Commento al Vangelo del 3 Giugno 2018 – Don Francesco Cristofaro

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Solennità del Corpus Domini: La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

Prima Lettura Dt 8, 2-3. 14b-16a
Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi.
Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.
Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri».

Pensiero.
“Ricòrdati di tutto il cammino”. Ognuno di noi dovrebbe scrivere queste parole nella mente e nel cuore. Ricordare il bene ricevuto è segno di riconoscenza e gratitudine. Dimenticarlo, invece è segno di stoltezza. Durante questo cammino non mancano le prove attraverso le quali il Signore mette alla prova la nostra fede ma dopo le prove ci sono le consolazioni. Guardiamo alla storia del popolo d’Israele, dei santi, di chi ha camminato con il Signore. Nell’osservanza dei comandamenti c’è la pace e la benedizione. Nella non osservanza dei comandamenti si generano disordini, liti, divisioni. Nessuna trasgressione della Legge si ferma alla persona che trasgredisce, per essa la trasgressione colpisce tutto il popolo del Signore. Aronne non vigila. Non osserva la Legge. Tutto il popolo diviene idolatra. Davide pecca di adulterio. Causa una guerra intestina nel suo regno. Salomone diviene idolatra, il regno è rovinato per sempre, lacerato senza più rimedio.

Seconda Lettura 1 Cor 10, 16-17
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.

Pensiero.
Nell’Antica Alleanza l’espiazione dei peccati avveniva con l’offerta al Signore del sangue dei tori e dei giovenchi. L’uomo veniva perdonato ma rimaneva nella sua vecchia natura. Di tutt’altra natura è il sacrificio che ha offerto Cristo. Lui è morto una volta per tutte. Il suo sangue versato ha una potenza sublime di salvezza perchè lui non lascia l’uomo nella sua vecchia natura ma lo rigenera, lo ricrea, lo fa nuovo e l’uomo se vuole restare tale deve camminare solo con Cristo, si deve abbeverare ogni giorno alla sua fonte di grazia. I frutti prodotti dall’offerta del sangue di Cristo sono eterni e universali. Cristo Gesù offrendo il suo sangue una volta per tutte, ha abolito tutti i sacrifici antichi. Tutti i peccati del mondo sono stati lavati, purificati. La sua redenzione è perfetta.
Vangelo Gv 6, 51-58
Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Pensiero.
Nell’Antica Alleanza il sangue dei tori e dei giovenchi veniva asperso sul popolo. Nella Nuova Alleanza il sangue di Cristo viene bevuto. Per fede e secondo quanto Cristo ci ha tramandato nell’ultima Cena, noi crediamo che dopo la preghiera di consacrazione fatta dai sacerdoti, quell’ostia diviene Corpo di Cristo e quel vino diviene il suo Sangue. Ciò che si mangia e si bene si trasforma in vita. Cristo diviene nostra vita, nostro alimento, nostra forza. Il mangiare Cristo ci fa cambiare forma: prendiamo la forma di Cristo. E’ grande la responsabilità del cristiano. Con la sua vita mostra Cristo agli altri. E’ sempre così?
«Venite a me»
«Venite a me, come io sono venuto a voi con la mia presenza eucaristica!
Venite al mio tabernacolo, voi tutti che siete affaticati e cercate un rifugio, un conforto.
Venite a me, voi tutti che vi curvate sotto il peso e io vi farò riposare.
Vi farò dimenticare la stanchezza del cammino, l’oppressione della giornata, vi ridarò delle forze fresche.
Vi strapperò alle vostre preoccupazioni, alle vostre inquietudini, alle vostre ossessioni e vi farò gustare la pace dell’abbandono totale.
Vi libererò dall’amarezza o dalla tristezza che le pene e le prove della giornata hanno potuto lasciare nell’anima vostra e vi farò ritrovare il sorriso più sincero.
Vi darò il riposo dell’intelligenza, dissipando i vostri dubbi e le vostre oscurità, facendovi comprendere la mia dottrina.
Vi darò il riposo del cuore, introducendovi nella mia intimità, colmando le vostre aspirazioni più profonde. Condividerò con voi il mio riposo, il riposo divino che è la suprema compiacenza nell’amore».

 

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