Commento al Vangelo del 17 Marzo 2019 – Fraternità Gesù Risorto – Lc 9, 28-36

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Gli uccelli rapaci stanno ostacolando Abramo ad offrire il sacrificio e disturbano la stipulazione dell’alleanza di Dio con lui. Abramo li scaccia, mentre Dio, come fiamma di fuoco, passa in mezzo agli animali divisi. Il rito di stipulazione dell’alleanza consisteva appunto nel passare in mezzo ad animali squartati: in tal modo colui che avrebbe violato il patto giurava di accettare la loro stessa sorte! Solo Dio però passa in mezzo impegnandosi, mentre non pretende che lo faccia Abramo, uomo la cui discendenza è incapace di fedeltà. A questa discendenza, numerosa come le stelle del cielo, Dio darà la terra, il possesso del paese che è benedizione e sicurezza! Abramo deve contribuire almeno allontanando quegli uccelli, che possiamo equiparare alle tentazioni, sempre presenti e sempre prepotenti, che vorrebbero distoglierci dall’incontrare Dio!

Un incontro speciale con Dio lo vuole vivere Gesù. Egli sale sul monte a pregare, e vi sale accompagnato soltanto da tre dei suoi apostoli. La sua preghiera lassù è particolarmente significativa. Egli si prepara a rivelare ai discepoli il suo segreto, quello della sua “dipartita”, cioè del suo “esodo”, il mistero della sua morte e risurrezione. Dio, con la fiamma del suo amore, passerà nel mezzo della sua vita, della sua vita sacrificata, stipulando un’alleanza nuova, per noi del tutto gratuita! Una rivelazione così nuova e sorprendente va preparata. Egli la prepara pregando, unendosi al Padre, al suo disegno per la salvezza degli uomini. Anche i discepoli devono essere preparati a ricevere la rivelazione, e anch’essi attraverso la preghiera. Vengono assaliti da torpore, oppressi dal sonno: come Abramo devono lottare per poter vedere la luce dell’amore di Dio che sfolgora sul volto di Gesù e ne avvolge le vesti! È proprio Gesù la fiamma di Dio, e anche la vittima immolata per noi, per tutti gli uomini!

Sul monte avviene l’impegno di Dio: egli manda a testimoni i due grandi amici cui aveva confidato i suoi progetti, il mite Mosè e il coraggioso Elia, il condottiero e il profeta, le cui bocche hanno pronunciato le parole sante del suo amore e della sua predilezione per il popolo, impegnandolo alla fedeltà. Oggi essi parlano con Gesù del suo viaggio attraverso la morte, una morte che sarà il rito dell’alleanza di Dio: attraverso di lui egli riversa il suo amore sul mondo, su quel mondo che non è nemmeno degno di stare alla sua presenza.

Che cosa dovranno fare i discepoli, cosa dovrà fare il mondo? “Ascoltatelo”! Questa è l’unica fatica dell’uomo per essere salvato. Ascoltare Gesù: la sua parola dolce e mite, consolante ed esigente, è “la benedizione” che fa godere il popolo e lo fa camminare verso la terra promessa, quella terra in cui saremo tutti fratelli, avvolti dalla luce e dalla gloria del nostro Dio e Padre!

Di questa “terra” ci parla San Paolo nella seconda lettura: è la patria in cui attendiamo di entrare, una patria in cui regna il nostro Signore! In essa noi siamo attesi per essere trasfigurati, per essere amati in un modo che non abbiamo mai sperimentato su questa terra! Dio avrà un’attenzione particolare per ciascuno di noi, e Gesù ci farà somiglianti a sè! Perciò ora camminiamo e ci comportiamo come veri discepoli, pronti a portare la croce, decisi a seguire gli esempi dei santi, degli amici di Gesù!

Non ci vergogniamo del nostro Signore, benché il mondo attorno a noi lo rifiuti e ne derida l’amore più grande, quello che gli ha fatto portare la croce. Gli rinnoviamo il nostro grazie per averci accolti nella sua comunità santa, la Chiesa, attraverso il battesimo. Continuiamo a vivere attenti alla sua presenza, alla sua Parola, al suo progetto di trasformare la nostra società in una società d’amore, dove la comunione è la legge principale. Lasceremo perdere gli idoli che trascinano a dare importanza alle cose: idoli come denaro, piaceri, soddisfazioni della gola e della vanità, anche quella di salvarci tramite grandi digiuni o alimenti particolari! San Paolo osserva che coloro che si perdono “hanno come dio il loro ventre, si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi, tutti intenti alle cose della terra”. Noi invece teniamo lo sguardo fisso su Gesù, come ci è già stato insegnato! Caso mai cercheremo chi ce lo insegna di nuovo, per non perdere occasioni preziose di crescita spirituale, di maturazione della nostra vita interiore. Obbediremo alla voce risuonata sul monte: “Ascoltatelo”!

Durante questa Quaresima cercheremo di imitare Gesù: come egli si è recato sul monte, anche noi troveremo tempi e luoghi adatti per quella preghiera che cerca e ama la volontà del Padre! E il nostro volto rifletterà la sua luce!

A cura della Casa di Preghiera S.Maria Assunta – Tavodo  -Via della Pieve, 3 – 38078 SAN LORENZO DORSINO – TN