Commento al Vangelo del 17 dicembre 2017 – Arcidiocesi di Lucca

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Il brano si divide in due parti. La prima parte (vv. 1,6-8) interrompe la presentazione del Signore nel prologo, per parlare di Giovanni Battista. Egli è un uomo, non ci devono essere dubbi, non è il Messia ed è mandato da Dio, ha una missione da compiere, si chiama Giovanni e così termina la presentazione. Il nome nel mondo biblico è importante perché attraverso di esso si ha la conoscenza della persona e con esso si definisce la sua esistenza (Gen 2,20.23).

Giovanni è conosciuto come il Battista ma non viene presentato così, egli è il testimone della luce. Il testimone è una persona che ha visto, che conosce e ricorda ciò che ha visto e lo comunica ad altri; la testimonianza è quindi una relazione che trasmette una verità e conduce alla fede, che ci fa vedere la vera luce, la salvezza che vince le tenebre del peccato e della morte.

Inizia la seconda parte di questo brano in cui è presente una terminologia giuridica, sembra il resoconto di un processo fatto dai sacerdoti e dai leviti inviati dai giudei; la parola “giudei” nel vangelo secondo Giovanni, non si riferisce al popolo di Israele ma indica i notabili del popolo, coloro che detengono il potere. In questo processo da una parte stanno Giovanni, il testimone, e Gesù, il Messia che ci porta la Parola, e dall’altra parte i potenti, farisei, giudei, sacerdoti, leviti che portano la Legge.

La prima lettura descrive il profeta, colui che annuncia la venuta del Salvatore che instaurerà un regno di giustizia. Il Battista è il testimone di questo regno, è il testimone della luce. Gesù, il Logos, è la luce del mondo che ci illumina facendo discernere ciò che è buono, indicandoci la strada da seguire per giungere alla salvezza, come dice anche la seconda lettura “Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male.” (1Ts 5,21-22).

Il ruolo del testimone, come dimostra Giovanni, non è quello di colui che parla, che annuncia soltanto, ma quello di colui che vive secondo il messaggio che annuncia. Questa testimonianza è quella che converte e permette la trasmissione della fede.

Cristo è la luce a cui tendere nella nostra vita ed allo stesso tempo la luce che ci illumina (Gv 1,9), indicandoci la via da percorrere per giungere a Lui; rappresenta la via e la meta contemporaneamente.

Fonte

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III Domenica di Avvento – Anno B

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Gv 1, 6-8. 19-28
Dal Vangelo secondo Giovanni

6Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. 7Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. 8Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.

19Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». 20Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». 21Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. 22Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». 23Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaia». 24Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. 25Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». 26Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, 27colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». 28Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 17 – 23 Dicembre 2017
  • Tempo di Avvento III
  • Colore Viola
  • Lezionario: Ciclo B
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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