Commento al Vangelo del 27 maggio 2018 – P. Antonio Giordano, IMC

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La festa della Trinità non ha la presunzione di celebrare Dio in sé, che noi non possiamo conoscere.

Se noi sapessimo cos’è Dio, non sarebbe Dio, perché sarebbe solo nostra immagine, nostro pensiero.

Eppure Gesù insegna nel Vangelo che Dio è Padre, Figlio e Spirito?

Questo mistero vuole dire che noi siamo in relazione a Dio e che l’azione di Dio su noi si manifesta nel tempo della nostra vita o storia e terrena, nella storia e nel cammino dell’umanità, per entrare così nell’eternità, perché siamo e rimarremo per sempre creature di Dio.

Gesù è venuto a manifestarci nel nostro tempo e dirci chi è Dio. Occorre quindi richiamare il tempo:

  • il passato, la storia della salvezza come ce la presenta la sacra scrittura;
  • il presente, come l’istante in cui viviamo il già passato, in cui facciamo l’offerta della vita che ci viene donata;
  • il futuro, come un mosaico, fatto di pietruzze colorate. In ogni istante ci viene consegnata una pietruzza della nostra identità di figli di Dio. Sovente siamo distratti e invece di inserirla nel mosaico la lasciamo cadere a terra ed essa perde il suo significato. Per cui lasciamo degli spazi vuoti.

Ogni istante della giornata e della notte occorre cogliere il dono di vita, che ci viene offerto e non c’è nessuna situazione negativa, che ci possa togliere questo dono. Il male è l’incompiutezza della creazione, io sono fatto per camminare verso Dio, ora quando mi fermo o prendo una direzione sbagliata, casco nel male e ne divento schiavo, ma non è una forza che si contrappone all’energia creatrice, alla forza del bene.

Celebrare la Trinità è vivere il tempo nelle tre dimensioni divine, sapendo che:

  • il Padre è il presente, siamo suo investimento, suo capitale prezioso;
  • il Figlio, la Parola, è il passato, il modello da vivere oggi;
  • lo Spirito Santo è il progetto, il futuro, il mosaico, che costruiamo con lui nel presente.

Il Vangelo di S. Giovanni presenta la salvezza in questi termini:

  • Dio Padre ama il mondo,
  • Egli manda, perciò, il Figlio unigenito perché il mondo si salvi,
  • Al termine della sua opera, Cristo invia il Paraclito, lo Spirito di verità che condurrà la Chiesa a tutta la verità e a tutta la santità. Per questo Dio è Amore.

La SS. Trinità è quindi un mistero d’amore: infatti:

  • A Natale, l’amore del Padre manda il suo Figlio nel mondo.
  • A Pasqua, l’amore del Figlio fino alla croce, riconcilia il mondo col Padre.
  • A Pentecoste, l’amore dello Spirito Santo, il Consolatore, irrompe nella vita della Chiesa per la sua missione nel mondo.

Pertanto chiamare Dio, “Padre” e non avere figli, che razza di Padre sarebbe?

Credo in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo come credo nel presente, passato e futuro: in Dio e nel tempo raggiungo il fine della mia esistenza temporale e terrena.

Quando san Patrizio evangelizzò l’Irlanda, volendo spiegare il Mistero della Santissima Trinità, si servì di un piccolo esempio: prese fra le mani un trifoglio e disse che, come quelle tre foglie formavano un’unica piantina, così le tre Persone, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, formano un unico Dio. L’esempio riuscì allo scopo: la folla che ascoltava abbracciò la fede cristiana

La famiglia umana è chiamata alla santità, proprio perché è chiamata a riflettere il mistero di Dio. Più persone, unite dall’amore, formano un’unica famiglia e devono aiutarsi vicendevolmente ad amare e a servire il loro Creatore. Sganciata ed emancipata da Dio, la famiglia perde il suo valore e viene meno alla sua vocazione.

Il beato Carlo, ultimo imperatore d’Austria, il giorno del suo fidanzamento, disse alla sua promessa sposa che da quel momento in poi si dovevano aiutare reciprocamente ad andare in Paradiso. E, alcuni anni dopo, affermò che avrebbe preferito che il Signore prendesse con sé i suoi figli, piuttosto che essi commettessero un solo peccato mortale.

Questo Amore infinito della SS. Trinità: Padre, Figlio e Spirito S. ha scelto il piano di redenzione dell’umanità ha chiesto a Maria SS. di esserne il ponte che unisce il cielo alla terra e la terra al cielo. E Maria disse: “Sono la serva del Signore. Avvenga di me quello richiesto”.

Fonte

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
IX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Domenica della Santissima Trinità – ANNO B

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Battezzate tutti i popoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 28,16-20

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Parola del Signore

Fonte: LaSacraBibbia.net

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