Commento al Vangelo del 17 dicembre 2017 – don Matteo Castellina

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A circa metà dell’Avvento, alla terza domenica, la Chiesa ci invita a gioire con la domenica Gaudete.
Siamo invitati a gioire non solo perché ormai mancano pochi giorni a Natale ma perché il Signore viene nella nostra vita! Perché ci ama e ci porta gioia vera!!!

Se ci guardiamo intorno i modelli di gioia che ci vengono proposti sono quelli del successo, della fama, della popolarità. Ci dicono che per essere felici nella vita dobbiamo diventare popolari, dobbiamo conquistare posizioni importanti, dobbiamo poterci permettere quello che vogliamo.
Non so se gli attori, i magnati della finanza, i calciatori, le top model sappiano cosa sia la gioia vera, glielo auguro, so, però, che cosa può portarci quella gioia vera.
È san Giovanni Battista, nel Vangelo di questa domenica, a mostrarcelo. I Giudei lo interrogano, gli offrono anche la possibilità di vantare per se un titolo prestigiosissimo in Israele quello di Messia! e quando nega di esserlo gli chiedono se sia profeta! E non un profeta qualunque ma niente meno che Elia, il profeta che verrà a preparare la via al Messia.

Giovanni avrebbe avuto ogni diritto ad affermare di essere quel profeta, avrebbe guadagnato fama e popolarità invece di se dice “io sono voce…” Nemmeno un personaggio, solo voce.
Giovanni sembra quasi voler sparire, voler essere solo un annuncio che dà una testimonianza, che indirizza verso qualcun altro ben più importante di lui, l’unica vera personalità: il Signore Gesù.
Giovanni non disprezza popolarità e fama, semplicemente non gli interessano, ha nel cuore qualcosa di molto più grande e importante, ha nel cuore la luce di Dio e ha compreso che la sua vita non sarà completa, non sarà veramente felice se non sarà interamente spesa per darle testimonianza, per condurre gli uomini a quella luce.
Dare testimonianza alla luce di Dio, annunciare l’amore del Signore, condurre i fratelli all’incontro con Gesù non è stato il compito solo di Giovanni Battista, è il compito di ciascuno di noi, di ogni cristiano. E come per Giovanni non ci sarebbe stata gioia vera se non avesse dato la sua testimonianza, così anche noi non sapremo cosa sia la gioia vera finché non inizieremo a raccontare agli altri l’amore del Signore.

È ancora largamente diffusa l’idea che l’annuncio del Vangelo, dell’amore del Signore Gesù, sia compito di preti e suore, invece la Chiesa ci sta dicendo da duemila anni che è compito di ogni cristiano. In particolare dal Concilio Vaticano II e con i magisteri degli ultimi Papi, Papa Francesco soprattutto, tutti i cristiani sono invitati a riscoprire la gioia che dà annunciare agli altri che Dio ama ogni uomo. Non dobbiamo fare chissà che, basta che ci lasciamo colmare della sua luce e diventeremo luminosi anche per gli altri.

Forse dobbiamo chiederci se abbiamo accolto in noi la sua luce, se ci siamo lasciati contagiare dalla sua gioia. Forse il nostro andare a Messa la domenica, le preghiere recitate ogni giorno, sono più atti di abitudine che atti d’amore.

Disponiamoci ora ad accogliere il Signore che viene nella nostra vita. In questa settimana di Avvento che ancora ci separa dal Natale chiediamo con fiducia al Signore di venire nel nostro cuore, di colmarlo della sua luce, di inondarlo della sua gioia. Non aspetta altro! Attende solo che glielo chiediamo con sincerità, senza mezze misure, senza la paura che ciò che vuole compiere con noi possa infastidirci. Tanti uomini e donne nella storia hanno scelto di essere testimoni della luce e nessuno di loro se ne è mai pentito, nessuno di loro è mai tornato indietro perché la gioia del Signore sorpassa ogni nostra immaginazione.

Fonte: il blog di don  Matteo

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III Domenica di Avvento – Anno B

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Gv 1, 6-8. 19-28
Dal Vangelo secondo Giovanni

6Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. 7Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. 8Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.

19Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». 20Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». 21Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. 22Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». 23Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaia». 24Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. 25Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». 26Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, 27colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». 28Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 17 – 23 Dicembre 2017
  • Tempo di Avvento III
  • Colore Viola
  • Lezionario: Ciclo B
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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