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Commento al Vangelo del 15 ottobre 2017 – Paolo Curtaz

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Il commento al Vangelo di domenica 15 ottobre 2017 (il brano del Vangelo è a fine articolo) XXVIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A, a cura di Paolo Curtaz. Qui di seguito il testo ed il video.

Cosa di meglio?

La vita come una vigna in cui Dio ci chiama a lavorare è un’immagine che non a tutti pace, come abbiamo visto con la breve parabola dei due figli e quella decisamente più drammatica dei vignaioli assassini.

Per gli uni, gli operai della prima ora, il fratello che deve fare bella figura davanti al Padre, la vigna è luogo di fatica. Ci si sta, ma con rassegnazione, sperando in un tornaconto oppure ce ne si tiene distanti, preferendo coltivare una bella vite ornamentale sul balcone.

Per altri, la vigna è luogo di possesso, da sfruttare, di cui usare i frutti in una logica di accaparramento, senza guardare in faccia nessuno anzi, facendo fuori il padrone che esige il giusto pagamento.

Gesù, allora, cambia esempio, cambia parabola.

Dio è così: se non capiamo in modo, allora prova in un altro.

Se non ci garba una cosa, tenta con un’altra.

È l’insieme delle immagini che fa il tutto, la totalità del percorso che ci permette di giungere a capire, almeno un poco, quali sono i pensieri di Dio, quelli che ci sfuggono come dicevamo tempo fa.

Non ci piace l’immagine della vigna?

Magari ci aiuta quella della festa nuziale…

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Un re che chiama

Il Dio che Gesù è venuto a rivelare è un re che invita a nozze.

Non costringe, non obbliga, non intima. Propone.

E non propone solo di andare a lavorare per cambiare il mondo, no.

Propone di partecipare ad una bella festa, ad un banchetto elegante, ad una cena che lungamente abbiamo sognato.

Così è Dio. Non quello piccino della nostra testa, quello severo delle nostre paure, quello intransigente delle nostre ristrette visioni inutilmente moralistiche.

Un Dio che fa festa. Un Dio che ama la compagnia, che la cerca, che mi invita.

Invita me, perché non è egoista come sappiamo essere noi, non narcisista e diffidente.

Dio è uno spettacolo di luce e di vita e mi chiede, mi propone nell’assoluta libertà, di partecipare alla sua vita ma anche di condividere la sua gioia.

E i servi vanno, invitano, insistono.

Noi servi, noi discepoli che già abbiamo conosciuto l’immensa bellezza di Dio.

Come sono belli sui monti piedi di chi parla di Dio!

Solo che.

Ahia

Grandioso, direte voi.

In teoria. In pratica Dio si riceve un solenne e condiviso: no, grazie.

Abbiamo delle cose da fare. Vero, certo. Cose urgenti, necessarie, importanti.

Ma sempre e solo delle cose. Materia, impegno, lavoro, sudore.

Cose.

Che riempiono ogni spazio, che occupano la mente, che spengono l’anima e il desiderio.

Peggio: che la uccidono.

Non sono malvagi coloro che rifiutano.

Sono solo troppo impegnati per diventare felici. Si illudono di trovare la felicità dopo avere finito le cose da fare. Come se la felicità potesse aspettare.

Eppure basta poco. Accogliere l’invito, andare.

Vedere quanta gioia, verità, bellezza, abitano in Dio, e come la nostra vita, comunque sia, possa fiorire.

Cosa abbiamo di meglio da fare, oggi, dell’essere felici?

Accampiamo scuse.

Problemi, dolore, a volte addirittura attribuito a Dio, ostacoli.

Macché: se non siamo felici oggi, non lo saremo mai.

L’abito

Una sola cosa serve: l’abito. Un abito adatto, confacente. Assurdo, all’apparenza: al rifiuto degli invitati il re spinge ad entrare cattivi e buoni, medicanti e poveri. Come pretendere da loro un abito nuziale?

Matteo, riprendendo questa parabola, pensa a quanti, in Israele, non hanno accolto l’invito, ora rivolto ai pagani.

Noi, oggi, sappiamo che l’invito di Dio è rivolto a tutti, anche a chi non ne è degno, anche ai peccatori.

Nessuna selezione di bravi cristiani per far parte della festa.

Ma l’abito sì. Certo.

La consapevolezza del dono ricevuto, il desiderio, lo stupore, sì, certo. Quello è necessario. Il re è un padre, è buono, non è un bonaccione, un inutile Babbo Natale.

Ci ama seriamente, con gioia, ma non si fa prendere in giro.

Possiamo drammaticamente rifiutare la gioia. Ma anche fingere e non essere disposti a crescere, a fiorire, a convertirci.

La conseguenza, allora, sarà quella di essere per sempre legati alla nostra minuscola visione della vita ed abitare nelle tenebre.

Prepariamoci alla festa, oggi. E, come servi, diciamo a tutti che Dio ci invita. Il desiderio e la fede sincera siano l’abito da indossare.

Cosa abbiamo di meglio da fare oggi che non essere felici?

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 15 ottobre 2017 anche qui.

XXVIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Mt 22, 1-14
Dal Vangelo secondo  Matteo

1Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: 2«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. 3Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. 4Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. 5Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; 6altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. 7Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. 8Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; 9andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. 10Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. 11Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. 12Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. 13Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. 14Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 15 – 21 Ottobre 2017
  • Tempo Ordinario XXVIII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo A
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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