Pubblicità
Home / Vangelo della Domenica / Commento al Vangelo del 10 Febbraio 2019 – Piccole Suore della Sacra Famiglia

Commento al Vangelo del 10 Febbraio 2019 – Piccole Suore della Sacra Famiglia

SULLA TUA PAROLA GETTERÒ LE RETI

In quel tempo, 1. mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennésaret,

In questa domenica l’evangelista Luca riporta il fatto della pesca miracolosa e la chiamata dei primi discepoli. Egli utilizza il materiale che già si trova nel Vangelo di Marco, ma lo elabora con originalità.

Il luogo dell’evento è la città costiera di Cafarnao, che si trova lungo il mare (lago) di Galilea (o di Tiberiade), dove Gesù va ad abitare nella casa di Simone.

Attorno a Gesù, la folla fa ressa, tanto da opprimerlo. È il simbolo del mondo che attende la Parola di salvezza.

2.   vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti.

Quello di oggi è un brano parallelo a quello di Marco 1,16-20, però si differenzia perché i pescatori non riparano le reti: non si sono lacerate perché non hanno pescato nulla.

3.     Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.

Gesù sceglie di salire sulla barca di Simone (colui che sarà Pietro), segno della Chiesa che trasporta il Signore mentre proclama la Parola di Dio. Sale anche sulla barca della nostra vita, se noi siamo disponibili ad accoglierlo. Egli è sempre sulla barca della Chiesa, anche in mezzo ai pericoli delle tempeste.

“Lo pregò di scostarsi un poco da terra”: lo stratagemma di andare al largo consente a Gesù di farsi ascoltare dalla gente assiepata sulla riva.

4.    Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca».

Gesù imparte un ordine inconsueto a Pietro: gettare le reti in pieno giorno è assolutamente inopportuno perché i pesci non abboccano con la luce. I pescatori hanno lavorato tutta la notte (anche se il risultato è stato fallimentare) e ora hanno diritto al loro riposo. Tutto, invece, cambia.

5.    Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti».

Pietro fa resistenza: da pescatore esperto sa che non si pesca di giorno e che il falegname Gesù non ha nulla da insegnargli riguardo al suo mestiere. Tuttavia fa un grande atto di fede, si abbandona ad un comando umanamente irragionevole e si fida. È il primo atto di fede da parte di Pietro e il primo presentato dall’evangelista Luca nel suo racconto.

Come Pietro, crediamo a Gesù anche quando nulla ci farebbe pensare che Egli abbia ragione. Affidarsi a Lui è il segno più grande della nostra fiducia e della nostra confidenza. Abbandonarsi alla sua azione è fonte di pace e lievito che fa fruttificare la nostra vita, che rende abbondante la nostra “pesca”, che rende fruttuoso il nostro lavoro.

6.    Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. 7. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.

La fede di Pietro ha contagiato anche i compagni di lavoro. Il risultato è strabiliante, la pesca è abbondantissima, le reti si lacerano per l’enorme quantità di pesci, sono necessari i rinforzi. La Chiesa è formata da persone con compiti diversi, ma con l’unica vocazione di seguire Gesù. Pietro dirige il lavoro, altri compagni lo aiutano, altri ancora vengono chiamati successivamente.

L’importante è che ci ricordiamo che solo insieme possiamo testimoniare la fedeltà di Dio alle sue promesse e godere della sua Presenza. Sull’esempio di Pietro, anche noi dobbiamo essere sicuri che insieme con Gesù diventiamo invincibili e che Egli rende possibile l’impossibile.

8. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». 9. Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto;

In parallelo possiamo leggere l’esperienza di Mosè al Sinai. Egli si prostra quando Dio si manifesta nel roveto ardente, che arde e non brucia. È l’atteggiamento dlel’orante che si trova di fronte ad una straordinaria presenza divina. Di fronte alla pesca miracolosa, Pietro capisce la distanza che esiste tra Dio e la creatura, tra Gesù e lui, povero pescatore di Galilea.

“Sono un peccatore”: non significa che Pietro sia un uomo moralmente traviato, ma vuol dire che sente tutto l’abisso della sua debolezza nei confronti della potenza di Dio.

Gesù sceglie Pietro per la fiducia che ha dimostrato. In Pietro sceglie ciascuno di noi. Ci chiede di confidare in Lui e di appoggiarci alla sua forza. Colui che ci chiama è anche colui che ci sostiene nella missione che ci affida. Sua è la Chiesa, suo è il mondo, suoi siamo noi e Lui è il nostro Tutto. Non sono le qualità umane che ci fanno grandi davanti a Dio, ma la nostra fede in Lui.

Evitiamo di sentirci autosufficienti, di basarci sulla nostra intelligenza, di crederci sapienti: in Gesù tutte le categorie umane sono capovolte. Egli può farci ottenere una grande pesca anche dopo una notte infruttuosa. Fidiamoci e, come Pietro, adoriamo in ginocchio il nostro Salvatore.

10. così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».

Rispetto al Vangelo di Marco, in Luca manca la figura di Andrea. Gesù si rivolge a Simone e gli dà l’incarico di sottrarre gli uomini dal male, di “pescarli” per dare loro la vita. Mentre i pesci fuori dall’acqua muoiono, gli uomini, fuori dai flutti del peccato, si salvano e vivono. Ecco la missione, che inizia con il mandato: “Non temere!”. Da questo momento la vita di Pietro cambia totalmente. Quando Gesù ci afferra, dobbiamo voltare pagina: non siamo più quelli di prima!

11. E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

È avvenuto l’incontro di Gesù con Pietro. È avvenuta la trasformazione. Da questo versetto, però, sappiamo che anche gli altri discepoli vengono affascinati dal Signore, al punto che abbandonano tutto per seguire il Maestro. Non sappiamo dopo quanto tempo hanno lasciato tutto; forse hanno compiuto un processo di discernimento. Quello che importa è che i discepoli hanno avuto un’esperienza forte nella loro esistenza e dall’incontro con Cristo tutto è cambiato.

Ogni battezzato dovrebbe porsi in atteggiamento di risposta alle attese che Dio ha su di lui. Seguire Cristo senza condizioni è possibile se avviene un reale scambio di sguardi, un profondo ascolto della Voce che parla nella coscienza, una decisione forte di perseverare fino alla morte nella scelta del Signore, a costo di lasciare le proprie sicurezze, le proprie certezze, le proprie opinioni, la propria cultura. Si riesce a fare questo perché nello sguardo di Cristo ci si è sentiti amati, oggetto di un amore senza misura.

Pietro ci dice che vale la pena essere tutti di Dio e di gettare sempre la rete anche quando sembra assurdo, perché, sulla parola di Gesù, la pesca è assicurata, la felicità è raggiunta, la missione è compiuta. E saremo “pescatori di uomini”, saremo persone che trasmettono la salvezza di Dio, perché ne abbiamo fatto l’esperienza, perché abbiamo ottenuto misericordia!

Suor Emanuela Biasiolo

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

QUINTA SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 10 Febbraio 2019 anche qui.

Lc 5,1-11 Lasciarono tutto e lo seguirono.

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.

Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: La Sacra Bibbia

ALTRI COMMENTI

VEDI ANCHE

Vangelo di domenica 24 Febbraio 2019 – mons. Gianfranco Basti

Commento di  mons. Gianfranco Basti al Vangelo di domenica 24 Febbraio 2019 Link al video …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.