Commento al Vangelo del 20 gennaio 2019 – don Patrizio Foletti

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Il vangelo in casa – dal Collegio Papio di Ascona con Don Patrizio Foletti

Il vecchio adagio nazional popolare vorrebbe l’Epifania, che tutte le feste porta via, come momento di chiusura di quelle festività natalizie in cui le famiglie si ritrovano, condividendo gioia e raccoglimento.

Tuttavia, il nostro viaggio nel narrato domenicale del Nuovo testamento è utile anche per leggere gli intrecci della cultura popolare con il significato più profondo che possiamo cogliere nelle Sacre scritture. Dove in effetti l’Epifania, intesa come manifestazione, continua a mescolarsi con il concetto di famiglia, di comunione, di festa.

Dal chiostro del Collegio Papio di Ascona è ancora il rettore don Patrizio Foletti a raccontarci nella trasmissione “Il Vangelo in Casa” di Caritas Ticino, assieme a Dante Balbo, un passo del Vangelo arcinoto, ma sempre ricco di spunti: quello delle nozze di Cana.

«La partecipazione di Gesù al banchetto» esordisce don Patrizio «è stata stimolata da Maria che, implicitamente (ma non troppo), gli ha chiesto un segno». Inizia in questo episodio un concetto presente più volte nel Vangelo di Giovanni: «E credettero in lui». «Il riferimento è ai discepoli, e alla vista del segno inequivocabile della trasformazione dell’acqua in vino.

La loro fede cresce, in un momento in cui è sorretta dall’amicizia e dall’attaccamento per Gesù. Se nei presenti il miracolo desterà soprattutto stupore, per loro avrà un significato molto più profondo». E le parole di Maria, che aprono a questo segno straordinario, lasciano spazio ad una riflessione di don Patrizio Foletti sull’evoluzione della traduzione del testo: «L’espressione di Maria, ‘fate quello che vi dirà’ ha lasciato il posto a ‘qualsiasi cosa vi dica, fatela’.

La prima versione era forse più efficace» sottolinea don Patrizio. «Ci permetteva di capire cosa è la vocazione. Chi la riceve da parte di Gesù, ragionevolmente, non può che fare ciò che gli dice». Aggiungiamo anche che nella seconda versione l’espressione sembra richiamare un concetto di obbedienza più vasto, quasi sganciato dalla fede incondizionata scaturita dal miracolo a cui avrebbero assistito a breve.

Per Dante Balbo, poi, «Gesù si rivolge ai servi, e non chi dirigeva il banchetto: il segnale di un Cristo che parla agli ultimi?» Secondo don Patrizio: «Anche, ma questa scelta va ricercata nella riluttanza di Gesù a manifestarsi con un miracolo. I destinatari del suo messaggio erano comunque i più poveri, che correvano ad ascoltarlo nelle strade. Pur con qualche eccezione, come Zaccheo».

È forzato, si chiede infine Dante Balbo, leggere nell’episodio delle “Nozze di Cana” la predilezione di Gesù per la famiglia? «Il banchetto richiama l’Eucaristia, ed è spesso metafora del Regno dei cieli. Ma la famiglia è lì, ben presente, nucleo centrale nella comunità cristiana. In tempi come questi, è sempre utile ricordarlo».

Produzione Caritas Ticino

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SECONDA SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 20 Gennaio 2019 anche qui.

Gv 2, 1-12 Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: LaSacraBibbia.net

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