Commento al Vangelo del 19 Agosto 2018 – don Marco Ferrari

172

Aiutati da chi non penseremmo

È attribuita ad un filosofo tedesco del XIX secolo, Ludwig Feuerbach, la massima “siamo ciò che mangiamo”, per esprimere il fatto che ciò che ci nutre – in tutti i sensi possibili, diciamo noi – determina il nostro essere, la nostra identità. È quasi paradossale leggere questa frase e legarla al brano evangelico di questa domenica: un pensatore ateo, che molto ha scritto contro la religione, ci può dare uno stimolo per accogliere la Parola.

A sua immagine

La promessa di Gesù per cui nutrendoci di lui – della sua vita spezzata e versata per noi – ci trasforma “a sua immagine”, dandoci la possibilità di essere dono a nostra volta, è il succo del Vangelo odierno. Il Signore non ha trovato modo migliore per farci assomigliare a sé se non facendosi nostro cibo: attraverso uno dei bisogni essenziali del nostro essere umani, ci mostra quanto sia necessario nutrirci di lui per diventare come lui.

Che fatica!

Un ritornello percorre, con insistenza, i passi evangelici di queste domeniche estive: “Io sono il pane vivo disceso dal cielo…”, “chi mangia questo pane vivrà in eterno…”, “il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo…”. Gesù, che è Parola e Pane spezzato / Vino versato si offre come nostro nutrimento: si offre come cibo per l’uomo che porta nel cuore il desiderio di Dio. Ma ciò non viene accolto… la folla che lo ascolta è sempre più disorientata: mormora, prima; discute aspramente, poi; infine, molti se ne andranno.

Vita eterna…e gratuita

Non è facile lasciare che sia qualcun’altro a nutrirci: significa un po’ tornare bambini. Eppure la promessa di Dio, attraverso il suo Figlio, è molto allettante: “Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. Promessa che chiede fiducia, volontà di lasciare nelle mani di un altro ciò che conta veramente… ciò che nutre la sostanza dei nostri giorni. Di più: il cibo di Dio – che è suo Figlio – non sta nelle nostre mani, non ce lo possiamo procurare da noi. È il nutrimento della vita vera, quella eterna – sognata da Dio per noi – che non possiamo accaparrare, ma che ci è chiesto di attendere e desiderare.

Legati

Il Vangelo di questa domenica ci mostra quale legame abbiamo con il nostro Signore. Non quello di uno sterile e spaventoso “dare-avere”, ma quella relazione con Gesù per la quale lui si prende cura del nostro bisogno più grande, quello di essere amati. Più radicale anche del nutrirci materiale. Gesù ci mostra la via per affrontare il nostro deserto quotidiano: affidarci a lui, cibo che nutre ogni desiderio di infinito. Il Signore imbandisce la sua tavola per noi: viene incontro a questo nostro anelito di vita dandosi da mangiare.

Madre e figli

La Parola di oggi, incisiva ed esigente, ci invita a coltivare questo “legame culinario” con il nostro Signore: simile – molto simile – a quello di una madre che nutre il figlio nel proprio grembo. Nutriti da questa Madre diventiamo sempre più figli…a immagine del Figlio. In attesa, giorno dopo giorno, di nascere alla vita nuova ed eterna.

Fonte

A cura di…

don Marco Ferrari
Nato nel 1991 e prete nella diocesi di Vicenza dal 2016. Viene descritto dagli amici come un ragazzo disponibile e capace di ascoltare, innamorato di Gesù e del suo vangelo; da tutti è riconosciuto come un attento interprete degli insegnamenti della Chiesa. Da settembre 2016 è vicario parrocchiale in quattro parrocchie della città di Valdagno (VI).

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 19 Agosto 2018 anche qui.

Gv 6, 51-58
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 19 – 25 Agosto 2018
  • Tempo Ordinario XIX
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO