Commento al Vangelo del 17 Giugno 2018 – Don Francesco Cristofaro

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COME UN UOMO CHE GETTA IL SEME SUL TERRENO
XI Domenica del Tempo ordinario

Prima Lettura  Ez 17, 22-24
Io innalzo l’albero basso.

Dal libro del profeta Ezechiele

Così dice il Signore Dio: «Un ramoscello io prenderò dalla cima del cedro, dalle punte dei suoi rami lo coglierò e lo pianterò sopra un monte alto, imponente; lo pianterò sul monte alto d’Israele.

Metterà rami e farà frutti e diventerà un cedro magnifico. Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno, ogni volatile all’ombra dei suoi rami riposerà.
Sapranno tutti gli alberi della foresta che io sono il Signore, che umilio l’albero alto e innalzo l’albero basso, faccio seccare l’albero verde e germogliare l’albero secco. Io, il Signore, ho parlato e lo farò». 

Abbiamo più volte sentito dire o ci siamo chiesti in momenti difficili: “Dove sei Dio?” Nella prima lettura di questa domenica il Signore rivela a Ezechiele che la storia è nelle sue mani. La stessa verità profetizza a noi la Vergine Maria nel suo Magnificat: “Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre” (Lc 1.51-55). Così termina l’Apocalisse: “Il malvagio continui pure a essere malvagio e l’impuro a essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora” (Ap 22,11). Dobbiamo camminare con questa certezza nel cuore: il Signore c’è e vede. Coraggio!

Seconda Lettura   2 Cor 5, 6-10

Sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere graditi al Signore.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore finché abitiamo nel corpo – camminiamo infatti nella fede e non nella visione – siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore.
Perciò, sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere a lui graditi. Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male.

Anche la seconda lettura ci mette in guardia dinanzi al giudizio divino al quale ciascuno di noi sarà soggetto un giorno. La vita è un mistero che noi non possiamo governare. Vivremo momenti di pianto, gioia, sofferenza, privazione, abbondanza, compagnia, solitudine, abbandono, salute, malattia, persecuzione, martirio. Di questo non dobbiamo temere: Il Signore non ci abbandonerà nella fossa e non si dimenticherà di noi. Noi dobbiamo impegnarci, sforzarci per essere graditi al Signore in ogni momento. Come si è graditi a Lui? Rimanendo sempre nella sua volontà, nella sua Parola, nella sua obbedienza, facendo sempre il bene e mai il male. Noi non abbiamo potere sugli altri. Non possiamo governare il loro cuore. Neanche siamo i padroni della fede dei fratelli, ma solo i collaboratori della loro gioia.

Vangelo  Mc 4, 26-34

È il più piccolo di tutti i semi, ma diventa più grande di tutte le piante dell’orto.

Dal vangelo secondo Marco.
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme ger­moglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».

Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene semi­nato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».

Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.   

Questo vangelo è ricco di speranza per tutti i discepoli del Signore di ogni tempo e di ogni epoca: Nessuna loro fatica rimarrà vana, nessuna resterà infruttuosa. Se essi verseranno il loro sangue per Cristo, il loro sangue è seme di conversione, santificazione, vita eterna. Se essi proclameranno e testimonieranno la sua Parola, anche la Parola sarà seme che farà germogliare altri discepoli di Gesù sulla nostra terra. Noi cerchiamo spesso i frutti, l’essere esaltati nelle nostre opere, avere gloria dagli altri. La nostra unica preoccupazione dovrà essere quella di seminare sempre la parola del Signore nei cuori. Questa fede è la vita del cristiano. Lui semina, Cristo Gesù raccoglie. Oggi si grida che la pastorale è in crisi profonda. Ci si lamenta che vi è un distacco dalla fede, dalla Chiesa, dal Vangelo, dalla liturgia, dai sacramenti. Nessuno cerchi le cause fuori di sé. Entri in se stesso e scopra se nel suo cuore vive lo Spirito Santo. Come facciamo a sapere se lo Spirito Santo è in noi? Basta osservare i frutti che produciamo.

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XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

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Mc 4, 26-34
Dal Vangelo secondo Marco

26Diceva: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; 27dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. 28Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; 29e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
30Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? 31È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; 32ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
33Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. 34Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 17 – 23 Giugno 2018
  • Tempo Ordinario XI
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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