Commento al Vangelo del 17 Novembre 2019 – P. Antonio Giordano, IMC

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Il nostro Dio è un Dio d’amore. Non può salvare l’uomo senza di lui, perciò stringe alleanza con il suo popolo: la salvezza è l’incontro di due fedeltà. Ma se Dio è fedele, il popolo no. Sotto l’azione dei profeti nasce la speranza e l’attesa di un uomo che finalmente saprà dare a Dio una fedeltà assoluta e incondizionata: il Messia.

Quando verrà lui, Dio accorderà al suo popolo la pie­nezza promessa. Una promessa di vita tale che non ci sarà più nulla di comune tra il mondo presente e il nuovo paradiso. Una nuova terra, nuovi cieli. Un cuore nuovo che renderà l’uomo sensibile all’azione dello Spirito. “Per voi invece, sorgerà il sole di giustizia” (I lettura).

Un Messia che assicura salvezza
Nel discorso escatologico, Gesù spiega il significato del suo inter­vento messianico, usando il vocabolario e i temi della letteratura apocalittica, linguaggio difficile per noi.

L’opera del Messia è collocata sotto il segno dell’uni­versalismo. Egli deve riunire tutti gli uomini dai quattro venti, perché tutti sono chiamati ad essere figli del Padre.

Il regno del Figlio dell’uomo non è il trionfo sui nemici del popolo ma il suo cammino di obbedienza fino alla morte sulla croce. La via per giungere alla pienezza sperata bisogna passare attraverso la morte per entrare nella vita eterna: perché la morte, accettata nell’obbedienza, può essere la realtà dove si realizza il più grande amore per Dio e per gli uomini.

Gesù di Nazaret non apporta una pienezza completamente fatta. Non è un intervento magico che deresponsabilizzi l’uomo. La salvezza promessa è giunta ma aspetta di essere compiuta. È un dono, ma insieme un impegno per ogni uomo.

Il « tempo della Chiesa
Dopo la risurrezione di Cristo, il raduno dell’intera umanità in una comunione di amore con Dio avviene gradualmente e il mondo entra in una fase decisiva della sua crescita, in vista della ricapitolazione universale in Gesù Cristo alla fine dei tempi.

Al centro di questo dinamismo c’è la Chiesa, in quanto è il corpo di Cristo. E come tale deve seguire la via del Maestro: la morte per la vita. E deve ancora continuamente supe­rare la tentazione di identificarsi con il regno definitivo, ma deve rimanere pellegrina.

Il mezzo è l’amore dei nemici che abbatte le bar­riere poste dall’uomo. È problema politico, sociale, economico, ma non solo. Il Catechismo degli adulti dice: « La missione profetica della Chiesa risponde a una duplice esigenza: dare senso alla storia degli uomini e insieme denunziar­ne le ambiguità e gli errori. Chi nella Chiesa avverte di più la prima esigenza corre il rischio a volte di vedere in tutto ciò che è nuovo sempre un fatto positivo; chi sente di più la seconda può essere condotto a rifiutare ogni rinnovamento. È perciò di fonda­mentale importanza che la Chiesa si lasci guidare dallo Spirito nel discernere gli eventi della storia: infatti, quando meno se lo aspetta, si aprono impreviste possibilità di crescita per l’avvento del Regno. Lo Spirito muove la Chiesa a rendere testimonianza al fatto che nell’intera vicenda del mondo è all’opera una forza di purificazione e di liberazione che tutto proietta verso il Cristo »(CdA, pag. 174).

Alla fine del Tempo Ordinario, la Liturgia ci pone come meditazione  la grande verità del temporale che entra nell’eterno, l’uomo che esce dal tempo per entrare nell’eternità, la Chiesa che cessa di essere pellegrina per diventare l’eterna città di Dio.

La perseveranza è la grazia più grande per la quale dobbiamo pregare sempre. Sant’Alfonso Maria de’ Liguori si domandava quale fosse il modo più efficace per ottenere il dono della perseveranza. Egli enumerava ad uno ad uno tutti i segni che uno può avere di essere fedele sino alla fine e vedeva che tutti erano difettosi in qualche cosa. Egli insegnava che se anche uno compisse grandi miracoli non potrebbe ritenersi al sicuro; anche se praticasse le virtù per lunghi anni non potrebbe essere certo di continuare così per tutta la vita.

Ma allora, qual è il segno più certo di perseveranza?. Sant’Alfonso ancora afferma chiaramente che tale segno è la preghiera continua: chi prega certamente si salva.

Fonte – consolata.org

Letture della
XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Sorgerà per voi il sole di giustizia.

Dal libro del profeta Malachìa
Ml 3,19-20a

 
Ecco: sta per venire il giorno rovente come un forno.
 
Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno, venendo, li brucerà – dice il Signore degli eserciti – fino a non lasciar loro né radice né germoglio.
 
Per voi, che avete timore del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 97 (98)
R. Il Signore giudicherà il mondo con giustizia.

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore. R.
 
Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene a giudicare la terra. R.
 
Giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine. R.

Seconda Lettura

Chi non vuole lavorare, neppure mangi.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
2 Ts 3,7-2

 
Fratelli, sapete in che modo dovete prenderci a modello: noi infatti non siamo rimasti oziosi in mezzo a voi, né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato duramente, notte e giorno, per non essere di peso ad alcuno di voi.
 
Non che non ne avessimo diritto, ma per darci a voi come modello da imitare. E infatti quando eravamo presso di voi, vi abbiamo sempre dato questa regola: chi non vuole lavorare, neppure mangi.
 
Sentiamo infatti che alcuni fra voi vivono una vita disordinata, senza fare nulla e sempre in agitazione. A questi tali, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, ordiniamo di guadagnarsi il pane lavorando con tranquillità.

Parola di Dio

Vangelo

Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,5-19

 
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
 
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
 
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
 
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
 
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
 
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Parola del Signore