Commento al Vangelo del 14 Ottobre 2018 – Charles de Foucauld

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CHARLES DE FOUCAULD

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

MEDITAZIONE NUM. 221 E NUM. 222
MC 10, 17-30

«Va’, vendi tutto quello che hai, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo, e  vieni, seguimi».

Grazie, mio Dio, di darci questa legge, questa regola generale della vita  perfetta,  e  di stabilire così con la tua stessa bocca, così chiaramente, quello che bisogna fare per essere perfetto, per piacerti completamente, per non seguire solamente i comandamenti, ma addirittura i consigli… Queste poche parole si rivolgono a tutti quelli che vogliono «correre all’odore dei Tuoi profumi», che non vogliono rifiutarTi niente, donarsi pienamente a Te, glorificarTi il più possibile sulla terra, e per questo amarTi, obbedirTi, imitarTi così perfettamente come lo possono delle creature.

Chiunque vuole glorificarTi il più possibile, mio Dio, e per questo amarTi, obbedirTi, imitarTi il meglio possibile, deve, a meno che l’obbedienza  ai  Tuoi  rappresentanti  non glielo vieti, 1°: spogliarsi di tutti i  propri beni materiali; 2° seguire Gesù come Lo  seguivano  i Suoi apostoli, cioè, imitandolo perfettamente interiormente ed esteriormente, conformando completamente la nostra anima alla Sua, abbracciando, facendo nostri tutti i Suoi pensieri, i Suoi sentimenti, i Suoi affetti, rendendo la nostra anima e il nostro cuore simili ai Suoi… e conformando completamente la nostra vita esteriore alla Sua, condividendo in tutto la Sua  vita esteriore come lo  facevano gli  apostoli, seguendoLo passo dopo passo  e  condividendo la Sua povertà, la Sua abiezione, le Sue fatiche, i Suoi lavori, le Sue persecuzioni, i Suoi rifiuti, tutte le Sue pene e tutti i trattamenti buoni o cattivi che Gli facevano… Secondo  questa legge della perfezione che ci dai, questo codice, questa regola  che  determini,  si giunge alla perfezione molto semplicemente, senza questa moltitudine di mezzi indicati nei libri, attraverso due gradi che sono: 1° la povertà volontaria unita  alla  carità  verso  i poveri, 2° cura continua ad imitarTi in tutto.

Grazie, Mio Dio, di mostrarci con questa carità sia gli scogli da evitare sia la via da seguire…Gli scogli: la ricchezza, tutte le dolcezze che si trovano nelle creature;… la via: la povertà, l’abbandono della famiglia, dei beni, di tutto il creato.

Lasciamo i nostri campi, le nostre case, i nostri padri, le nostre madri, i nostri fratelli, le  nostre sorelle, i nostri amici, lasciamo i beni, i cari, tutto! Lasciamo tutto il creato e riceveremo, non cento volte tanto in creature, come lo vogliono dei miseri che hanno sicuramente lasciato queste cose solo con il corpo e non con lo spirito (e sono ben lontani dall’essere poveri di spirito), poiché aspirano a ricevere sin da questo mondo cento volte di più di questi beni sensibili che dicono aver lasciato per Dio… Bella povertà di spirito che desidera avere cento volte di più di gioie materiali, terrene, sensibili, nella vita religiosa di quante  ne  avesse nel  mondo…  San  Girolamo  prende in  giro  questi  poveri  di  spirito  che

«lasciano una donna», dice, pensano di riceverne cento dalla mano di Dio?… E il  santo dottore aggiunge: no, non riceveranno il centuplo in beni sensibili, ma riceveranno grazie spirituali delle quali il valore sarà cento volte più grande di quello  dei beni sensibili che  hanno lasciato per Dio… Più lasceremo tutti i beni sensibili per Dio, più Egli ci dà al loro posto dei beni spirituali, ecco cosa vuol dire questo passaggio; più lasciamo il naturale, più riceviamo il sovrannaturale… Più facciamo il vuoto in noi, più Dio ci riempie della Sua grazia… Più siamo poveri del creato, più siamo ricchi del divino…  Quando  abbiamo  lasciato tutto il naturale, tutto il creato, qundo  abbiamo svuotato perfettamente la nostra anima di tutto ciò che non è Dio, quando siamo perfettamente poveri di spirito, quando il nostro spirito non ha conservato nessun attaccamento a niente di ciò che non è Dio, è completamente  spogliato  e   nudo  di   tutto  il  creato,  allora  Dio,  che  entra  in   noi   nella

proporzione in cui ci svuotiamo di ciò che non è Lui, si dà a noi completamente, ci riempie completamente, si unisce completamente a noi, si stabilisce nella nostra anima e ne fa la Sua dimora; allora è lo stato di unione, il cielo sulla terra. «Non siamo più noi che viviamo, ma è Gesù che vive in noi»… Facci la grazia di giungere là, mio Dio, lo dobbiamo tutti.

Traduzione a cura delle Discepole del Vangelo .

La vicenda spirituale di Charles de Foucauld (1858-1916) continua anche oggi ad essere motivo di interesse diffuso tra cristiani e non cristiani, poiché si affida a valori umani sempre più cercati, diventati ormai rari nelle nostre comunità civili: il primato di Dio, le relazioni umane, la cura del prossimo, la qualità della vita ordinaria.Il vangelo rimane la parola più autorevole per introdurre il credente ad una vita autentica. Charles de Foucauld ha sostato a lungo sui testi evangelici, per imparare a vivere in modo fedele un’esistenza degna di essere vissuta: una vita a imitazione di Gesù. Le meditazioni sul vangelo di Giovanni, che egli ha realizzato in Terra santa, possono essere considerate come un insieme di lezioni di vita cristiana, una raccolta di indicazioni pedagogiche per imparare, giorno dopo giorno, a seguire il Signore nella propria condizione di vita, in ascolto delle reali esigenze del mondo d’oggi.

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XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 14 Ottobre 2018 anche qui.

Vendi quello che hai e seguimi.

Mc 10, 17-30
Dal Vangelo secondo Marco

17Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». 18Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 19Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». 20Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». 21Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». 22Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
23Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». 24I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 26Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». 27Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
28Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». 29Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, 30che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 14 – 20 Ottobre 2018
  • Tempo Ordinario XXVIII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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