Commento al Vangelo del 11 ottobre 2015 – p. Ermes Ronchi

264

ermes ronchi

Un tale corre incontro al Signore. Corre: un gesto bello, pieno di slancio e desiderio. Ha grandi domande e gran di attese. E alla fine, invece, se ne va, scuro in volto e rattristato. Che cosa ha cambiato tutto? Quelle parole di Gesù: Vendi tutto, dallo ai poveri, e poi vieni con me . Capovolgere la vita: i veri beni non sono le cose ma le persone. Notiamo che non ha un nome, è “un tale”, di cui sappiamo solo che è molto ricco. Il denaro è diventato la sua carta d’identità, il suo nome e cognome. Per tutti è semplicemente il giovane ricco. Nel vangelo molti altri ricchi si sono incontrati con Gesù, e hanno un nome: Zaccheo, Levi, Lazzaro, Susanna, Giovanna. Il denaro non era la loro identità. Che cosa hanno fatto questi ricchi, che Gesù amava, cui si appoggiava con i dodici? Hanno smesso di cercare sicurezza nel denaro e l’hanno impiegato per accrescere la vita attorno a sé. è questo che intende Gesù: tutto ciò che hai dallo ai poveri! Più ancora che la povertà, la condivisione. Quel giovane corre un grande rischio, interroga Gesù per sapere se è vita o no la sua, dov’è la vita buona. E non è in grado di sopportarlo. Diventa triste perché non ha il coraggio di trasformare in realtà un sogno che ha dentro. Quello che Gesù propone non è tanto un uomo spoglio di tutto, quanto un uomo libero e pieno di relazioni. Libero, e con cento legami. Come nella risposta a Pietro: Signore, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo segui to, cosa avremo in cambio? Avrai in cambio cento volte tanto, avrai una vita moltiplicata. Seguire Cristo non è un discorso di sacrifici, ma di moltiplicazione di vita: lasciare tutto ma per avere tutto. Il Vangelo chiede la rinuncia ma solo di ciò che è zavorra che impedisce il volo. Messaggio attualissimo: la scoperta che il vivere semplice e sobrio spalanca possibilità inimmaginabili La vita si riempie di volti: avrai cento fratelli e sorelle e madri e figli… come si è riempita di volti la casa di Zaccheo, il ricco che ha detto: ecco metà dei miei beni li dò ai poveri . Allora capiamo che il regno di Dio è pienezza, che “verrà con il fiorire della vita in tutte le sue forme” (Vannucci). Che ogni discepolo può dire: “Con gli occhi nel sole/ a ogni alba io so/ che rinunciare per te/ è uguale a fiorire” (Marcolini).

XXVIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Dal Vangelo secondo Marco

[ads2]In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 11 – 17 ottobre 2015
  • Tempo Ordinario XXVIII, Colore verde
  • Lezionario: Ciclo B | Anno I, Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

Articolo precedenteCommento al Vangelo del 11 ottobre 2015 – don Andrea Andretto
Articolo successivoCommento al Vangelo del 11 ottobre 2015 – Mons. Nazzareno Marconi