Commento al Vangelo del 12 Agosto 2018 – P. Antonio Giordano, IMC

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Gesù esorta i Giudei a non “mormorare”. Li invita, a rinnovare la fede in Lui: “Nessuno può venire a me (= può credere in me), se non lo attira il Padre che mi ha mandato”. Un’azione misteriosa del Padre nel cuore dell’uomo che lo “attrae” verso Gesù, da cui riceve la vita divina che avrà il suo sbocco nella risurrezione del corpo: “e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.

Gesù Cristo è la nostra Speranza

La Speranza non è soltanto la virtù teologale che ci fa pregustare la vita eterna donandoci la grazia necessaria per meritarla ma, ancora più, è la meravigliosa esperienza di vita alla quale siamo chiamati dallo stesso Gesù: vivere in compagnia con Lui, ascoltandolo e nutrendoci di Lui, nel nostro cammino terreno, per poi goderlo per sempre in Paradiso. 

Inoltre, la Speranza è la salvezza che Gesù è venuto a portare all’uomo, in tutta la sua realtà umana, e lo ha dimostrato passando per la Palestina, nel beneficare i poveri e i malati.

Il Signore Gesù, però, vuole mettere nel nostro cuore la sicurezza che Dio è al nostro fianco, come scudo e baluardo, consolazione e tenerezza d’amore, in questa vita nella fede, nell’altra nella visione.

 Tuttavia non è facile capire cosa è la speranza…… possiamo dire in primo che la speranza è un rischio, è una virtù rischiosa, è una virtù, come dice San Paolo “di un’ardente aspettativa verso la rivelazione del Figlio di Dio”. Non è un’illusione, ma un’aspettativa ardente».

Iniziando la sua predicazione, Gesù annuncia le “Beatitudini”, fondamento e fine dei suoi insegnamenti e della sua stessa opera di salvezza, come ci presentano S. Matteo e S. Luca. . Beati, dunque, coloro che seguono il Maestro, il quale, per la sua bontà e per la sua passione, ci tiene ben stretti in questa Beata Speranza che non delude mai. La ripetizione di “Beati…Beati…”, sono come le forti radici dell’albero della Speranza, le quali penetrano nel profondo della nostra vita, ci rendono sicuri nelle tribolazioni e lieti in Dio.

Alla Comunione diciamo: Beati gli invitati alle cena del Signore.

Nel Vangelo di Mt 11,25-30 Gesù prega il Padre: “Benedetto sei tu, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te”. 

E Gesù esorta i discepoli: “Imparate da me che sono mite ed umile di cuore. Prendete su di voi il mio giogo, che è dolce e il mio carico leggero”. 

Riflessione: quando riceviamo la S. Comunione e Gesù è sceso nell’anima nostra, invece di chiedergli il bene che desideriamo, come: Guarisci quella persona; fa che la mia vacanza sia buona; aiuta quello studente a passare l’esame; fa che quella ragazza trovi l’uomo che cerca….

Se ci prostrassimo davanti a Lui gli dicessimo: “Eccomi, Signore, tu sei venuto nella mia anima… ora comanda ciò che vuoi ed io lo farò; chiedi ciò che vuoi e io te lo darò; chiedi ciò che vuoi e nel modo che vuoi ed io sarò lieto di fare quello che mi chiedi”. Avremmo fatto un grande passo nella vita spirituale e cominceremmo a capire che gli avvenimenti giornalieri della nostra vita sono la voce di Gesù che ci chiede di fare quello che Lui vuole e come Lui vuole.

Maria è la Speranza nostra

Salve, o Regina, madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve.

Con la confidenza di figli, ci rivolgiamo a te, Maria, Madre nostra, tutta misericordia. Quello che diciamo in situazioni particolarmente difficili alle nostre mamme lo diciamo ancor più a te che sei la Madre di Gesù.

Tu sei la nostra vita, e noi cerchiamo solo questa; tu sei la nostra dolcezza, e noi attendiamo da te un sorriso, una carezza; tu sei la nostra speranza, ti chiediamo di rafforzarla, perché se perdiamo questa perdiamo tutto.

Fonte

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XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

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Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6, 41-51
 
In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».
 
Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
 
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
 
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 12 – 18 Agosto 2018
  • Tempo Ordinario XIX
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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