Commento al Vangelo del 3 Febbraio 2019 – don Angelo Busetto

159

Un Dio che ci accompagna

Bel bello, i suoi concittadini stanno lì ad ascoltarlo e lo guardano con ammirazione. Ma il loro cuore rimane diffidente e non accetta di schiudersi per accoglierlo realmente. Gesù intuisce e parte all’attacco.

La gente di Nazaret dovrà convertirsi due volte. Primo, superando l’invidia che impedisce di accettare che «uno di loro» sia così diverso e più grande. Secondo, mortificando ogni pretesa di miracolo e di privilegio, e riconoscendo che il messia percorre una strada diversa.

Da quando Dio è intervenuto nella storia dell’uomo, parlando ad Abramo, a Mosè e ai profeti e mostrandosi in Gesù di Nazaret, possiamo riconoscerlo vicino a noi, uno di casa, pur mentre si manifesta più grande nella sapienza, nell’amore, nella misericordia. Questo fa lo “scandalo”: un Dio così vicino e nello stesso tempo così diverso dalle nostre misure e dalle nostre pretese. Non vale la pena mettergli le mani addosso per impedirlo: «passando in mezzo a noi», Egli apre nuovamente il cammino e ci invita a seguirlo.

Fonte

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

QUARTA SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 3 Febbraio 2019 anche qui.

Lc 4, 21-30 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: LaSacraBibbia.net

ALTRI COMMENTI [/box]