 
Tu infatti ami tutte le cose che esistono
e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato;
se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure formata.
 
Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l’avessi voluta?
Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all’esistenza?
 
Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue,
Signore, amante della vita.
Poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose.
 
Per questo tu correggi a poco a poco quelli che sbagliano
e li ammonisci ricordando loro in che cosa hanno peccato,
perché, messa da parte ogni malizia, credano in te, Signore.
Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 144 (145)
R. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre. R.
 
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R.
 
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R.
 
Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto. R.
 

Seconda Lettura

Sia glorificato il nome di Cristo in voi, e voi in lui.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
2 Ts 1,11 – 2,2

 
Fratelli,  preghiamo continuamente per voi, perché il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata e, con la sua potenza, porti a compimento ogni proposito di bene e l’opera della vostra fede, perché sia glorificato il nome del Signore nostro Gesù in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo.
 
Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente.

Parola di Dio

Vangelo

Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 19,1-10

 
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
 
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
 
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
 
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Parola del Signore

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