Commento al Vangelo del 24 Giugno 2018 – Figlie della Chiesa

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Siamo nella XII domenica del tempo ordinario, ma la Chiesa oggi ci fa celebrare la nascita di Giovanni Battista. Tralasciando così la prosecuzione del vangelo di Marco riflettiamo sulla natività del Battista che solo Luca ci trasmette nella pericope odierna.

Giovanni Battista è l’unico santo, oltre Gesù e la Madre del Signore, di cui si celebra sia il giorno della nascita al cielo, sia il giorno del la nascita secondo la carne. Questo sta ad indicare la rilevanza che ebbe la figura di Giovanni Battista nella storia della salvezza.

Fu infatti il più grande dei profeti (Lc 7,26-28), perché ha potuto indicare l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. Per far risaltare questa appartenenza di Giovanni alla grande discendenza dei profeti dell’Antico Testamento, Luca ci dà un racconto della sua nascita che ci permette di scorgere nello sfondo, il profilo delle grandi vocazioni profetiche. Ma il profeta non è solo l’annunciatore che porta la Parola di Dio, è anche il testimone della presenza di questa Parola creatrice nel mondo nuovo.

Fin dal seno materno la sua chiamata profetica è circondata da eventi straordinari, ricolmi di gioia messianica, che prepararono la nascita di Gesù (Lc 1,14-18). Giovanni è il Precursore di Cristo sia con la parola sia con la sua vita (Mc 6,17-29) che ci indica come preparare la via del Signore Gesù. E’ uomo di tempra virile, per la sua coerenza ha saputo dare la vita perché la verità fosse manifesta.

Ebbene la liturgia odierna ci presenta un quadro familiare ove la nascita di un figlio mette sempre un po’ di subbuglio.

Giovanni è il figlio di Zaccaria, il muto e di Elisabetta, la sterile, ma anche questi segni sono indicatori di una nuova realtà. La sterilità diventerà fecondità e il mutismo, esuberanza profetica.

Giovanni è soprannominato il Battista perché annuncia un nuovo tipo di abluzione (Mt 3, 13-17), nella quale il battezzato non si immerge da solo nell’acqua, ma riceve l’acqua lustrale dalle mani del ministro. Intendendo così che l’uomo non può purificarsi da se stesso in quanto ogni santità viene da Dio.

v.57:Per Elisabetta si compì il tempo del parto” Tutta la struttura letteraria pone in stretto legame il figlio di Elisabetta e il Figlio di Maria. Vi è infatti uno stretto parallelismo tra Giovanni e Gesù. All’annuncio della nascita di Giovanni a Zaccaria (Lc 1,5-25) segue l’annuncio della nascita di Gesù a Maria (Lc 1,26-38), così pure alla circoncisione di Giovanni (Lc 1, 57-58) segue la circoncisione di Gesù, ed anche all’annotazione sulla crescita di Giovanni.

v.80: “Cresceva e si fortificava nello spirito” Segue il riferimento della crescita di Gesù in Luca 2, 52: “Cresceva in sapienza, età e grazia”. In Giovanni l’attesa secolare di Israele diventa voce che indica la venuta del Figlio di Dio.

v.63: “Giovanni è il suo nome” In Luca 1,19 la nascita di Giovanni Battista viene presentata dall’Angelo come un lieto annuncio, sego della presenza di Dio nella storia dell’umanità. Questo bambino non si chiamerà Zaccaria come era tradizione, ma Giovanni che vuol dire: “Il Signore usa misericordia, Jhwh è grazia”. Dare un nome significa dare una missione e Giovanni sarà il precursore di Gesù. Questo intervento di Dio si manifesta anche nell’accordo inspiegabile dei genitori. Sta di fatto che l’esserci di quel bambino è dovuto all’intervento di Dio che lo ha colmato di Spirito Santo sin dal grembo materno.

v.65: Tutti i loro vicini furono presi da timore …Il clima che avvolge questa nascita è quello di una gioia singolare, ma anche di un grande presagio. Il cantico di Zaccaria è infatti una lode a Dio e nello stesso tempo una profezia. “Benedetto il Signore Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo”; inoltre nelle parole: “E tu bambino sarai chiamato profeta dell’Altissimo”; è esplicito il compito e la missione di Giovanni Battista in risposta alla domanda che tutti nelle contrade della Giudea, si facevano.

v.66: “Che diventerà mai questo bambino?” Dunque Giovanni, con la sua nascita, la sua infanzia, la sua predicazione, e in seguito la sua morte precede, prefigura e preannuncia Cristo nelle varie tappe della sua vita terrena: Giovani sta sulla soglia del tempo nuovo, egli è la meta finale della speranza d’Israele, le promesse dell’antico popolo giungono a compimento e il profeta che precede il Signore, raccoglie le attese per purificarle ed esaltarle, così il popolo d’Israele trova nel Battista la giusta direzione del suo cammino e può incontrarsi con Cristo “Luce delle genti” (Lc 2,32).

Appendice

Dio onnipotente ed eterno,
concedi ai nostri cuori quella rettitudine
nel seguire le tue vie
che insegnò la «voce che grida» del beato
Giovanni Battista.
(Sacramentarium Veronense, ed. L.C. Mohlberg, Roma 1978, n. 237)

Giovanni Battista, amico dello Sposo

Molto vicino alla fonte, si ergeva quel nobile cedro – voglio dire Giovanni, cugino e amico dello Sposo (cf. Gv 3,29), precursore, battezzatore e martire del Signore. Così, abbondantemente irrorato, divenne sì grande da non potersene trovare di tanto alti tra i nati di donna (cf. Mt 11,11). Egli era estremamente vicino al Salvatore; infatti, non solo i legami del sangue l`univano a lui e quelli dell`amicizia ne facevano il suo intimo, ma, di più, gli si avvicinava quant`altri mai tra i mortali a causa del suo annuncio glorioso, per la novità della nascita, della sua santità quasi originale, della predicazione tanto simile, del suo potere di battezzare, e infine, della sua coraggiosa passione. Da ultimo, anche se tutto il resto mancasse e se tutti gli oracoli profetici lo passassero sotto silenzio, la sola «grazia» del suo nome che l`angelo aveva indicato prima del suo concepimento (Lc 2,21), sarebbe largamente sufficiente a testimoniare la grazia singolare che Dio li avrebbe comunicato.

In effetti, per predicare la grazia di Dio, diffusa dalla Piena di grazia, era necessario un uomo pieno di grazia; era anche conveniente che la grazia brillasse in maniera straordinaria in colui che era destinato a segnare il limite tra il tempo della Legge e il tempo della Grazia. Fino a Giovanni, infatti, la Legge e i Profeti hanno profetato (Mt 11,13; cf. Lc 16,16), ed egli fu il primo a rivelare la presenza di Colui del quale la Legge e i Profeti annunciavano la venuta.

Quindi, è a giusto titolo che la nascita di quel bambino (cf. Lc 1,14), concesso a genitori ormai vecchi e che veniva a predicare al mondo senescente la grazia di una nuova nascita, è a giusto titolo, dicevo, che essa fu allora per molti, come resta del pari oggi, causa di gioia. E` parimenti a giusto titolo che la Chiesa solennizza questa nascita, operata in modo mirabile dalla grazia, e di cui la natura non può non meravigliarsi. In quella nascita, infatti, essa si vede accordato in anticipo un pegno sicuro di quell`altra nascita in cui la grazia restaurò la natura. La Chiesa non si dimostra ingrata, né smemorata, essa riconosce fedelmente con quale devozione e quale riconoscenza occorre accogliere il precursore che le ha fatto conoscere il Salvatore in persona.

Quanto a me, indubbiamente, con la sua nascita, mi apporta una nuova gioia quella lampada fatta per illuminare il mondo (cf. Gv 5,35), poiché è grazie a lei che ho riconosciuto la vera luce che rifulge nelle tenebre, ma che le tenebre non hanno accolto (cf. Gv 1,5). Si, la nascita di quel bambino mi ha arrecato una gioia ineffabile, poiché essa è per il mondo una sorgente di beni tanto numerosi e grandi: difatti, egli per primo, catechizza la Chiesa, la inizia alla penitenza, la prepara con il battesimo; e così preparata, la rimette a Cristo e la unisce a lui; poi, avendole insegnato a vivere la temperanza, le dona, con l`esempio della sua stessa morte, la forza di andare alla morte con coraggio, e, in tutto questo, prepara al Signore un popolo perfetto (cf. Lc 1,17). (Guerric d’Igny, Sermo I de Joan., 3 s.)

Perché la Chiesa commemora la nascita del Battista

Dalla lettura del santo Vangelo abbiamo ascoltato il racconto della prodigiosa nascita del beatissimo Giovanni, araldo e precursore di Cristo. La vostra carità dedichi particolare attenzione all`avvenimento della nascita di un uomo così grande. La Chiesa non celebra il giorno della nascita dei profeti, né dei patriarchi né degli apostoli, celebra solo il Natale di Cristo e di Giovanni. Gli stessi tempi, in cui entrambi nacquero, prefigurano un grande mistero. Giovanni era un grande uomo, ma pur sempre un uomo. Ma era un uomo così grande che solo Dio poteva essere più grande di lui. Colui che viene dopo di me è più grande di me (Mt 3,11). Giovanni disse: è più grande di me. Se è più grande di te, che cosa vuol dire ciò che abbiamo sentito da lui che è più grande di te: Tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista (ibid. 11, 11)? Se nessun uomo è più grande di te, chi è colui che è più grande di te? Vuoi saperlo? Ascolta: In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio (Gv 1,1).

Cristo nasce in questo mondo come uomo, non come Dio. E in che modo Dio Verbo di Dio, per mezzo del quale sono state fatte tutte le cose, che è nato fuori del tempo, per mezzo del quale è stato creato il tempo, nasce nel tempo? Come, mi chiedo, il Verbo, per mezzo del quale è stato creato il tempo, nasce nel tempo? Vuoi sapere come? Ascolta il Vangelo: Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14). La nascita di Cristo è la nascita della carne, non del Verbo: ma è anche del Verbo, poiché il Verbo si fece carne. Il Verbo è nato ma è nato nella carne, non in sé. In sé, invece, è nato propriamente dal Padre, ma non nel tempo.

Mirabile è la nascita di Cristo e quella di Giovanni, sebbene vi sia tanta differenza tra loro. Nacque Giovanni e così pure Cristo: un angelo annunziò la nascita di Giovanni, come pure un angelo annunziò quella di Cristo. Si tratta di due grandi prodigi. Il precursore servo sarà generato da una donna sterile sposa di un uomo vecchio, il Signore padrone sarà generato da una vergine senza uomo. Un uomo grande è Giovanni, ma più grande è Cristo in quanto uomo e Dio. Un uomo grande Giovanni che tuttavia doveva umiliarsi per esaltare Dio. E poi ascolta in proposito quello che lui stesso dice: Io non son degno di sciogliere il legaccio dei suoi sandali (Gv 1,27). Se si fosse dichiarato degno, in che modo si sarebbe umiliato? E perciò non si considerò degno. Egli si prostrò totalmente, e si prostrò sotto la roccia. Egli era, infatti, una lucerna (cf. ibid. 5, 35) e temeva di spegnersi al vento della superbia.

Differenza di significato tra la nascita e la passione di Cristo e la nascita e la passione di Giovanni. Infine il giorno della nascita e il genere di passione dimostrano che ogni uomo deve essere umiliato per il Cristo e perciò anche Giovanni, e che deve essere esaltato Cristo Dio uomo. Giovanni è nato oggi, quando i giorni cominciano a farsi più corti. Cristo è nato il venticinque di dicembre, quando i giorni cominciano a farsi più lunghi. Giovanni, infatti, muore decapitato, Cristo invece innalzato sulla croce. (Agostino, Sermo 287, 1-4)

Cari fratelli e sorelle!

Oggi, 24 giugno, celebriamo la solennità della Nascita di San Giovanni Battista. Se si eccettua la Vergine Maria, il Battista è l’unico santo di cui la liturgia festeggia la nascita, e lo fa perché essa è strettamente connessa al mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Fin dal grembo materno, infatti, Giovanni è precursore di Gesù: il suo prodigioso concepimento è annunciato dall’Angelo a Maria come segno che «nulla è impossibile a Dio» (Lc 1,37), sei mesi prima del grande prodigio che ci dà salvezza, l’unione di Dio con l’uomo per opera dello Spirito Santo. I quattro Vangeli danno grande risalto alla figura di Giovanni il Battista, quale profeta che conclude l’Antico Testamento e inaugura il Nuovo, indicando in Gesù di Nazaret il Messia, il Consacrato del Signore. In effetti, sarà lo stesso Gesù a parlare di Giovanni in questi termini: «Egli è colui del quale sta scritto: Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, / davanti a te egli preparerà la via. In verità io vi dico: fra i nati di donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui» (Mt 11,10-11).

Il padre di Giovanni, Zaccaria – marito di Elisabetta, parente di Maria –, era sacerdote del culto dell’Antico Testamento. Egli non credette subito all’annuncio di una paternità ormai insperata, e per questo rimase muto fino al giorno della circoncisione del bambino, al quale lui e la moglie dettero il nome indicato da Dio, cioè Giovanni, che significa «il Signore fa grazia». Animato dallo Spirito Santo, Zaccaria così parlò della missione del figlio: «E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo / perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, / per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza / nella remissione dei suoi peccati» (Lc 1,76-77). Tutto questo si manifestò trent’anni dopo, quando Giovanni si mise a battezzare nel fiume Giordano, chiamando la gente a prepararsi, con quel gesto di penitenza, all’imminente venuta del Messia, che Dio gli aveva rivelato durante la sua permanenza nel deserto della Giudea. Per questo egli venne chiamato «Battista», cioè «Battezzatore» (cfr Mt 3,1-6). Quando un giorno, da Nazaret, venne Gesù stesso a farsi battezzare, Giovanni dapprima rifiutò, ma poi acconsentì, e vide lo Spirito Santo posarsi su Gesù e udì la voce del Padre celeste che lo proclamava suo Figlio (cfr Mt 3,13-17). Ma la missione del Battista non era ancora compiuta: poco tempo dopo, gli fu chiesto di precedere Gesù anche nella morte violenta: Giovanni fu decapitato nel carcere del re Erode, e così rese piena testimonianza all’Agnello di Dio, che per primo aveva riconosciuto e indicato pubblicamente.

Cari amici, la Vergine Maria aiutò l’anziana parente Elisabetta a portare a termine la gravidanza di Giovanni. Ella aiuti tutti a seguire Gesù, il Cristo, il Figlio di Dio, che il Battista annunciò con grande umiltà e ardore profetico. (Papa Benedetto XVI, Angelus del 24 giugno 2012).

Fonte: Figlie della Chiesa

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B
NATIVITA’ DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 24 Giugno 2018 anche qui.

Battezzate tutti i popoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 1, 57-66.80

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

Parola del Signore

Fonte: LaSacraBibbia.net

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