Commento al Vangelo del 19 febbraio 2017 – Ileana Mortari (Teologa)

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Amate i vostri nemici

di Don Luigi Serenthà

La quinta antitesi del Discorso della Montagna di Matteo (cap.5, vv.38-42) riguarda la vendetta.

La legge limitatrice e regolatrice della vendetta a che cosa porta? Se viene colta nel suo dinamismo interiore, porta non soltanto all’abolizione della vendetta in qualsiasi forma, in qualsiasi misura, ma addirittura alla dedicazione incondizionata all’altro. Non soltanto non devi restituire all’altro il male che egli ha fatto, ma addirittura devi sforzarti di fare il bene in forma maggiore di quanto egli ha chiesto…dice Gesù:

Nell’ultima antitesi, sull’amore dei nemici (vv.43-48), abbiamo l’esplicitazione di un pensiero che era sotteso come nota di fondo a tutti i detti del Signore nel Discorso della Montagna e che finalmente esplode come squillo di tromba in piena sonorità. Ecco a che cosa pensava Gesù quando diceva tutte quelle parole. Pensava al Padre, guardava al Padre; e quando l’occhio dell’uomo è fisso nel cuore di Dio, allora diventano possibili tutte le operazioni del Discorso della Montagna: il superamento cioè dell’interpretazione ristretta, legalistica della legge e l’interpretazione invece dinamica, tensionale, massimalistica della legge.

Diventa importante, allora, capire l’anima profonda delle norme del Signore. E’ un’anima contemplativa. Se uno si limita a fare una specie di alchimia delle relazioni umane per dire “come”, “se”, “quanto” amare i fratelli, inesorabilmente verrà irretito in quei processi di minimalismo, di compromesso che hanno caratterizzato l’interpretazione degli scribi circa la legge.

La novità introdotta da Gesù consiste soprattutto nello sguardo rivolto al Padre. Siamo qui nel cuore della morale cristiana che non è norma, precetto, legge, ma è comunione di vita, è Spirito Santo, come dice Paolo nella Lettera ai Romani al cap.8: “la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù”.

Il cristiano è senza legge, purchè abbia l’occhio rivolto verso Dio. Quando il cristiano, guidato dallo Spirito, è figlio; quando diventa sempre più figlio, allora non ha bisogno di legge, perché questo sguardo rivolto verso Dio gli permette di entrare in tutte le legislazioni di questo mondo per fare emergere dal di dentro un cammino di amore che tende alla massimalità, a quella pienezza di amore che è stata svelata dallo sguardo di Dio.

E l’amore di Dio, che diventa il modello a cui ispirare il nostro amore del prossimo, diventa amore anche dei nemici. Diventa infatti un amore capace di quella potenza tipica dell’amore di Dio, che è quella di cambiare le cose. Non principalmente per un estremo atto di oblazione di noi agli altri, amiamo i nemici. Il discorso di Matteo è molto più realistico e anche molto più bello; sembra meno eroico, ma in realtà è molto più bello. L’amore di Dio, che fa piovere la pioggia e fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi, è un amore che nell’esperienza della fede sa cambiare e trasformare le persone. Allora l’amore che Gesù ci invita a portare ai nemici, in quanto ha come esempio, come paragone, come radice l’amore stesso del Padre, è un amore che tende a far diventare i nemici, amici; che fa diventare i cattivi, buoni.

Scrive S. Agostino: “Lasciate che il grano e la zizzania crescano insieme nella speranza che il buon grano riesca a fare una cosa che nessun seminatore riesce a fare: trasformare la zizzania in buon grano. Attraverso i vostri buoni esempi, attraverso la vostra pazienza, voi che siete il grano buono fate sì che la zizzania, presente nel campo della storia, diventi anch’essa un grano buono.”

Aiutare gli altri a diventare buoni, avere un amore così grande per gli altri, da aiutarli proprio con la testimonianza del nostro perdono a diventare buoni. E’ importante che prendiamo sul serio questa parola del Signore. Quante volte alcune persone rimangono cattive perché nessuno ha creduto nella loro possibile bontà? Nessuno ha creduto nella loro possibile conversione? E qual è l’unica parola che può convincere un altro a diventare da cattivo buono? E’ la parola del perdono. E’ l’esempio concreto di un amore che può diventare contagioso e può far nascere nel cuore dell’altro un attimo di resipiscenza, un desiderio, una nostalgia di vita buona.

In una sua novella Dostoevskij scrisse: “Penso che dentro a ogni cuore, anche il più indurito, il più cattivo, il più inselvatichito, può nascere un sentimento di affetto; basta che noi schiudiamo il nostro cuore e diamo l’occasione a queste persone di fare un gesto di affetto e tenerezza.”

Questo è l’amore al quale ci invita Gesù. Un amore per i nemici nell’intento di farli diventare amici, di farli diventare buoni, perché così è l’amore del Padre che riesce a far diventare buoni anche quelli che inizialmente sono cattivi.

Da “Il regno di Dio è qui” (Il discorso della Montagna), Ancora 2006

Ileana Mortari – Sito Web

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VII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Mt 5,38-48
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.

Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete?

Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 19 – 25 Febbraio 2017
  • Tempo Ordinario VII, Colore verde
  • Lezionario: Ciclo A | Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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