Commento al Vangelo del 20 Dicembre 2020 – don Giovanni Berti (don Gioba)

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Telefono senza fili evangelico

Il gioco del telefono senza fili è tra i più vecchi e allo stesso tempo tra i più semplici da fare, perché non richiede niente altro che passarsi all’orecchio una frase per vedere come dal primo arriva fino all’ultimo della fila.

C’è una sorta di “telefono senza fili” in questo racconto del Vangelo. L’Angelo Gabriele porta un messaggio da Dio a questa giovane donna di Nazareth la quale a sua volta lo passa in avanti. Maria accoglie il messaggio anche se non lo comprende fino in fondo nella sua portata, ma accetta di trasmetterlo in avanti fedelmente.

Il messaggio che Maria riceve e rimanda in questo “telefono senza fili evangelico” è composto da una sola parola, anzi “la Parola”, Gesù.
Qui siamo nel Vangelo di Luca che racconta in questo modo la nascita del Figlio di Dio, ma l’altro evangelista Giovanni nel quarto Vangelo inizia il suo racconto usando proprio l’espressione “Parola” per indicare Gesù, che dall’eternità di Dio entra nella storia e prende carne. Questo è successo in Maria, che accoglie la Parola che era in Dio e la fa diventare carne nel suo grembo, in questo modo la ritrasmette al mondo del suo tempo e quindi anche al nostro. In mezzo tra Maria e noi ci sono generazioni di cristiani che hanno accolto Gesù, e con la bocca e soprattutto con la vita lo hanno ritrasmesso di fratello in fratello, di luogo in luogo e di generazione in generazione. Questa è la Chiesa, questo siamo noi su modello di Maria: accogliamo la Parola da chi ci precede e la rimandiamo in avanti cercando di essere il più possibile attenti nell’ascolto e poi nel trasmetterla in avanti.

Maria è modello di ascolto e di fiducia, è modello di testimonianza e coraggio, è un modello al quale la Chiesa si ispira perché la Parola di Dio, Gesù, possa viaggiare lungo la fila dell’umanità nel tempo e giungere di nuovo a Dio intatta e fedele all’originale.

Durante il gioco del telefono senza fili c’è sempre chi per protagonismo e voglia di burlarsi di tutti, storpia la frase da trasmettere, e ne ricrea una sua per far ridere e ingannare tutti. E così rovina il gioco. Il gioco non prevede arbitri o controllori durante lo svolgimento, e tutto funziona sull’impegno di ciascuno di rispettare le regole e di stare al gioco. Alla fine la differenza tra il messaggio originale e quello finale è totale. Capita questo anche nel “telefono senza fili evangelico” della Chiesa, quando come cristiani non ci facciamo davvero attenti al Vangelo, quando non diamo giusto spazio all’ascolto di Dio nel cuore e non raffiniamo l’orecchio con la preghiera.

Succede quando siamo così chiusi in noi stessi che non vediamo e non sentiamo se non quello che interessa a noi e ci torna comodo. E così succede che il telefono senza fili evangelico rischia di interrompersi, e la Parola che è Gesù viene storpiata e messa da parte. Dico che “rischia” perché, grazie a Dio, c’è sempre qualcuno nel tempo che porta avanti con la sua sincera testimonianza di vita la fedeltà alla Parola del Vangelo in modo che corra in avanti.

Maria ha fatto la sua parte perché il “gioco” iniziato con la Creazione e portato avanti nella lunga storia del popolo di Israele arrivasse al suo tempo. La sua parte l’ha fatta decidendo liberamente di essere “serva del Signore” e di nessun altro, non ha voluto essere schiava nemmeno della sua fragilità umana, quella che condiziona tutti.

Ha deciso di fare tutto il possibile perché la Parola di Dio potesse entrare nel mondo, e prendere carne grazie a lei.
Ora sta a noi far si che anche in questo tempo difficile la Parola del Vangelo, Gesù Cristo, arrivi fedele e prenda vita per tutti gli uomini e le donne che attendono di ascoltarla, e in essa trovare la gioia e futuro.


Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)