Commento al Vangelo del 13 gennaio 2019 – don Tonino Lasconi

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Fuori il battesimo dai registri parrocchiali!

Papa Francesco e i non credenti sono giustamente severi con i battezzati che non si comportano come tali nella vita.
Molto scalpore su tutti i media per le severe parole di Papa Francesco nella prima udienza generale del nuovo anno: «Le persone che vanno in chiesa, stanno lì tutti i giorni e poi vivono odiando gli altri e parlando male della gente sono uno scandalo: meglio vivere come un ateo anziché dare una contro-testimonianza dell’essere cristiani». Molto scalpore perché i media, non riportando (come consuetudine imperante) le parole esatte, hanno sintetizzate (scioccamente o malignamente) il messaggio in: “meglio atei che cristiani”, ringalluzzendo coloro che ritengono che essere cristiani serva soltanto a creare ipocriti baciapile, e quelli che non perdono nessuna occasione per rinfacciarci l’incoerenza tra la fede e la vita: “E poi ci vai in chiesa!”; “E poi ci fai il prete!”. Le reazioni polemiche c’era da aspettarsele. Sorprendenti invece i brontolii e i malumori di coloro che ritengono papa Francesco troppo insistente e imprudente nel denunciare i difetti dei cristiani, aggiungendo argomenti a coloro che ce l’hanno con la Chiesa e con chi la frequenta.

Reazioni maligne e malumori devoti devono, comunque, ugualmente stimolarci a prendere sul serio la festa del Battesimo di Gesù, che papa Francesco, sulla scia dei suoi ultimi predecessori, celebrerà in modo solenne, conferendo il battesimo a persone di diverse età, nazione e condizione. Prendere sul serio significa verificare con umiltà e schiettezza quanto l’essere battezzati “in Spirito Santo e fuoco” traspare nella nostra vita quotidiana. Questa è una verifica che i cristiani da sempre sono stati chiamati a fare, e sempre devono continuare a fare. I “malmostosi” con papa Francesco ricordino quello che scriveva il terzo successore di san Pietro al vescovo di Antiochia, nei primi anni del cristianesimo: «Alcuni uomini, con inganno maligno, sogliono portare ovunque il nome (cristiano), pur compiendo azioni indegne di Dio: costoro li dovete scansare come bestie feroci. È meglio essere cristiano senza dirlo, che proclamarlo senza esserlo». Altro che papa Francesco!

Dobbiamo, perciò, essere grati non soltanto al papa per i suoi continui richiami all’importanza del battesimo (l’anno scorso esortò a festeggiare il giorno del battesimo “giorno della rinascita”, come “secondo compleanno”,) ma anche ai “maligni” che ci sbattono in faccia il loro: “e poi vai a Messa”, perché sono uno stimolo a tirare fuori il nostro battesimo dai registri parrocchiali, e a portarlo dentro la vita quotidiana come “fuoco e presenza dello Spirito Santo”. Se “lo Spirito Santo e fuoco” non sarà caldo come dovrebbe essere («Il Vangelo non ci lascia quieti: ci spinge, ci sprona: è rivoluzionario», afferma il Papa), ciò che manca dobbiamo chiederlo umilmente e incessantemente con la preghiera. Nel suo battesimo al Giordano, Gesù riceve il beneplacito del Padre: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento», mentre sta in preghiera. Che bisogno aveva lui di pregare? Eppure l’evangelista Luca ce lo racconta spesso in preghiera prima di cominciare le sue giornate, e in modo particolare prima delle prove decisive, come quella dell’Orto degli Ulivi.

Attenzione, però, a non continuare a pensare (e a fare!) che il dovere dei battezzati sia pregare e partecipare alla Messa. No! La preghiera e la Messa sono i mezzi necessari per riuscire a dare al battesimo la capacità di testimoniare Gesù nella vita, cioè «a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo».

Fonte: Paoline

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BATTESIMO DEL SIGNORE – ANNO C

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Lc 3, 15-16. 21-22 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento». C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: LaSacraBibbia.net

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