Commento al Vangelo del 3 Giugno 2018 – P. Antonio Giordano, IMC

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Parlare dell’Eucaristia non è semplice. Essa è il mistero perfetto di Dio e dell’uomo. In esso la carità del Padre per l’uomo raggiunge il sommo, oltre il quale è impossibile pervenire. Anche se nel Paradiso l’uomo glorioso è immerso in Dio e Dio nell’uomo glorioso, non credo si possa definire mistero più alto di quello che si verifica nell’eucaristia tra Cristo e chi di esso si nutre.

 La festa dell’Eucaristia non è una festa “facile”. Ce ne accorgiamo dalla reazione che ebbero i Giudei al discorso di Gesù sul “pane della vita”: “Come può costui darci la sua carne da mangiare”?(Gv.6,52), dissero, e poi: “Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo”?(Gv.6,60).

La solennità odierna del SS. Corpo e Sangue di Cristo, è sorta nel secolo XII per un intimo bisogno del popolo cristiano, di manifestare esternamente e pubblicamente l’omaggio di adorazione a Cristo presente nell’Eucaristia, sotto i segni del pane e del vino consacrati. Veniva concepita specialmente come il “Sacramento della presenza reale di Cristo”, in corpo, sangue, anima e divinità. Con la riforma del Concilio Vaticano II, questa solennità presenta l’Eucaristia in una visione più ampia, cioè come il “rito memoriale della Pasqua del Signore”. Il “rito” come banchetto, la Cena del Signore, e il “memoriale” della morte e della risurrezione del Signore dell’unico mistero pasquale di Cristo. Partecipando alla S. Messa e “mangiando e bevendo al Corpo e al Sangue del Signore” si realizza questo rito memoriale della Pasqua del Signore,

L’Eucaristia è il Sacramento dell’amore. Gesù non poteva darci prova più grande del suo amore che donandosi a noi sotto le sembianze di un po’ di pane e di un po’ di vino.

Al momento della Comunione, Gesù viene nel nostro cuore e quello è il momento più bello e prezioso della nostra giornata. In quel momento,  insegna san Giovanni Maria Vianney, noi e Gesù siamo come due candele che si fondono insieme e alimentano un’unica fiamma. In quel momento, la nostra preghiera si unisce a quella che Gesù rivolge al Padre a nostro favore. 

Inoltre, l’Eucaristia ci rende una cosa sola anche tra di noi. Se amiamo l’Eucaristia, che è il Corpo di Cristo, non possiamo non amare i nostri fratelli, che formano il Corpo mistico di Cristo. Ogni volta che riceviamo Gesù, ci rendiamo vicini a tutti fratelli.
Eucaristia = Gesù con noi come:

  1. Sacrificio di lode ed espiazione: la S. Messa è questo sacrificio, questo mistero di fede. Se ci crediamo offriamo a Dio il sacrificio perfetto a Lui gradito.
  2. pane, cibo della nostra vita spirituale: che è nata con il battesimo, deve alimentarsi. L’Eucaristia è l’unico vero cibo della vita spirituale.
  3. amico nel cammino verso il cielo. L’amico sincero che non ci tradisce mai, se noi non tradiamo Lui. Ancora, se lo abbiamo fatto, possiamo chiedergli perdono, e Lui ce lo accorda sempre.
  4. maestro della scienza del cuore, la bontà: spesso non sappiamo distinguere tra il bene e il male, eppure abbiamo il maestro tra noi, basta ascoltarlo.

Sull’Eucaristia la Signora Maria Marino, Fondatrice del “Movimento Apostolico” scrive:

“Gesù, Ti ringraziamo e Ti benediciamo per la grande grazia che hai concesso alla Tua Chiesa di cibarsi del Tuo Corpo e del Tuo Sangue con retta fede, tornando pentiti alla Casa del Padre.

Beata Eucaristia, l’unico desiderio che ricolma e dona pace al cuore, la sola Fonte che disseta l’anima, il solo Corpo che nutre e sostiene i pellegrini verso il Regno, il solo Sangue che dona la gioia di vivere per Te, mio Gesù. Tutto è l’Eucaristia e tutto è in essa. Chi la ama, ama secondo verità Dio, se stesso e i fratelli; chi la riceve con fede conforma il suo essere all’essere di Cristo Gesù; chi la vive con passione e amore, fa della sua vita una passione di amore, un sacrificio di salvezza per il mondo intero…. Chi la riceve trasforma se stesso nel mistero ricevuto. Nell’Eucaristia l’uomo si divinizza. Dio si umanizza. L’uomo vive tutto in Dio, Dio vive tutto nell’uomo. Beata Eucaristia, quanto Ti bramo, Ti amo, Ti adoro. Saziandomi di Te, tutto il mio essere si sazia. Con Te nel cuore, non cerco più nulla. Ho tutto, perché ho Te, che sei il mio tutto”.

Se il mondo percepisse appieno il Tuo mistero, se comprendesse la grandezza di tanto dono, se amasse questo Pane vivo disceso dal Cielo, la vita diverrebbe un Paradiso sulla terra.

Nell’Eucaristia, Dio nel suo mistero di verità, santità, onnipotenza, misericordia, pietà, compassione, giustizia, vita eterna, attraverso il corpo e il sangue di Cristo Gesù che vengono letteralmente l’uno mangiato e l’altro bevuto, si trasforma in carne e sangue nell’uomo che lo riceve. L’Eucaristia è la vera fonte, la sorgente del nuovo umanesimo. Attraverso l’Eucaristia l’uomo diviene nuovo nel Nuovo Uomo che è Cristo Gesù…

La via perché la vecchia creta di peccato divenga uomo nuovo è l’Eucaristia. Ci si accosta ad essa. La si riceve con fede. Si chiede al Signore che agisca in noi secondo tutta la divina potenza in essa racchiusa, e l’uomo diviene nuovo. La novità di un uomo è dalla verità, fede, carità, amore con il quale si accosta all’Eucaristia.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, dateci la vera fede nel mistero.

Fonte

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DOMENICA del CORPUS DOMINI

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Mc 14, 12-16. 22-26
Dal Vangelo secondo Marco

Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 03 – 09 Giugno 2018
  • Tempo Ordinario IX
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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