Commento al Vangelo del 22 luglio 2018 – don Riccardo Pincerato

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Chi si può dire davvero saggio?

Molte volte mi sono chiesto cosa significa essere saggio e come poterlo essere oggi. La saggezza mi ha sempre affascinato perché ha un sapore di eternità. Ho come l’impressione che un uomo saggio è un uomo capace di costruire un ponte verso il domani per sé e per gli altri. Mi sorprende sempre come nella parola di Dio però la parola saggio non si affianca alle doti personali o agli sforzi volontaristici che dobbiamo fare per riuscire ad essere saggi. Saggio nella Bibbia è colui che nella vita è capace di esercitare il diritto e la giustizia. Della serie, vuoi essere davvero una persona saggia? Vuoi davvero con la tua saggezza accompagnare e guidare altri nel cammino della vita? Puoi fare tutti i corsi che vuoi, ma in realtà due sono le cose fondamentali di cui non ti puoi dimenticare: devi esercitare il diritto e la giustizia, devi avere a cuore e prenderti cura dell’uomo.

In modo particolare ricordati che il diritto e la giustizia non sono le leggi che uno o un gruppo di persone si fanno ad hoc per proteggere e legittimare i potenti o i partiti di turno, ma il diritto e la giustizia di Dio sono  dalla parte del povero, dell’orfano e della vedova. Chissà forse oggi in queste categorie ci sarebbe anche l’immigrato, il senza tetto, il disperato, ci sarebbe l’uomo e la donna che non riescono a trovare un senso a questa vita o che con la loro umanità ferita sono messi ai bordi di quella società e di quella cultura che ha scelto di fare di queste persone degli scarti. L’uomo saggio non può lasciarsi distrarre dalle scelte comode, veloci, semplicistiche che oggi ci vengono propugnate come verità assolute.

Così facendo si adeguerebbe alla mentalità e alla cultura che genera scarti, che porta al naufragio di vite umane, che è capace di legittimare e di trovare un senso anche di fronte alla morte di vite innocenti. Ne siamo testimoni ormai da mesi: si cerca di fare semplici, problemi complessi. Così facendo, diamo risposte secche e immediate che però si dimenticano che dietro a una scelta a volte fatta in velocità o detta per soddisfare la pancia, chi ce ne rimette è la vita di colui o di colei che per l’ennesima volta non hanno voce in capitolo.

Chissà se forse allora il saggio è colui che non dà risposte chiare e distinte, ma piuttosto colui che ammette di non avere una risposta. Accetta e desidera l’uomo in sé, va in cerca dell’uomo per poter far con lui un pezzo di strada.

Saggio forse è colui che resta aperto e disponibile alle novità che gli possono venire dal dialogo con gli altri e con l’Altro. Il saggio è colui che non ha paura di fare fatica, non ha paura di vivere il conflitto, non tanto di generarlo, ma di abitarlo qualora sorga, perché sa che da quel conflitto può nascere una realtà inaspettata.
Saggio fu Cristo che fino in fondo fece della sua vita un dono senza tante teorie, ma con una vissuto impregnato di carità.

Fonte

A cura di…

don Riccardo Pincerato

Nato a Camposanpiero nel 1989. Primo di tre fratelli. Prete dal 2015. Di lui dicono essere un vortice di sogni, idee, tenacia, fermezza, dolcezza, accoglienza; un giovane che sa mettersi in gioco, un uomo che ha trovato il suo sogno e adesso lo sta realizzando! Ora al servizio della comunità parrocchiale di Piazzola sul Brenta come vicario parrocchiale. Collabora con #twittomelia dal 2015.

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XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B

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Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6, 30-34

Erano come pecore che non hanno pastore.

30Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. 31Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. 32Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. 33Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
34Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Parola del Signore

Fonte: LaSacraBibbia.net

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