Commento al Vangelo del 29 ottobre 2017 – Fraternità Gesù Risorto

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Stiamo concludendo il mese missionario. Proprio per questo è bello rileggere l’elogio che San Paolo rivolge ai Tessalonicesi. Essi si sono adoperati a far conoscere il Signore Gesù anche in altre città e hanno cominciato a vivere in maniera conseguente, tanto da distinguersi in modo inequivocabile dai pagani, in modo che tutti se ne sono accorti. La loro vita dava credito alle loro parole, e così “la vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne”. Questo è il vero metodo missionario, quello da seguire oggi per raggiungere con la nuova evangelizzazione i nostri paesi e le nostre città, o, meglio, i nostri popoli.

Ci chiediamo: come sarà stata la vita di quei cristiani? Non è difficile immaginarlo: hanno preso sul serio le parole che Gesù oggi ci rivolge. Esse sono risposta ad un fariseo, dottore della Legge. Questi, per incarico del suo gruppo, vorrebbe mettere in difficoltà il Signore con una domanda tranello.

– Si sa che i farisei si distinguevano per l’obbedienza ai comandamenti: non ne volevano ignorare neppure uno. Ma se uno obbedisce ai comandamenti dimenticando colui che li ha dati, cioè senza badare al suo amore di Padre, rischia di diventare un mostro. Vuoi vedere se anche tu sei fariseo? O vorresti diventarlo? Allora ubbidisci minuziosamente ai comandamenti, godendo di essere obbediente. Comincerai a notare le disobbedienze degli altri, finirai per giudicarli, condannarli, disprezzarli. Non avrai più nel cuore l’amore che Dio invece voleva vedere nei tuoi pensieri, nel tuo linguaggio, nei tuoi comportamenti. È per questo che ha dato i comandamenti, perché cresca in te l’amore e perché l’amore non venga escluso da nessuna delle tue relazioni con gli altri. –

Ed ecco, il fariseo interroga Gesù proprio sui comandamenti: “Qual è il grande comandamento?”. È proprio un tranello. Infatti nella mente del fariseo tutti i comandamenti sono di Dio, quindi sono tutti ugualmente importanti. Se Gesù ne mettesse uno al di sopra degli altri, potrebbe essere accusato di insegnare che alcune parole di Dio sono poco importanti.

Gesù conosce i comandamenti, ma la sua attenzione è rivolta al Padre. Egli lo ama, è il suo unico amore. Egli sa che dal Padre viene la nostra vita, e che, se non lo ami, non ha senso osservare i suoi comandamenti, ma neppure sei capace di osservarli, di viverli cioè come atti di amore, per coprire il mondo con l’amore. Contemplando l’amore del Padre, Gesù risponde con serenità e con sicurezza: “Amerai…”. Questa è la base, il contenuto, lo scopo, la forza, la gioia, la vita di ogni comandamento. I farisei probabilmente nemmeno l’avevano messo nell’elenco dei seicentrotredici comandamenti, considerati tutti ugualmente importanti.

Uscendo dalla bocca di Gesù questa parola: “Amerai…”, acquista un sapore e una forza nuovi. Nemmeno sembra un comandamento. “Amerai…” appare come un cammino, una strada di gioia, una strada in salita sì, ma sicura, priva di dubbi e di tentennamenti. “Amerai…”, è una parola che ti butta nelle braccia di… di chi? Anzitutto del “Signore tuo Dio”. Questi appare come uno che si lascia amare da te, che ha bisogno di incontrarti e di baciarti. La tua vita potrebbe fermarsi lì, in quell’abbraccio. Là essa diventa completa, perfetta, compiuta, stabile, e persino semplice. Gesù prevede, come già la Parola di Dio, che quell’amore sia tutto d’un pezzo, non diviso, non intermittente, non a chiazze. E perciò continua a descrivere l’azione dell’amare Dio. Sarà un’azione che coinvolge tutto, “tutto il tuo cuore, tutta la tua anima, tutta la tua mente”, anche l’attenzione ai comandamenti. Non rimane nulla per qualcos’altro. “Amerai…”! Però Gesù sa che quel Dio che tenti di amare “con tutto il tuo cuore” è uno che già ti ha incontrato e amato a sua volta, e l’ha fatto circondando la tua vita di altri cuori, quelli del “tuo prossimo”. Ciò significa che tu lo “amerai…” davvero e pienamente, quando ti spenderai proprio per questo “tuo prossimo”, che la Parola di Dio nelle Scritture vede oggetto dell’amore di Dio. La prima lettura di oggi ce ne ha dato un saggio. Dio ascolta il povero “quando griderà vero di me… perché io sono pietoso”. Se il tuo cuore è tutto donato a Dio, insieme con lui ascolterai anche tu il grido del forestiero, dell’orfano, della vedova, di chi subisce ingiustizie, di chi rimane senza mantello. “Amerai…” è perciò il grande comandamento, anzi, l’unico. Tutti gli altri non sono che i modi concreti con cui “amerai…”.

La vita di chi ascolta Gesù diventa perciò una novità in questo mondo, diventa davvero annuncio di una bella notizia, data con gioia e fonte interminabile di gioia, cioè “vangelo”!

A cura della Casa di Preghiera S.Maria Assunta – Tavodo  -Via della Pieve, 3 – 38078 SAN LORENZO DORSINO – TN

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

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XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Mt 22, 34-40
Dal Vangelo secondo  Matteo

34Allora i farisei, avendo udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme 35e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: 36«Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». 37Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. 38Questo è il grande e primo comandamento. 39Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. 40Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 29 Ottobre – 04 Novembre 2017
  • Tempo Ordinario XXX
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo A
  • Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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