Commento al Vangelo del 25 giugno 2017 – Azione Cattolica

135

Dopo la rivolta giudaica del 70 d. C., Gerusalemme viene distrutta e il tempio raso al suolo: la classe sacerdotale, fuggita in Galilea, raduna le forze rimaste e inveisce contro i romani e… contro i seguaci del Nazareno. Così, d’improvviso, i cristiani si ritrovano ad essere “scomunicati” dal giudaismo e perseguitati dai romani. Davanti a tale doppia catastrofe, l’invito del Maestro a non avere paura, acquista un’attualità inaspettata. Anche noi, oggi, corriamo il rischio di subire qualche pressione o qualche presa in giro perché ci dichiariamo cristiani. Se davvero viviamo il Vangelo fino in fondo, ci può capitare di fare delle scelte non sempre capite o condivise. Il discepolo di Gesù ha una profonda certezza nel suo cuore: lui non è solo per le vie del mondo, non è abbandonato a se stesso. Pur tuttavia sa bene che la persecuzione, l’odio e la stupidità umana si abbatteranno sempre contro i missionari di Cristo.

[ads2]Come Cristo non è stato solo – il Padre era con Lui sempre – , il testimone del Vangelo non sarà mai solo. Gesù sarà sempre con lui in ogni momento. La tempesta di cui si serve il mondo è trasformata da Cristo Gesù e dal Padre suo in uno strumento di testimonianza alla verità del Vangelo.

In questi ultimi decenni, il cristianesimo ha preso il primo posto nella triste classifica delle religioni maggiormente perseguitate nel mondo. Ogni giorno centinaia di discepoli subiscono minacce e violenze, anche fisiche, a causa del Vangelo. In alcuni paesi, inoltre, il radicalismo islamico – che nulla ha a che vedere col Corano! –, fomenta l’odio che giunge a uccidere coloro che invece il testo sacro dell’Islam protegge. In Europa, invece, assistiamo al bizzarro fenomeno del diffondersi di un laicismo che giustifica ogni opinione purché non sia cristiana! A noi, per ora, non succede di dover rischiare la vita nel testimoniare il Signore. Gesù, però, l’aveva previsto: il discepolo non è più grande del Maestro e può essere chiamato, anche lui, a dare la vita. Il Vangelo ci invita a superare i nostri perbenismi per sentirci in profonda comunione con chi, ancora oggi, si professa cristiano rischiando la pelle!

Signore Gesù, ti ringraziamo per la forza della tua Parola,
tu che ci hai detto di non temere chi vuol uccidere il corpo
e poi hai perdonato i tuoi assassini.
Ti preghiamo, donaci un cuore riconciliato,
pronto ad accogliere l’abbraccio del Padre.
Dacci una sana stima di noi stessi
fondata sulla coscienza di essere tuoi figli.
Così non saremo schiacciati dalla paura, nel momento della prova.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 25 giugno 2017 anche qui.

XII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Mt 10, 26-33
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 25 Giugno – 01 Luglio 2017
  • Tempo Ordinario XII, Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo A | Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO