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Commento al Vangelo del 14 Ottobre 2018 – Fraternità Gesù Risorto

La prima lettura inizia raccontandoci che la prudenza e la sapienza sono un dono che si ottiene tramite la preghiera, dono riconosciuto più prezioso di tutto l’oro del mondo. Che cos’è l’oro infatti nelle mani di uno stolto? Non è che un po’ di sabbia, anzi, peggio ancora: l’oro, nelle mani di chi è disobbediente a Dio è fonte di superbia, di invidia, di prepotenza, di morte. Il tesoro da cercare più della ricchezza, “più della salute e della bellezza”, è la sapienza! La sapienza illumina tutta la vita, le manifesta il suo vero significato, la orienta in tutte le circostanze verso la pace e la comunione, verso l’armonia con se stessi, con Dio e con gli uomini. La si può ottenere con la preghiera: Dio dona i suoi tesori con generosità, ma li dona a chi li apprezza, a chi li desidera con tutto il cuore! Dio li dona quindi a chi li chiede con insistenza, quell’insistenza tipica di chi ama.

È assetato di sapienza anche l’uomo che, come racconta il vangelo, corre incontro a Gesù e si mette in ginocchio davanti a lui. Egli desidera sapere come raggiungere la vita eterna: si è accorto che le sue ricchezze non gli riempiono il cuore; si è accorto che nemmeno la sua fatica per vivere onestamente osservando i comandamenti gli ottiene la pace profonda e la sazietà di cui il cuore umano è affamato e assetato. Egli intuisce che Gesù è l’unico che può rispondere alla sua ricerca, perciò corre, con la certezza di ricevere una parola che gli apra nuove possibilità. Gesù anzitutto lo orienta a Dio. Chi si rivolge a Gesù non può attendersi da lui una risposta magica: egli stesso fa riferimento alla fede, a quella fede serena e fiduciosa che è disposta ad ubbidire, a prendere sul serio la parola che esce dalla bocca di colui che è inviato dal Padre.

Gesù si assicura quindi che quest’uomo cerchi con serietà ed impegno. Gli chiede se ha già cominciato ad obbedire ai comandamenti dati a tutti. Certamente sì, li ha osservati. I comandamenti sono stati dati per preparare l’uomo a donarsi al Figlio di Dio. Allora, per la sete del cuore, c’è ancora solo un passo da compiere: accogliere seriamente il dono di Dio, quel dono che racchiude tutta la sapienza e la scienza del Padre; è quel Dono che non è una “cosa”, nemmeno un “merito”, ma una Persona con cui instaurare un rapporto d’amore esclusivo e totale. Il dono di Dio è Gesù, l’uomo Gesù, il Figlio, colui che gli sta davanti. Pienezza e pace entrano nel cuore dell’uomo, quando questi accoglie Gesù e lo mette al posto di tutto il resto: al posto delle ricchezze, al posto delle sicurezze, al posto degli affetti più cari.

L’uomo inginocchiato davanti a Gesù non è capace di fare questo passo, e rimane triste, tristemente attaccato ai suoi vecchi tesori che non gli rinnovano la vita, non lo ringiovaniscono, ma lo invecchiano di giorno in giorno. Aver osservato i comandamenti non gli serve a nulla. La sua religiosità non lo fa arrivare al vero traguardo della pienezza di vita che solo Gesù può dare.

I discepoli che hanno accolto Gesù, e per lui hanno lasciato tutto, non capiscono. Essi hanno fatto il passo importante, ma lo hanno fatto solo esteriormente. Hanno sì lasciato tutto per stare con Gesù, ma nel loro cuore hanno conservato la speranza di ricevere le stesse cose che hanno lasciato: per essi le ricchezze e i tesori del mondo sono ancora importanti. Anch’essi devono maturare nuova consapevolezza, nuova conoscenza del loro Signore, nuovo amore per lui, tanto nuovo che riesca ad escludere l’amore alle cose terrene, per quanto attraenti possano essere. Il loro amore a Gesù deve addirittura arrivare a sostituire e coprire quello che si attendono le persone care, persino genitori e figli.

Una decisione così radicale sembra impossibile. Certamente, dice il Signore. La capacità di una decisione così forte è solo dono di Dio: “Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio!”

È necessario perciò pregare e implorare per ottenere la vera sapienza, la capacità di aderire del tutto a Gesù, dono del Padre. Egli è quella parola viva ed efficace che taglia ed entra con dolore nelle membra dell’uomo, che scopre i suoi pensieri segreti e i suoi sentimenti e ne giudica i desideri. Gesù è la Parola che ferisce, ma per risanare, per guarire tutta la persona, per riempire di luce e di gioia, per rendere il cuore capace di amare con l’amore di Dio e di dargli così quel senso di pienezza e di vita che da sempre desidera. Gesù è la Parola che rende l’uomo libero dalle cose che lo legano e lo bloccano, e lo rende capace di un amore più grande e più rispettoso anche verso i suoi genitori e figli. Gesù è davvero la sapienza necessaria per vivere e per arrivare al Padre!

Donaci, o Dio, la sapienza del cuore!

A cura della Casa di Preghiera S.Maria Assunta – Tavodo  -Via della Pieve, 3 – 38078 SAN LORENZO DORSINO – TN

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 14 Ottobre 2018 anche qui.

Vendi quello che hai e seguimi.

Mc 10, 17-30
Dal Vangelo secondo Marco

17Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». 18Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 19Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». 20Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». 21Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». 22Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
23Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». 24I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 26Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». 27Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
28Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». 29Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, 30che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 14 – 20 Ottobre 2018
  • Tempo Ordinario XXVIII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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