Commento al Vangelo del 26 Gennaio 2020 – p. Ermes Ronchi

2638

Il Signore è qui, ma riusciamo a distrarci

Padre Ermes Ronchi commenta il brano del Vangelo di domenica 26 gennaio 2020.

padre Ermes Ronchi
padre Ermes Ronchi

Giovanni è stato arrestato, tace la grande voce del Giordano, ma si alza una voce libera sul lago di Galilea. Esce allo scoperto, senza paura, un imprudente giovane rabbi, solo, e va ad affrontare confini, nella meticcia Galilea, crogiolo delle genti, quasi Siria, quasi Libano, regione quasi perduta per la fede. Cominciò a predicare e a dire: convertitevi perché il regno dei cieli è vicino. Siamo davanti al messaggio generativo del Vangelo. La bella notizia non è «convertitevi», la parola nuova e potente sta in quel piccolo termine «è vicino»: il regno è vicino, e non lontano; il cielo è vicino e non perduto; Dio è vicino, è qui, e non al di là delle stelle. C’è polline divino nel mondo. Ci sei immerso. Dio è venuto, forza di vicinanza dei cuori, «forza di coesione degli atomi, forza di attrazione delle costellazioni» (Turoldo).

Cos’è questa passione di vicinanza nuova e antica che corre nel mondo? Altro non è che l’amore, che si esprime in tutta la potenza e varietà del suo fuoco. «L’amore è passione di unirsi all’amato» (Tommaso d’Aquino) passione di vicinanza, passione di comunione immensa: di Dio con l’umanità, di Adamo con Eva, della madre verso il figlio, dell’amico verso l’amico, delle stelle con le altre stelle. Convertitevi allora significa: accorgetevi! Giratevi verso la luce, perché la luce è già qui. La notizia bellissima è questa: Dio è all’opera, qui tra le colline e il lago, per le strade di Cafarnao e di Betsaida, per guarire la tristezza e il disamore del mondo. E ogni strada del mondo è Galilea.

[Continua a leggere tutto il commento su Avvenire]


Un altro commento

L’UOMO IN PIEDI

Il Battista è appena stato arrestato, e Gesù vede un’ombra minacciosa calare su tutto il suo movimento. Ma questo, anziché renderlo prudente, aumenta l’urgenza del suo ministero e lo fa uscire allo scoperto: ora tocca a lui. Lascia famiglia, casa, lavoro, lascia Nazaret per Cafarnao, non porta niente con sé se non un annuncio, una parola che riparte da dove Giovanni si era fermato: convertitevi! Il regno è vicino!

Immaginavo la conversione come un fare penitenza sul passato, una condizione imposta da Dio per il perdono, e pensavo di trovare Lui come ricompensa all’impegno. Ma che buona notizia sarebbe un Dio che dà secondo le prestazioni? Gesù ci rivela che il movimento è esattamente inverso: è Lui che mi corre incontro e mi raggiunge, sempre Lui che mi abita gratuitamente, Lui che mi aspetta.
Che cos’è il regno dei cieli, cos’è il regno di Dio? È la vita che fiorisce in tutte le sue forme, un’offerta di solarità piena. Giratevi verso la luce, perché la luce è già qui.
Il Vangelo termina con la chiamata dei quattro pescatori e la promessa: vi farò pescatori di uomini.

Con che cosa, con quale rete pescheranno gli uomini?
Gesù cammina lungo il mare e guarda. E in Simone vede la Roccia. Guarda, e in Giovanni indovina il discepolo dalle più belle parole d’amore. Un giorno guarderà l’adultera e risveglierà in lei l’amante fedele. In Nicodemo ridesterà il coraggioso che osa stare davanti a Pilato reclamando il corpo del giustiziato.

Lo sguardo di Gesù è creatore, è profezia. Mi guarda, e nel mio inverno vede grano che matura, una generosità che non sapevo, una melodia che non udivo, fame di nascere.
Poi dice: vieni dietro a me!
Ascolta, ho una cosa bellissima da dirti. Bella e incredibile. Così affascinante che i pescatori ne sono stati sedotti e hanno abbandonato tutto come chi trova un tesoro. La notizia è questa: la felicità è possibile e vicina! La nostra tristezza infinita si cura soltanto con un infinito amore (Evangelii Gaudium).

Gesù annuncia: possiamo vivere meglio, e io ne conosco la via. Nel discorso sul monte dirà: Dio procura gioia a chi produce amore! Ecco il senso delle Beatitudini, il Vangelo nel Vangelo!
Il Vangelo è la chiave di tutto! E’ possibile vivere meglio, per tutti, perché è la sua parola che risponde alle necessità più profonde delle persone. Perché quando è narrato adeguatamente, e con bellezza, il Vangelo arriva ai bisogni più profondi dei cuori, e mette a disposizione un tesoro di vita, di amore che non inganna, che non delude.

Gesù annunciava e guariva: la parola e la cura.
Camminava e annunciava: i passi a guarire la vita.
E io andrò dietro a lui prendendomi cura di chi soffre e di me stesso, della mia vita. Dietro a lui, per curare le parti di me che soffrono, deboli e malate: prima strada verso l’identità dell’uomo in piedi.


Qui puoi leggere tutti i commenti al Vangelo di p. Ermes Ronchi


Letture della Domenica
III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A
Colore liturgico: VERDE

Prima Lettura

Nella Galilea delle genti, il popolo vide una grande luce.Dal libro del profeta Isaìa

Is 8,23b – 9,3

In passato il Signore umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti.
Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Mádian.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Sal 26 (27)

R. Il Signore è mia luce e mia salvezza.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? R.

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario. R.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. R.

Seconda Lettura

Siate tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

1 Cor 1,10-13.17

Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire.

Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «Io invece di Cefa», «E io di Cristo».

È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo?

Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo.

Parola di Dio

Vangelo

Venne a Cafarnao perchè si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 4, 12-23

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:

«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

Parola del Signore.

Forma breve:

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 4,12-17

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:

«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».

Parola del Signore