Commento al Vangelo del 18 dicembre 2016 – don Gianvito Sanfilippo

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Nella quarta Domenica d’Avvento, la liturgia ci propone il Vangelo in cui Maria si trova incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe, suo sposo e uomo giusto, pensa di ripudiarla in segreto. Ma un angelo del Signore gli appare in sogno, dicendo:

«Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Su questo brano evangelico ascoltiamo una breve riflessione di don Gianvito Sanfilippo, presbitero della diocesi di Roma:

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Gesù bambino è pur sempre l’Onnipotente e la Vergine promessa sposa è l’Immacolata Concezione, Regina degli Angeli. Eppure in questo vangelo l’angelo non si rivolge né al suo Signore, né alla sua Sovrana, bensì a Giuseppe che, come noi, condivide la debolezza e le ferite della natura umana.

A lui vengono affidati Maria e, in seguito, il Bambino, lui ne è il responsabile, e dal suo agire dipende l’esito della storia della Salvezza: Dio si fida di Giuseppe. Anche a noi viene detto di non avere paura della santità di Dio e dell’umiltà di Maria, per timore della nostra fragile incoerenza e dei nostri peccati.

Il Padre si fida di noi e vuole che abitiamo con suo Figlio e con la Madre di Dio nella stessa casa: la nostra anima, e c’insegna a difendere questa dolce presenza dalle minacce del drago infernale che vuole divorarla.

Lasciamo che il Signore entri nella nostra vita e ne cambi i progetti, accettiamo di servirlo nella precarietà che ci spinge spesso all’infedeltà, vivendo ogni giorno rigenerati dalla misericordia divina.

Come san Giuseppe lasciamoci condurre con docilità attraverso gli eventi per compiere la nostra missione: far nascere il bimbo-creatore nella fredda grotta del nostro cuore.

Per le missioni più importanti, l’Altissimo elegge i più deboli: Nulla gli è impossibile.

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Quarta domenica di Avvento

Mt 1, 18-24
Dal Vangelo secondo Matteo

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 18 – 24 Dicembre 2016
  • Tempo di Avvento IV, Colore viola
  • Lezionario: Ciclo A | Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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