Commento al Vangelo del 14 Luglio 2019 – don Giovanni Berti – Gioba

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Molti mi chiedono se per me Gesù ridesse e facesse ridere. Avendo io la passione del disegnare vignette che hanno spesso come punto di partenza le storie del Vangelo, anch’io mi son fatto la stessa domanda.

Gesù come mi dice il Credo era veramente uomo! Sarebbe un’eresia pensare che non lo fosse. Ha vissuto l’esperienza umana fino in fondo con tutte le sue dimensioni e ha insegnato ad essere uomini fino in fondo. Ridere, sorridere e far in modo che altri sorridano e siano felici è una delle cose più umane e belle. Penso che a suo modo Gesù fosse anche una persona allegra e divertente, e che anche negli insegnamenti più alti abbia spesso usato l’ironia. Il Vangelo ha molti passaggi con una profonda ironia e ci raccontano di Gesù che amava sorprendere gli ascoltatori, giocando anche qualche “brutto scherzo” a chi lo seguiva e anche ai suoi stessi oppositori.

Il Vangelo di questa domenica secondo me ne è un bellissimo esempio. Leggendolo con attenzione emerge una grande ironia educativa sia nel racconto dell’evangelista che nelle parole riportate di Gesù.

Il passo del vangelo parte da questo dialogo-confronto tra due persone molto diverse tra loro e che solo apparentemente sono pacifiche. In realtà si stanno prendendo in giro entrambe. Da una parte questo dottore della Legge, una sorta di teologo del tempo, che va da Gesù per “metterlo alla prova” o meglio “per tentarlo” alla stessa maniera del diavolo nel deserto. Dietro la maschera di colui che vorrebbe essere discepolo si nasconde uno che vuole solo prendersi gioco di Gesù e trovare un modo per “fregarlo” con le sue stesse parole. Per questo quando lo chiama “Maestro…” in realtà lo sta deridendo. Gesù, che conosce bene quel che passa nel cuore dell’altro, alla domanda che gli viene posta (“cosa devo fare per avere la vita eterna”) risponde con una profonda ironia che smaschera l’altro. Gli domanda “Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?”. Fa sorridere che faccia una domanda del genere ad un super esperto della Legge di Dio… come se fosse uno scolaretto. E come uno scolaretto gli domanda se la legge bene, se l’ha capita!

Ma è proprio la parabola che segue a far emergere tutta l’ironia dissacrante di Gesù, quando alla domanda teorica “chi è il mio prossimo”, il Maestro non risponde con una teoria, ma con un racconto. Gesù usa spesso i racconti di vita perché è proprio la vita stessa a svelarci il volere di Dio, ed è nella vita e non nelle teorie che possiamo dimostrare se seguiamo oppure no Dio e la sua legge.

La famosa parabola del Buon Samaritano ha proprio in questo personaggio la sua figura più sconvolgente. L’uomo che scende sulla strada deserta da Gerusalemme a Gerico e che è lasciato in fin di vita rappresenta tutta l’umanità. È “un uomo” in modo generico, e Gesù volutamente non dice nulla della sua identità, religione, etnia, colore della pelle… Di lui Gesù dice solo che è un essere umano e che senza un aiuto concreto è condannato a morire. Passano per la stessa strada, nella stessa direzione (e qui Gesù davvero calca la mano dell’ironia) due che avrebbero tutti i titoli per soccorrerlo. Sono un sacerdote e un levita. Potrebbero con quel gesto di soccorso coronare la loro vita di preghiera e la loro fede appena celebrata nella città di Dio, Gerusalemme. Hanno l’occasione, facendosi prossimi, di avere quella vita eterna, cioè piena di Dio, che si ha nell’amore concreto e non solo nelle dichiarazioni teoriche.

Non fanno nulla, passano oltre, si disinteressano!
Il colpo di scena è proprio nel personaggio che Gesù usa come esempio. E qui davvero non possono non vedere una sottile ma tagliente ironia di Gesù verso il suo ascoltatore. Ai discepoli che sono vicini a Gesù, non posso non pensare che abbia strappato loro un sorriso vedere la faccia del dottore della Legge. Gesù dopo aver fatto fare una brutta figura al sacerdote e levita, dà il ruolo di vero esempio proprio ad un samaritano!! Per coloro che si richiamavano alla Legge di Dio in Gerusalemme i samaritani erano davvero i peggiori in assoluto! Ma proprio questo eretico samaritano per il Maestro Gesù è colui che eredita la vita eterna, non tanto per quel che proclama ma per quel che concretamente fa. Volutamente Gesù non dice quale fosse la sua direzione sulla strada, ma di fatto ora la meta del samaritano è quella di prendersi cura dell’uomo che Dio gli ha messo sul cammino e che va soccorso, senza tentennamenti, senza ragionamenti, senza calcoli di convenienze e tornaconti.

Avrei voluto vedere anche io la faccia di quell’uomo che ascolta dal Maestro questa storia in risposta alla sua domanda. Sono sicuro che il volto di Gesù era sereno e forse con un pizzico di sorriso nel momento in cui spiazza il dottore della Legge, con il suo racconto che demolisce la sua rigidità umana e religiosa, per costruire un nuovo modo di stare in mezzo agli uomini e di vivere la Legge di Dio.

Mi piace questo Vangelo e mi piace Gesù che vuole mettere in discussione anche me. Anche io con tutte le mie domande sulla fede, su Dio, sulla vita, su quello che devo o non devo fare, sui miei rapporti con le persone, il mondo, i problemi e le sofferenze, trovo nel Vangelo un punto di riferimento che vuole sempre tenermi vivo e convertire il mio cuore spesso irrigidito. Il Vangelo mi porta a Gesù che con il sorriso sulle labbra e nel cuore, vuole farmi cambiare per essere davvero felice e attraverso di me far sorridere il mondo, come lui!

don Giovanni Berti – Sito web

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Letture della
XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Questa parola è molto vicina a te, perché tu la metta in pratica.

Dal libro del Deuteronòmio
Dt 30,10-1

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge, e ti convertirai al Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima.
 
Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: “Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Non è di là dal mare, perché tu dica: “Chi attraverserà per noi il mare, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 18 (19)
R. I precetti del Signore fanno gioire il cuore.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice. R.
 
I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi. R.
 
Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti. R.
 
Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante. R.

Seconda Lettura

Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
Col 1,15-20


Cristo Gesù è immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione,
perché in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.
 
Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
È piaciuto infatti a Dio
che abiti in lui tutta la pienezza
e che per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli.

Parola di Dio

Vangelo

Chi è il mio prossimo?

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 10, 25-37

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
 
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

Parola del Signore

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