Commento al Vangelo del 3 Novembre 2019 – P. Antonio Giordano, IMC

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L’episodio forse più emblematico è quello di Zaccheo, racconto solo lucano: un uomo che viene strappato dal suo essere un “ultimo”. Egli resta esteriormente un ultimo, un disprezzato, ma la sua vita è mutata e per il Regno egli è “un primo.”

L’episodio è ambientato a Gerico, la città più antica (7000 a.C.), e la più bassa del mondo

(circa 300 m. sotto il livello del mare).

Nell’episodio di Zaccheo vediamo l’amore di Dio per tutte le sue creature, soprattutto per i peccatori. I farisei disprezzavano Zaccheo il pubblicano, perché, compromesso con i soldi e con il potere romano; era perciò tacciato come “peccatore pubblico”. Il Figlio di Dio invece lo va a cercare in casa sua, lascia la folla di ammiratori che lo hanno accolto a Gerico e va da Zaccheo, come il buon Pastore che cerca la pecora smarrita.

La ragione di tutto questo sta nella grandezza e tenerezza di Dio che ha compassione di tutti, che ama tutte le sue creature e nulla disprezza di ciò che ha creato. Nel profeta Ezechiele leggiamo che Dio dice “Non voglio la morte del peccatore, ma piuttosto che si converta e viva” (Ez. 33,11). E S. Ireneo dice: “La gloria di Dio è l’uomo vivente”. Gesù è venuto per accogliere in nome di Dio, sia i reietti dal sistema politico, (i poveri e gli oppressi), sia i respinti dal sistema religioso (pagani, peccatori pubblici, prostitute, ecc.). Chi non accetta questo agire di Dio, si esclude da solo dalla salvezza.

Così fu per il fariseo e il pubblicano nel Tempio, e in questo episodio, ove Gesù porta la salvezza alla casa di Zaccheo e lascia fuori a mormorare i “benpensanti” orgogliosi di Gerico! Gesù non ha paura delle critiche e di sporcarsi.

Dio ha fiducia nell’uomo, anche in ognuno di noi, nonostante noi stessi, nonostante la nostra miseria, nonostante i nostri peccati, perché appunto “il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”: anche un briciolo di pentimento fa breccia su Dio.

Chi era Zaccheo? Per ironia e strana coincidenza, il suo nome significa: pulito, chiaro. Era da tutti considerato pubblicano, ladro, capo-mafioso, rappresentante degli impuri, pubblico peccatore, e amico e succube degli odiati Romani nella raccolta delle tasse. Però “voleva vedere Gesù”.

Nell’episodio precedente a questo, Luca racconta la guarigione del cieco sulla strada di Gerico: costui pure voleva “vedere Gesù” con gli occhi del corpo (essendo cieco), mentre Zaccheo voleva vederci più chiaramente nell’animo e con gli occhi della coscienza! Per di più Zaccheo era anche “basso di statura” per difetto fisico, un altro segno di isolamento dalla società e difetto per i cosiddetti “puri” che rigettavano tali persone. A questo punto non è più Zaccheo che vuole vedere Gesù, ma Gesù “vede Zaccheo” sull’albero, e. “scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. Nessuno lo chiamava mai col suo “nome”, ma con l’appellativo di “impuro”. Gesù invece lo chiama col suo vero nome.

Inoltre, la storia termina con un pranzo: ed è la festa che Gesù voleva, è il banchetto di Dio per coloro che aprono gli occhi alla luce vera.

Chi partecipò al banchetto? non certo i cosiddetti “puri” che mormoravano sull’atteggiamento di Gesù:” è andato ad alloggiare da un peccatore”!. Vi entreranno gli “impuri”, i cercatori della salvezza e del perdono, coloro per i quali Cristo è venuto.

Zaccheo ora è pieno di gioia, perché si è sentito amato da qualcuno; forse prima, nessuno lo ha amato ma solo emarginato. L’amore di Dio lo ha convertito, anche se Gesù gli ha fatto nessuna predica!

A questo punto, Zaccheo espande il suo amore verso altre persone, quelle che ha frodato, restituendo loro il quadruplo. Così Zaccheo prima avido di ricchezze, sfruttatore dei suoi fratelli, si sente trasformato. Il denaro stesso, prima oggetto di cupida preda, cambia valore, servirà per riparare il male arrecato e per aiutare i fratelli bisognosi.

 “Oggi la salvezza è entrata in questa casa”. Sembra di risentire l’eco dell’annuncio degli Angeli a Betlemme:” Oggi è nato per voi un Salvatore”, o l’eco delle parole di Gesù nella Sinagoga di Nazareth:” Oggi si compie questa Scrittura che avete udito con le vostre orecchie”, o ancora l’eco delle parole rivolte da Gesù al buon ladrone in croce:” Oggi sarai con me in paradiso”. Questo “oggi” sia per tutti noi, l’”oggi” del perdono, della pace e dell’amore. Facciamo sì che l’”oggi” di Gesù, la sua presenza, il suo amore, la sua misericordia, sia sempre attuale nella nostra vita.

Essere missionari è portare Gesù ad incontrare i peccatori: quel Gesù che abbiamo in cuore e che viviamo lungo la nostra giornata. Quel Gesù che Maria SS.  ha portato ad incontrare S. Giovanni nel grembo della madre S. Elisabetta, quel Gesù che Maria ha presentato ai pastori nella grotta di Betlemme.

Fonte – consolata.org

Letture della
XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Hai compassione di tutti, perché ami tutte le cose che esistono.

Dal libro della Sapienza
Sap 11,22 – 12,2

 
Signore, tutto il mondo, infatti, davanti a te è come polvere sulla bilancia,
come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.
 
Hai compassione di tutti, perché tutto puoi,
chiudi gli occhi sui peccati degli uomini,
aspettando il loro pentimento.
 
Tu infatti ami tutte le cose che esistono
e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato;
se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure formata.
 
Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l’avessi voluta?
Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all’esistenza?
 
Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue,
Signore, amante della vita.
Poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose.
 
Per questo tu correggi a poco a poco quelli che sbagliano
e li ammonisci ricordando loro in che cosa hanno peccato,
perché, messa da parte ogni malizia, credano in te, Signore.
Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 144 (145)
R. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre. R.
 
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R.
 
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R.
 
Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto. R.
 

Seconda Lettura

Sia glorificato il nome di Cristo in voi, e voi in lui.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
2 Ts 1,11 – 2,2

 
Fratelli,  preghiamo continuamente per voi, perché il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata e, con la sua potenza, porti a compimento ogni proposito di bene e l’opera della vostra fede, perché sia glorificato il nome del Signore nostro Gesù in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo.
 
Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente.

Parola di Dio

Vangelo

Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 19,1-10

 
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
 
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
 
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
 
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Parola del Signore