Commento al Vangelo del 20 Gennaio 2019 – Comunità Kairos

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Sempre il vangelo della II domenica del tempo ordinario è tratto da quello di Giovanni e in questo anno C leggiamo il brano delle nozze di Cana.

L’episodio delle nozze di Cana, insieme all’Epifania (6 gennaio) e al Battesimo (13 gennaio), costituisce così una sequenza narrativa sulla manifestazione del Signore. Nel giorno dell’Epifania viene celebrata la manifestazione del Signore alle genti e, attraverso la figura dei Magi è riconosciuto Re dei Giudei; nel Battesimo al Giordano vi è la manifestazione ad Israele e Gesù è rivelato dal Padre come suo Figlio; a Cana Gesù si manifesta ai suoi discepoli compiendo il primo dei segni che svelano la sua gloria.

Per l’evangelista Giovanni, i miracoli che Gesù compie, non hanno mai rilevanza per il loro aspetto straordinario e prodigioso, ma per ciò di cui sono segno e dunque per il loro significato teologico- rivelativo.

Inizia l’era messianica, il tempo nuovo in cui il vino, segno della festa e della gioia, non manca più, in cui si passa dal vino buono al vino più buono, in cui la vita è segnata dal dono d’amore gratuito e sovrabbondante di Dio. Per questo la scelta delle nozze, la festa per eccellenza, perché il Signore benedice l’amore umano e perché esse sono simbolo dell’amore che ci unisce a lui (I lettura). Un amore fedele, fecondo, che non finisce.

Il IV vangelo inizia con la descrizione di una settimana e, calcolando i giorni, possiamo porre il nostro brano nel sesto giorno, giorno della creazione dell’uomo e della donna, per comprendere che è una nuova creazione quella che si compie in Cristo, un nuovo inizio all’insegna della gioia e dell’amore; ma anche, come ci viene detto, la festa di nozze avviene “nel terzo giorno” (v.1) richiamo e rinvio alla Pasqua (“l’ora di Gesù”) l’ultimo dei segni di Gesù, il dono d’amore più grande che ci riconcilia con la Vita. Dunque, l’amore al centro di questo brano ricco di simboli, che prefigurando il banchetto escatologico, esprimono gioia, abbondanza, pienezza, esuberanza di vita, forza per superare stanchezze e vincere delusioni.

Se l’Antica Alleanza tra Dio e l’uomo si fondava sulla legge (il terzo giorno Dio si manifestò sul Sinai Dt 7,13; 11,14) che per la durezza dei cuori da dono era diventata peso e sacrificio che soffoca ogni entusiasmo (v.3: “Non hanno vino”), la Nuova Alleanza si fonda sul dono dello Spirito d’amore di Dio che rinnova i nostri cuori ed è sigillo su ogni amore vissuto in terra, caparra di un amore più grande da vivere in cielo.

Così il vino offerto a Cana diviene anticipazione del sangue offerto sul Golgota. All’inizio e alla fine un’alleanza d’amore. “E quello stesso vino, straordinario per qualità e quantità, lo beviamo ancora noi oggi accostandoci all’eucaristia” (E. Bianchi), memoriale delle nozze con tutta l’umanità.

Ecco allora la presenza di Maria qui a Cana, in questo gesto inaugurale, come ai piedi della croce, quando tutti saremo affidati a lei.

Maria, prima discepola, immagine della Chiesa, invita Gesù a manifestarsi e da qui ha inizio la fede dei discepoli di Gesù. È questo il ruolo della comunità cristiana: comunicare la fede, essere modello di carità e attenzione verso gli altri, porsi a servizio di Cristo che si rivela, vivere l’ubbidienza della fede. Come? “Qualsiasi cosa vi dite, fatela” (v.5), calco del veterotestamentario “Quanto il Signore ha detto noi lo faremo”, diviene la legge nuova che chiede di vivere la fedeltà alla sua Parola, la buona notizia che rende possibile la pienezza gioiosa della vita.

Monica

Fonte: Comunità Kairos (Palermo)

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SECONDA SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 20 Gennaio 2019 anche qui.

Gv 2, 1-12 Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: LaSacraBibbia.net

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