Commento al Vangelo del 12 giugno 2016 – mons. Vincenzo Paglia

120

19514745932_eaeae50df7_o[ads2]Il Vangelo di questa undicesima domenica ci fa entrare nella casa di un fariseo, di nome Simone, che ha invitato a pranzo Gesù. Mentre sono a tavola una donna, “una peccatrice di quella città”, nota l’evangelista, entra e si avvicina verso Gesù. Giunta ai suoi piedi gli si sdraia accanto e piangendo gli bagna di lacrime i piedi e poi si mette ad asciugarli con i capelli e a ungerli di olio profumato. La scena è indubbiamente straordinaria, in tutti i sensi. Si può anche comprendere la reazione dei presenti, viste le consuetudini del tempo. È una reazione non solo di fastidio per questa donna che si è introdotta in casa quantomeno disturbando il pranzo. Ma c’è anche un severo giudizio verso Gesù. Egli, infatti, non comprendendo chi sia quella donna, la lascia continuare. Insomma, Gesù non capisce. È come dire che sta fuori del mondo, o anche, che il Vangelo non è realistico. In verità, erano loro a non comprendere né l’amore di quella donna e il suo desiderio di essere perdonata e tantomeno l’amore di Gesù. Simone, infatti, si permette di criticare, in segreto, il suo ospite: “Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice”. Davvero aveva il cuore duro Simone per non comprendere l’affollarsi di sentimenti di amore e di tenerezza in quella scena. Ma era talmente preso dal suo giudizio e dai suoi pregiudizi, da essere cieco nel cuore. Invece, Gesù, che legge nel segreto del cuore, accoglie questa donna e lascia che esprima i suoi sentimenti di amore, di vergogna, di richiesta di comprensione, di perdono, di affetto. È un momento significativo. E Gesù sente il bisogno di spiegare quel che sta accadendo con una parabola, tanto è importante quel che quella scena significa. In effetti, esprime il cuore del Vangelo, o meglio il cuore stesso di Dio e, nello stesso tempo, la nostra distanza da Lui.

Per questo Gesù si rivolge direttamente a Simone. Non fa come lui che critica in segreto. Gesù parla chiaramente ma con affetto e con amore e dice a Simone: “Ho una cosa da dirti”. E gli racconta una parabola. È il metodo che Gesù usa sempre, quello di palare direttamente alla mente e al cuore di chi gli sta di fronte. Non è venuto infatti a esporre una dottrina o un nuovo teorema. Gesù è venuto a cambiare il cuore e la vita degli uomini. È venuto a salvarci rendendoci più umani e meno insensibili. La parabola che racconta è quella di un creditore che aveva due debitori, l’uno con un grande debito e l’altro con pochi spiccioli. Il creditore condona il debito ad ambedue. La risposta di Simone su chi dei due deve esser più grato è corretta. Ma non si accorge che si sta accusando. Gesù si rivolge alla donna e parla a Simone facendogli notare la differenza di atteggiamento avuto dalla donna verso di lui. Tanto è stato evidente il suo ritegno, tanto è stato manifesto l’amore di quella donna. “Non ha smesso di baciarmi i piedi”, dice commosso Gesù. E aggiunge: “le sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato”. C’è in questa affermazione quel primato dell’amore che papa Benedetto XVI ha richiamato nella sua enciclica. L’amore viene sempre da Dio. E se anche è distorto, se anche è indirizzato in maniera errata, c’è tuttavia una scintilla che se accesa può provocare un incendio salutare. È quel che avvenne in quel pranzo. Gesù seppe accogliere quella donna e accendere in lei la scintilla dell’amore. Si rivolge quindi direttamente a lei e le dice: “Ti sono perdonati i tuoi peccati”. L’amore per il Signore, infatti, fa piegare il suo cuore verso di noi, brucia il nostro peccato e ci dona la forza per una nuova vita. La grettezza del cuore dei commensali non fece comprendere loro le parole evangeliche e restarono privi della gioia di quella donna che aveva ritrovato la gioia di vivere e di amare.

E forse non è solo un caso che l’evangelista continui narrando di Gesù che percorre le strade della Galilea in compagnia dei “Dodici” e di alcune donne, insegnando e compiendo segni di salvezza, come esorcismi e guarigioni. È come dire che l’amore di Gesù continua a percorrere le vie degli uomini perché tutti siano salvati dalla freddezza di un mondo che non sa amare. Ed è significativo che ovunque Gesù passi si venga a creare immediatamente tra la gente la sensazione di una nuova speranza, di una festa inaspettata, e ovunque è suscitata l’attesa di nuova vita. Esemplare di questa nuova vita è il gruppo delle donne che stavano con lui e lo accompagnavano ovunque andasse. Esse, scrive Luca, “erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità”, e si erano messe al seguito di Gesù. Facevano parte a pieno titolo di quella nuova comunità, sino al punto da mettere a servizio di tutti i loro beni. È una indicazione importante perché appare chiaro quanto Gesù andasse oltre le consuetudini del suo tempo. Era infatti impensabile per il costume religioso dell’epoca far entrare nel circolo dei discepoli anche delle donne. Gesù, invece, le associa alla sua stessa missione, come appare anche in altre pagine evangeliche. È una indicazione da raccogliere con cura perché mostra che nessuno è escluso dalla partecipazione alla comunità dei discepoli, e nessuno è esonerato dalla corresponsabilità della comunicazione del Vangelo.

mons. Vincenzo Paglia

VUOI ALTRI COMMENTI AL VANGELO?

XI Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

Lc 7, 36 – 8, 3
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.
Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».
Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».
E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».
Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».
In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 12 – 18 Giugno 2016
  • Tempo Ordinario XI, Colore verde
  • Lezionario: Ciclo C | Anno II, Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net