Commento al Vangelo del 12 novembre 2017 – Wilma Chasseur

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Quando sorgerà l’ultima stella?

In queste ultime domeniche siamo invitati a vigilare. Su cosa? Sul ritorno del Signore Gesù. Bando dunque alle banalità e alla stoltezza. La prima lettura fa appunto l’elogio della sapienza che va desiderata e ricercata non come un bene fra tanti, ma come il bene per eccellenza per saper riconoscere i segni dei tempi. La seconda lettura ci invita a riflettere sulla parusia, cioè quel misteriosissimo ultimo giorno che Dio solo conosce del ritorno del Signore.
E ci si presenta davanti agli occhi uno scenario che ci fa ammutolire dallo stupore: allora le trombe suoneranno, si udranno voci di arcangeli, suoneranno a distesa tutte le campane del mondo, tuoneranno anche i cannoni per accogliere il Re della gloria che discenderà in tutta la sua maestà e in tutta la sua imponenza per pronunciare il giudizio finale. E in alto, tra le nubi ci saranno anche tutti gli eletti che andranno incontro al Signore nelle nubi che manifestano la sua grandezza.
Stupenda scena non da commentare, ma da contemplare chiedendo allo Spirito Santo che la illumini dal di dentro.

La Nuova Gerusalemme

E dopo ci sarà un grande silenzio che avvolgerà l’intera creazione. Silenzio di cannoni che mai più tuoneranno per annunciare guerre e distruzioni. Silenzio dell’odio che mai più scatenerà ridde di aerei che squarciano i cieli per precipitare su migliaia di creature ignare ed innocenti. Silenzio di bombe che mai più esploderanno per uccidere la musica e l’armonia universale. Il nemico sarà precipitato in fondo agli abissi e “non ci sarà più né pianto, né lutto, né affanno, né lamento perché le cose di prima sono definitivamente passate. E la Nuova Gerusalemme splendente come sposa adorna per il suo Sposo, scenderà per andare incontro al Suo Signore”. (Apocalisse 21)
Il Vangelo ci parla invece di quell’altro misteriosissimo ultimo giorno della vita di ognuno di noi, anche quello sconosciutissimo a tutti e noto a Dio solo, ma certissimo! Anzi è l’unica cosa di cui siamo certi che ci capiterà. Il Signore verrà! Forse una sera, forse una notte, forse in un radioso mattino estivo o forse in un freddo giorno invernale. Siamo certi che verrà, ma quando?

 L’unica certezza: non sappiamo quando verrà …

L’unica cosa di cui siamo certi, riguardo a quell’evento, è che non sappiamo quando accadrà… Teniamo dunque le nostre lampade accese con l’olio della fede e della carità per non dover andare poi dai venditori a comprarne come pensavano di fare le dieci vergini stolte. Stiamo freschi se pensiamo di trovare venditori che vendano quel tipo di merce! Anche perché non è proprio il genere di merce che si acquista dai venditori, anzi non si acquista nemmeno, ma si ottiene unicamente in ginocchio con l’umile supplica e l’ardente preghiera al Dio Altissimo.
“State attenti perché non sapete quando il padrone di casa tornerà”. Già san Paolo raccomandava ai cristiani di allora, di “aspettare la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo alfine di essere trovati irreprensibili nel giorno della sua venuta”. Quell’ultimo giorno che i primi cristiani attendevano già come imminente e che noi, più di duemila anni dopo, rischiamo di non attendere più per niente. Chiediamo la grazia di svegliarci da questo pericoloso letargo perché se non vedremo ancora quell’ultimo giorno, vedremo certissimamente il nostro ultimo giorno! La colonna di fuoco che ci permetterà di affrontare quell’ultimo avvenimento sarà la fede: solo essa, assieme alla carità, ci permetterà di compiere quell’estremo attraversamento che ci porterà all’altra sponda, dove ad aspettarci ci sarà il Signore in persona.

 …ma per ognuno di noi sorgerà l’ultima stella

Quando, per ognuno di noi, sorgerà l’ultima stella ed entreremo nell’eterno mattino che non conosce tramonto, chiediamo fin da ora di essere accolti con le consolantissime parole “vieni servo buono e fedele, entra nel gaudio del tuo Signore”. Chiediamo a Maria Santissima, la vergine saggia per eccellenza, la Stella del mattino, di riempire sempre le nostre lampade con l’olio della fede e della carità, di “vegliare sul nostro cammino e renderci innocenti e puri di cuore”.

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XXXII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Mt 25, 1-13
Dal Vangelo secondo  Matteo

1Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. 2Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 3le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; 4le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. 5Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. 6A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. 7Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 8Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. 9Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. 10Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. 11Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. 12Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. 13Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 12 Novembre  – 18 Novembre 2017
  • Tempo Ordinario XXXII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo A
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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