Commento al Vangelo del 11 Novembre 2018 – Piccole Suore della Sacra Famiglia

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TUTTO QUANTO AVEVA PER VIVERE

In quel tempo, 38. Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: “Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, 39. avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.

Il brano odierno è ambientato nel Tempio di Gerusalemme. Si rivolge agli ascoltatori e li mette in guardia nei confronti dei capi religiosi che sono incaricati di guidare il popolo, invece cercano soltanto il riconoscimento del pubblico, la posizione di favore e il tornaconto personale.

Guardatevi”: spesso le persone che noi ammiriamo, in realtà sono da fuggire per non incappare in cattivi esempi o, peggio, per non lasciarsi sedurre dai facili miraggi che ci propongono. Impariamo a non idolatrare nessuno in modo da avere il cuore libero per compiere la volontà di Dio e seguire la strada evangelica.

“Scribi”: erano incaricati di leggere e interpretare la Legge di Mosé, per cui erano anche chiamati “dottori della Legge”, gli esperti, i nostri moderni teologi. Alcuni facevano parte del Sinedrio, altri anche della setta dei farisei. Svolgevano anche la professione di avvocati e si facevano ben remunerare.

“Farisei”: cercavano di osservare con scrupolo e precisione la Legge di Mosé.

Scribi e farisei sono spesso associati dagli evangelisti. Sembra che tutti gli appartenenti a queste categorie di persone avessero lo stesso stile di vita. Non si sa se ci fossero delle eccezioni a questa caratteristica comune.

“Sinedrio”: era l’organo amministrativo più importante del popolo di Gerusalemme. Nonostante la dominazione romana aveva ancora una grande autorità. Era composto di anziani e di scribi. È stato il Sinedrio a condannare Gesù, quindi anche gli scribi che ne facevano parte.

“Lunghe vesti”: le vesti lunghe erano segno di distinzione e la caratteristica delle persone benestanti. Chi le indossava manifestava che si poteva permettere di vivere senza lavorare, a differenza del popolo che svolgeva lavori manuali e di fatica.

“Saluti nelle piazze”: gli scribi bramano la riverenza della gente, gonfi della loro superba apparenza.

“I primi seggi”: gli scribi sono persone ambiziose che desiderano mettersi in mostra, anche nel luogo di preghiera. Vogliono essere i primi davanti a Dio oltre che ad essere i primi rispetto agli uomini. Stiamo attenti anche noi a guarire dal protagonismo.

“Primi posti nei banchetti”: dalla loro posizione gli scribi cercano un interesse materiale.

  1. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa”.

“Vedove” erano tra le persone più deboli e indifese: non considerate perché donne e senza la difesa del marito, erano alla mercé di usurai e approfittatori, tra cui vi erano anche gli scribi.

“Pregano a lungo”: gli scribi ostentavano religiosità e pietà, in realtà la loro intenzione non era pura, ma condizionata al plauso della gente.

“Riceveranno una condanna più severa”: Gesù si scaglia contro le ingiustizie del suo tempo, contro chi cerca vantaggi materiali invece di essere a servizio di Dio e dei fratelli. Gli scribi sono persone senza scrupoli che, invece di difendere le vedove, in nome della Legge, le sfruttano a proprio vantaggio.

Sembra che Marco voglia mettere in guardia persone della sua comunità, impegnata nell’aiuto alle vedove, dal perpetrare ingiustizie e dallo sfruttare la propria posizione di privilegio. Forse è per questo motivo che accentua le critiche di Gesù contro coloro che approfittano delle situazioni di disagio sociale per arricchirsi.

  1. Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte.

“Seduto”: Gesù si pone nell’atteggiamento del maestro che insegna.

“Di fronte al tesoro”: in collegamento con i versetti precedenti, in questa seconda parte del brano si parla ancora di ostentazione. Nel tempio di Gerusalemme, esisteva il tesoro del tempio e un contenitore per la raccolta delle offerte, chiamato “gazofilacio” (in greco gazophylákion, formato da za “tesoro” e phylákion “custodia, riparo”), simile alle nostre colonnine di legno o metallo, che si trovano nelle chiese. Il gazofilacio del tempio era costituito da tredici casse. Era usuale che i fedeli facessero offerte liberali in denaro. Il sacerdote di turno contava le monete davanti a tutti i presenti e proclamava l’ammontare finale ad alta voce. Riceveva più lode chi offriva di più.

“Osservava”: Gesù sa scrutare i cuori e le intenzioni delle persone. Il suo è un vedere in profondità, al di là delle apparenze, come è scritto nel primo libro di Samuele 16,7: “Io non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore”.

“Come”: Gesù non guarda quanto una persona dà, ma COME offre il suo dono. Un conto è dare le briciole di quanto si possiede e un conto è dare quel poco, che è il tutto.

  1. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un

Si presenta a fare l’offerta una donna vedova, che viveva nella povertà assoluta, nella completa mancanza di mezzi. È pochissimo quello che dà, rispetto alle necessità del tempio. Rappresenta, però, la totalità di quanto possiede.

“Due monetine”: la vedova avrebbe potuto trattenersi almeno una monetina, invece il suo dono è completo, senza riserve.

“Fanno un soldo”. Marco specifica il valore del denaro versato dalla donna, che corrisponde a una moneta di circa tre grammi di bronzo: un valore minimo. È un particolare necessario per far capire ai destinatari del vangelo il valore di un soldo, utilizzato al tempio di Gerusalemme, che essi non conoscevano.

  1. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: “In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli

Gesù sa cogliere ogni occasione per insegnare ai suoi discepoli. Addita la vedova come modello di gratuità, di dono disinteressato, di fiducia totale nella Provvidenza del Padre, al quale ella consegna la sua vita. Senza quelle due monetine, infatti, non aveva più nessun mezzo di sopravvivenza.

È emblema del dono che Gesù fa di sé: non riserva nulla, ma offre tutto senza tenere niente per sé, confidando unicamente nel Padre suo.

Anche noi dobbiamo imparare ad essere trasparenti con il Signore, donare senza secondi fini, sapendo che Egli legge nel nostro cuore e che provvede ad ogni nostra necessità. Non dobbiamo, pertanto, depredare, arricchirci alle spalle degli altri. Siamo chiamati a dare gloria al Padre fidandoci di Lui ad occhi chiusi, proprio come la vedova, proprio come Gesù.

  1. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere”.

Al di sopra di tutto, la vedova cerca la gloria di Dio, che vale più della sua stessa vita. Dà tutto quello che aveva a favore del tempio che, tuttavia, poi sarà distrutto. La sua è una fede limpida, piena di amore per il Signore e di fiducia incondizionata nella sua Provvidenza.

Il mondo è pieno di persone che non si notano, di cui nessuno parlerà mai, ma che si donano nel silenzio e nel nascondimento. Sono proprio queste persone che sorreggono l’umanità e costruiscono la storia.

“Tutto quello che aveva”. Il Regno dei Cieli ha una logica che è diversa da quella umana: i primi sono gli ultimi e gli ultimi i primi (cfr. Marco 10,31).

Gesù stesso darà tutto, come ha fatto la vedova. Gesù non poteva offrirci di più di così: ha dato il suo corpo, che sarà distrutto come il tempio, e la sua stessa vita, fino all’ultimo respiro.

Se vogliamo essere autentici discepoli di Cristo, dobbiamo dimostrare senza vergogna che amiamo Dio sopra ogni cosa. Saremo credibili solo se non teniamo nulla per noi stessi, se amiamo senza cercare ricompensa, se diamo tutto, spontaneamente, senza obblighi, né imposizioni. Come Gesù, che si è fatto ultimo degli ultimi, servo dei servi. Si è confuso nella pasta come lievito per farla fermentare. Fino al suo ultimo respiro si è immolato per farci vivere in eterno.

Diamo tutto, come Lui, ha dato tutto, perché il Regno di Dio è dei poveri e dei piccoli!

Suor Emanuela Biasiolo

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B

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Questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri.

Mc 12, 38-44

In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
 
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
 
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 11 – 17 Novembre 2018
  • Tempo Ordinario XXXII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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