Commento al Vangelo del 21 Luglio 2019 – don Giovanni Berti – Gioba

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Proprio ieri sera una persona amica mi ha fatto vedere un suo fumetto geniale tratto da questa pagina del vangelo. Il fumetto ha pochissime parole, come quelle di questo racconto, ma nella descrizione di quel che succede rimarca molto i comportamenti fisici dei personaggi. Nel fumetto animato si vedono solo tre figure:  Gesù seduto nell’atto di parlare, Maria seduta ai suoi piedi di spalle che ascolta attenta e Marta, che è l’unica che per gran parte dell’animazione si muove. La si vede fare di tutto, spazzare, cucinare, lavare i verti, sistemare lampadine, stirare… e il suo volto, disegnato come gli altri in modo essenziale, pian piano diventa sempre più arrabbiato e infine furioso. Alla fine rimprovera, come detto nel Vangelo, Gesù accusandolo di non dare importanza al fatto che la sorella non fa nulla. La risposta di Gesù (“ Marta Marta… ti affanni e agiti per molte cose… Maria si è scelta la parte migliore”) scatena in Marta una reazione che ovviamente nel Vangelo non viene detta ma è volutamente lasciata in sospeso. Marta infatti prende uno straccio e lo lancia a Gesù che con un capitombolo indietro cade dalla sedia.

Forse questa reazione violenza unita alla rabbia crescente di Marta nel sentirsi sola nelle cose da fare, ben rappresenta il nostro sentire più sincero difronte a questa scena. Se siamo sinceri non possiamo che dare ragione a Marta sul fatto che ha tutto il carico dell’accoglienza di Gesù (e del suo seguito) mentre la sorella se ne sta seduta e beata a non fare nulla!

Il breve racconto evangelico è però disseminato dall’evangelista di elementi e parole che ci aiutano a vedere la storia da un altro punto vista, che non è Gesù ma proprio il cuore di Marta! Luca dice che mentre Gesù parla e mentre Maria ascolta, Marta “è distolta” dai molti servizi.

Marta è distratta, assente anche se fisicamente presente, e le tante cose che deve fare e che ha scelto di fare alla fine la imprigionano impedendole un contatto vero con Gesù.

Capita anche a me quando ho così tante cose da fare che non ho tempo per ascoltare una persona, per pregare, per fermarmi e condividere un po’ di tempo con qualcuno che mi sta vicino. Ho tante cose da fare o mi ricopro di cose da fare perché ho spesso paura di ascoltare, di mettermi in gioco con qualcuno sedendomi ai suoi piedi. Le cose da fare, anche quando sono effettivamente urgenti, rischiano però di ingigantirsi e di fare da barriera con il mondo e le persone che mi circondano.

Gesù non condanna Marta come se facesse qualcosa di cattivo, anche perché lui conosce bene i doveri dell’accoglienza nella sua cultura, ma la vuole liberare da quell’affanno del fare, organizzare, controllare, e dell’avere tutto a posto, che è molto moderno e attuale e nel quale possiamo riconoscerci.

Marta è così assente e sorda verso l’ospite Gesù che arriva lei stessa a suggerire cosa Gesù dovrebbe dire, (“…. dille dunque che mi aiuti!”) dopo averlo assurdamente accusato di non badare a lei (“non ti importa…?”).

Mi riconosco in Marta non tanto nella sua generosità del fare perché ammetto che la pigrizia e la disorganizzazione  mi caratterizzano, ma mi riconosco soprattutto in questa sua ansia e assenza quando non riconosco che il primo dei servizi al prossimo è lo stare con lui, sedermi ai suoi piedi ed ascoltare.

Mi verrebbe da dire che questa pagina di vangelo è un “antiansia” perché mi obbliga a immedesimarmi nelle ansie di Marta prigioniera delle cose da fare, e mi invita a immedesimarmi in Maria, con il suo desiderio di ascoltare e fermarmi e cogliere la parte migliore del prossimo.

Il volto di Maria nel fumetto animato appare solo alla fine ed è sorridente e sereno dopo che Marta ha gettato arrabbiata lo straccio contro Gesù. Sorrido anche io pensando alle mie ansie e chiusure sapendo che in fondo al cuore in realtà ho voglia di ascoltare, amare, essere ascoltato e amato anche io. E Gesù per fortuna continua a ritornare a parlarmi e a farmi crescere nel suo amore…

don Giovanni Berti – Sito web

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Letture della
XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Signore, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo.

Dal libro della Gènesi
Gn 18,1-10a

In quei giorni, il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno.
Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po’ d’acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa’ pure come hai detto».
Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre sea di fior di farina, impastala e fanne focacce». All’armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro. Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l’albero, quelli mangiarono.
Poi gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda». Riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio».
Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 14 (15)
R. Chi teme il Signore, abiterà nella sua tenda.

Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua. R.
 
Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore. R.
 
Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre. R.

Seconda Lettura

Il mistero nascosto da secoli, ora è manifestato ai santi.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
Col 1, 24-28


Fratelli, io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa.
Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso di voi di portare a compimento la parola di Dio, il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi.
A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria. È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo.

Parola di Dio

Vangelo

Marta lo ospitò. Maria ha scelto la parte migliore.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 10, 38-42

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Parola del Signore

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