Commento al Vangelo del 15 agosto 2015 – don Giovanni Berti – Gioba

51

La rivoluzione di Dio

Il contesto intimo e famigliare che ci viene descritto in questo passo del Vangelo, dove due donne incinte si incontrano per un sostegno reciproco, non ci deve far diminuire la portata profetica del racconto. L’evangelista Luca ci sta raccontando gli inizi di una storia che è destinata a cambiare l’intera storia umana, e che coinvolge anche noi cristiani di oggi, che crediamo che questa storia di Gesù è estremamente attuale e ispira le nostre scelte e azioni.
Sono le parole potenti di Maria a far esplodere il racconto e a dargli la potenza di una bomba nucleare storica.
Questa preghiera, messa sulle labbra della madre del Signore, contiene dei passaggi che come minimo ci devono far interrogare alla luce di quel che ci succede attorno oggi.
Dio è all’opera nella storia, e questa azione avviene anche attraverso di noi. Possiamo scegliere di essere in sintonia o andarci contro, pensando di farla da noi soli la storia dell’umanità.
[ads2]Maria non è spaventata o triste quando pronuncia queste parole, ma è nella gioia più piena. Lei che si definisce povera serva in un mondo di poveri, ha la ricchezza della grazia di Dio che le ha riempito la vita e ha dato un senso ai suoi passi. Maria ha una gioia che riesce a comunicare nel profondo a tutti coloro che incontra, e ne è testimonianza proprio il sussulto di gioia viscerale che scaturisce anche nella cugina Elisabetta appena la saluta. Maria e Elisabetta, due povere donne, che per la società di allora non valevano molto, sono le prime a rendersi conto che Dio proprio da loro inizia la rivoluzione dell’umanità. La rivoluzione di Dio prevede il rovesciamento degli schemi umani che vorrebbero i potenti sempre più potenti e i ricchi sempre più ricchi, a discapito di poveri e umili sempre più impoveriti e umiliati.
Dio opera questa rivoluzione nella storia, anche se a volte non sembra succeda e siamo tentati di pensare il contrario.
E non posso adesso non spostare gli occhi dalla pagina del Vangelo agli schermi di televisione e internet e alle pagine dei giornali che mi ripropongono insistentemente popoli sempre più umiliati da povertà e guerre che sempre più numerosi si riversano sulle coste e lungo i confini dei popoli più ricchi e benestanti. Cosa significa tutto questo? Cosa mi può dire Maria con il suo Magnificat di 2000 anni fa?
“ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote…”
Sono questi profughi gli umili che vengono a rovesciare i troni dei potenti? Siamo noi i potenti del mondo e ci sentiamo assediati sui nostri troni di benessere? Continuiamo ad paventare la povertà per noi se lasciamo entrare troppi poveri affamati, dicendo che di beni qui ne abbiamo appena sufficiente per noi… Non è per caso che proprio così si avverano le parole del Vangelo che ci parlano di ricchi lasciati a mani vuote?
Il Vangelo ovviamente non ci vuole spaventare, semmai il contrario! Il Vangelo ci vuole motivare nel profondo e vuole che apriamo gli occhi per vedere la storia con gli occhi di Maria, cioè con occhi ottimisti di chi sa che Dio non lascia solo nessuno ma che “di generazione in generazione la sua misericordia è per quelli che lo temono”
Dio dal cuore grande come la storia dell’umanità e grande come l’universo, non ci lascia soli, e non si dimentica nemmeno dei poveri e profughi del mondo di oggi. Ci chiede solo fiducia e di metterci in sintonia con lui che della storia è il Signore…

Fonte: Giovanni don

Solennità dell’Assunzione di Maria

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
(dal Vangelo di Luca 1,39-56)

Articolo precedenteCommento al Vangelo del 16 agosto 2015 – p. Ermes Ronchi
Articolo successivoCommento al Vangelo del 15 agosto 2015 – Antonio Riboldi – Vescovo