Commento al Vangelo del 25 dicembre 2016 – don Gianvito Sanfilippo

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Nella Messa del giorno di Natale, la liturgia ci propone il Prologo del Vangelo di Giovanni in cui l’evangelista annuncia che il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi:

“Venne fra i suoi e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio”.

Su questo brano evangelico ascoltiamo una breve riflessione di don Gianvito Sanfilippo, presbitero della diocesi di Roma:

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Gesù bambino è nato per salvare ogni persona dalla fredda solitudine dell’egoismo, come Principe di Pace, eppure la sua gente non lo ha accolto, non c’era posto per Lui in nessun albergo e nel cuore di molti uomini.

Pochissimi pastori sono divenuti testimoni della nascita del Salvatore per l’annuncio degli angeli, ma Betlemme e Gerusalemme, il resto della Giudea e del mondo intero non si sono accorti della sua venuta. Forse neppure noi ce ne siamo accorti perché abbiamo trascurato l’esortazione che la Chiesa ci ha rivolto in questo tempo: “Viene il Signore, prepara la strada!”.

E c’è il rischio di vivere il Natale tra cenoni, viaggi, regali sotto alberi addobbati e luminosi o tra presepi sentimentali e ricchi di muschio, senza che tutto ciò ci tocchi nell’intimo. Senza accorgerci dell’unico vero Regalo che dà senso a questo clima di festa: Il Dio-bambino che porta con sé il Perdono e un nuovo modo di amare.

Ma oggi siamo ancora in tempo, apriamo gli occhi, accogliamo il Dio che viene.

Il Signore non si lascia vincere dalla nostra superficialità. La nostra  anima, anche se oscura e sporca, attende la sua venuta, ed Egli non disdegnerà di abitarvi, se umilmente invocheremo il perdono desiderando la vita nuova.

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Natale del Signore, La messa dei Pastori (di Mezzanotte) (Solennità)

Lc 2, 1-14
Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.

Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.

Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.

C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce.

Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».

E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:

«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 25 – 31 Dicembre 2016
  • Tempo di Natale I, Colore bianco
  • Lezionario: Ciclo A | Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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